Per quale ragione la proteina G si chiama in tale modo?
Poiché è capace di legare a sé il GTP.
La G indica che necessità di un elevato grado di energia di attivazione.
Poiché ha un'attività generale.
Poiché è stata scoperta, in ordine temporale, dopo la proteina F.
Qual è la più piccola unità funzionale del sistema nervoso?
Il neurone.
L'assone neuronale.
La sinapsi.
La cellula dendridica.
Che tipo di trasporto opera un carrier?
Passivo.
Attivo.
Semipassivo.
Semiattivo.
Gli ormoni steroidei sono capaci di permeare la membrana?
No, gli ormoni steroidei, o steroidi, sono efficaci soltanto sul muscolo striato.
No, tuttavia molti recettori per gli ormoni steroidei sono presenti sulla membrana cellulare.
Si, poiché diffondono quasi liberamente nello strato lipidico della membrana.
Si, soltanto in presenza di un trasportatore aspecifico per il colesterolo, giacché gli ormoni steroidei derivano da esso.
Le ghiandole endocrine secernono ormoni il cui target è localizzato:
A livello dello stesso organo, nello stesso tipo e sottotipo cellulare.
A livello dei recettori delle cellule epiteliali.
Generalmente lontano dal luogo di sintesi.
Nelle cellule vicine al luogo di sintesi.
I canali, in linea generale, cosa rappresentano?
Zone di interruzione del DNA.
Zone di aggancio tra differenti neuroni.
Piccole apoproteine.
Piccole interruzioni della membrana.
In una proteina G, qual è la subunità che, a seguito di attivazione, si distacca?
La subunità gamma.
La subunità beta.
La subunità alpha.
La subunità alpha e la subunità theta.
Le proteine plasmatiche in che aliquota sono presenti a livello del tessuto sanguigno?
Oltre il 50%.
Circa il 7%.
Meno dell'0.1%.
Circa il 35%.
Come può essere classificato un carrier?
Una particolare proteina G.
Una proteina accesoria.
Una proteina intermembrana.
Una proteina trasmembrana.
La modulazione ormonale a feedback, in cosa consiste?
Dall'attività del sistema nervoso periferico nei confronti delle ghiandole.
Dall'attività del sistema nervoso centrale nei confronti delle ghiandole.
Dall'attività dell'ippocampo nei confronti delle ghiandole.
Nella variazione di secrezione, in termini di quantità, di ormone in base a un fattore che è determinato direttamente dall'azione dell'ormone stesso.