BioWikiTraining:La prima corsa - sport

Scritto da Dott. Crisafulli F..
Pubblicato il 06-06-2018 Revisionato il 11-06-2018
Dott. Crisafulli F.

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Iniziare a correre, magari per perdere un po' di grasso rappresenta un tipo di allenamento alla portata di tutti. L'attività fisica, se costante, porta a benefici sia sul fronte della saluta sia sul morale. La corsa, in particolare, è un'attività universale, che può essere svolta in poco tempo e con pochissima attrezzatura.

Correre è una tra le attività preferite degli sportivi. Questo è particolamente vero in primavera, quando le giornate e il sole possono accompagnare il runner nei percorsi preferiti.

La prima corsa

I consigli per la prima corsa riguardano tre, importanti, aspetti. La voglia di fare attività fisica è, certamente, il migliore dei propositi per iniziare e - per questo motivo - condurre la prima corsa in modo assolutamente sicuro e guidato darà i migliori risultati sia immediatamente dopo (fase di recupero) sia nelle successive uscite.

La corsa mette in moto diversi muscoli. Quelli più importanti, ovviamente, sono presenti nelle gambe. Inoltre, il cuore è largamente sollecitato poiché ha il compito di adattarsi dinamicamente alle richieste di ossigeno durante la corsa. In linea generale, non sono soltanto i muscoli ad essere sollecitati ma - in modo meccanico - tutto l'organismo. I tendini e le articolazioni, ad esempio, devono resistere al movimento e all'impatto del corpo con la superficie durante la corsa.

Running, jogging e corsa
Il primo allenamento è sempre un evento particolare. I muscoli e il fiato possono abbandonare l'atleta in pochissimo tempo. Tuttavia, con una serie di accortezze è possibile superare il trauma della prima sessione sportiva.

Per questi motivi, la prima corsa è un evento senza dubbio interessante e importante che "mette alla prova" elementi del corpo che, normalmente, operano una blanda attività. Con pochi consigli è possibile correre, divertirsi e - allo stesso tempo - allenarsi.

Idratazione e corsa

La prima considerazione da fare, per la prima sessione di jogging, è rappresentata dall'idratazione, specialmente durante gli allenamenti che ricadono in periodi estivi. L'attività fisica determina una perdita fisiologica di liquidi, la maggior parte dei quali allontanati attraverso la sudorazione. Reintegrare l'acqua persa ha lo scopo di mantenere stabile la disponibilità del liquido sia durante la fase di allenamento sia nella successiva fase di riposo. Inoltre, la perdita di acqua è sempre accompagnata dall'allontanamento di preziosi sali minerali, che possono essere recuparati attraverso l'idratazione.

Per lo stesso motivo, prima dell'allenamento è opportuno operare una buona idratazione. La quantità di liquidi e di sali minerali da introdurre è specifica per ciascuna persona e deriva da alcuni fattori:

Un aspetto importante, spesso non considerato dai runner agli inizi dell'attività, è rappresentato dall'eccessiva idratazione. Non è necessario, anzi è controproducente, bere litri di acqua prima dell'attività sportiva ma, invece, è consigliabile bere in modiche quantità nelle ore immediatamente precedenti all'attività.

Piccoli obiettivi

Quanti km per la prima corsa?. Questa è una tra le domande che, in assoluto, echeggiano nella mente dei runner. La prima corsa non ha un vero e proprio parametro di misurazione né in termini di distanza percorsa né in termini di tempo impiegato. Certo, chi proviene da altri sport - ad esempio dal ciclismo - è ovviamente avvantaggiato poiché l'organismo è abituato alla sollecitazione sportiva. Chi, invece, si appresta a correre per la prima volta dovrebbe cercare di non sforzare troppo l'organismo.

La prima corsetta può impegnare anche poche centinaia di metri! Nella maggior parte dei casi, sentire la fatica dopo pochi minuti è perfettamente normale. I muscoli, i tendini e le articolazioni non sono sufficientemente sviluppati per lo sforzo, anche minimo, del movimento.

Cuore e zona aerobica

Quando la richiesta di ossigeno aumenta, il cuore ed i polmoni aumentano a loro volta l'attività per rendere possibile l'approviggionamento capillare dell'ossigeno. Nelle persone poco allenate, la distribuzione capillare non è del tutto efficiente e, per questo motivo, i battiti del cuore aumentano e il fiato si accorcia. Una sessione prolungata a regimi elevati può favorire l'insorgenza di crampi che inficiano sul recupero muscolare. L'acido lattico è la molecola che si accumula nel muscolo in sofferenza di ossigeno e sembra essere il responsabile della maggior parte dei disturbi post-allenamento.

Generalmente, tenere sotto controllo i battiti cardici (ad esempio con l'utilizzo di un buon cardiofrequenzimetro) rappresenta un buon modo per evitare il "fuori soglia cardiaco".

Sicurezza

La sicurezza, anche per una apparentemente semplice attività fisica, deve essere il primo aspetto da valutare. Consultare il proprio medico, non correre dopo infortuni anche lievi e lasciar passare il tempo necessario alla completa guarigione, non affidarsi a personale poco qualificato e, specialmente, non ricorrere al doping per tentare di migliorare una prestazione non agonistica, rappresentano i capisaldi dello sport.

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