Obbligo di vaccinazione: richiesta necessaria

L’accesso alla scuola pubblica, previa vaccinazione, è un doveroso passo che lo Stato Italiano ha messo in atto per arginare l’ignorante dilagare di una vera e propria epidemia: l’antivaccinismo. Il vaccino è un utile strumento che, negli anni, ha permesso di debellare malattie mortali, o fortemente invalidanti, confinandole fino a farle – di fatto –  scomparire. Questo beneficio ha, tuttavia, un “costo di mantenimento”: la vaccinazione funziona soltanto se i nuovi individui, fino alla fascia di età che arriva all’adolescenza, sono vaccinati e completano regolarmente i cicli di vaccinazione.

Negli ultimi anni, a causa di teorie parascientifiche o – per meglio dire – fantascientifiche, corroborate anche dalla facilità di divulgazione attraverso i canali web, una falsa coscienza comune ha lentamente arginato il margine delle vaccinazioni, mettendo a rischio, specialmente, coloro che non possono ricevere il vaccino (ad esempio i soggetti immunodepressi) che, invece, traggono vantaggi indiretti dalla attivazione attraverso la cosiddetta immunità di gregge.

Società e istruzione: il centro dell’antivaccinismo

Il problema di fondo è di tipo sociologico: la scienza non è una disciplina di dialogo. Non esistono opinioni se non quelle che derivano, direttamente, dall’analisi della Letteratura Scientifica. Non è, ovviamente, richiesto al singolo cittadino di possedere competenze Immunologiche poiché le figure professionali, a partire dal pediatra fino ad arrivare allo specialista, devono indirizzare in modo corretto i genitori sia nelle modalità sia nei tempi della somministrazione del vaccino.

Il passaparola non è uno strumento scientifico, la maggior parte dei dubbi e delle paure che possono, legittimamente, inquietare i genitori devono essere affrontate dal medico o dall’equivalente figura competente. Nella società, è un obbligo civile e morale, assumere e rispettare i ruoli.

Negli ultimi anni, invece, il movimento antivaccinista ha convinto troppi genitori a non vaccinare i figli, con riferimenti assurdi quali quelli della correlazione con l’autismo, della presenza di metalli pesanti tossici, dell’inutilità del vaccino, della mano nera delle eterne “lobby dei farmaci”. Teorie assurde, se non delittuose, ancor più perché mettono in serio pericolo la salute umana. Voci che si basano su pochi casi (ammesso che siano veri) e non tengono conto degli individui (milioni? miliardi?) che hanno giovato direttamente e indirettamente dei vaccini.

I vaccini sono sicuri e, nel corso degli anni, sono migliorati sia dal punto di vista qualitativo, sia per il range di agenti patogeni controllabili. Il rapporto tra costo (da intendersi come una mera manifestazione di reazioni avverse, anche gravi) e beneficio lascia vincere quest’ultimo di gran lunga.

Le ragioni dell’obbligo del vaccino

Di fronte a un problema di natura sociale, quando fallisce il senso comune di protezione della società stessa, deve intervenire lo Stato, attraverso gli organi competenti. Il danno causato dalla ricomparsa di malattie tenute a bada mediante il vaccino è incalcolabile; anche il danno indiretto subito da una famiglia nella quale un qualsiasi membro (anche un genitore) cade vittima di un batterio o di un virus per mancanza di vaccinazione, è incalcolabile. Il bene comune, dunque, è leso globalmente anche per effetto della mancata vaccinazione di pochi individui.

Non esistono correlazioni tra vaccini e autismo, non esiste alcun piano economico “oscuro” e non ci sono registi dietro le campagne di vaccinazione globale. Il rischio intrinseco alla vaccinazione è enormemente inferiore rispetto al beneficio.

La vaccinazione è il miglior modo per stare in salute.

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