Trapianto - interventi_chirurgici

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 13-10-2012 Revisionato il 20-04-2016
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Gli organi trapiantabili - Tipi di trapianto - La terapia dopo il trapianto: il rigetto.

Il trapianto è un atto di trasferimento di un organo o di una porzione di esso o, ancora, di un tessuto da un individuo ad un altro individuo che avviene in ambito di uno o più interventi chirurgici. Il trapianto è sempre una operazione molto delicata sia per il donatore, qualora egli fosse vivo, sia per il ricevente poiché per poter inserire il tessuto o l'organo si rende necessario operare in condizioni spesso critiche o, comunque, compromettenti per l'organismo. Il progresso medico ottenuto negli ultimi decenni, abbinato a diverse migliorie nella strumentazione medica, permette comunque di operare trapianti con un ottimo margine di sicurezza che, nel corso degli anni, aumenta ulteriormente.

Gli organi trapiantabili

Non tutti gli organi sono trapiantabili per motivi legali e per motivi biologici. Il cervello, e buona parte del sistema nervoso centrale e del sistema nervoso periferico non possono essere trapiantati poiché i complessi meccanismi biochimici che li rendono funzionali vengono irrimediabilmente persi con la morte del donatore. L'attuale legislazione Italiana ricalca le normative di molti stati Europei ed extracomunitari e prevede che da un individuo vivo non è possibile esportare, né a fine di trapianto, né per altri scopi tessuti od organi che genererebbero nell'individuo una condizione di invalidità permanente.

In realtà la legge può essere interpretata poiché qualsiasi intervento di esportazione di organi potrebbe determinare una invalidità permanente; per questo motivo gli organi definiti doppi, ovvero presenti in coppia nell'organismo umano, come i polmoni ed i reni possono essere singolarmente trapiantati, mentre il fegato, che è capace di rigenerarsi, è anch'esso trapiantabile in una sua porzione.

Tipi di trapianto

Esistono differenti tipi di trapianto che prendono in considerazione le molteplici possibilità di trapianto tra individuo ed individuo.

Autotrapianto

Nell'autotrapianto una porzione di tessuto viene trapiantata nello stesso individuo dalla quale è stata prelevata. Nel caso di ustioni, ad esempio, è possibile prelevare la pelle da una zona sana e trapiantarla nella parte danneggiata anche se, recentemente, si è aperta la possibilità di sintesi di tessuto epiteliale a partire da cellule staminali.

Allotrapianto

L'allotrapianto avviene quando un individuo dona un organo od un tessuto ad un altro individuo. In questo caso il donatore svilupperà di certo una forma di rigetto al tessuto o all'organo trapiantato.

Isotrapianto

L'isotrapianto è il trapianto di un organo o di un tessuto da un donatore ad un ricevente ambedue gemelli omozigotici. In questo caso il donatore non andrà incontro a rigetto.

Xenotrapianto

Lo xenotrapianto è un trapianto, al momento soltanto teorico, che prevede un animale, ad esempio un suino, come donatore dell'organo. Alcuni animali, difatti, possiedono delle similitudini sia anatomiche si morfologiche, per quanto concerne gli organi, rispetto all'uomo.

La terapia dopo il trapianto: il rigetto.

Il trapianto, come è già stato detto, è un intervento estremamente complesso. I tessuti umani, per quanto molto simili tra loro, a livello cellulare presentano delle differenze; per questo motivo se viene inserito un tessuto, o un organo, di un individuo all'interno dell'organismo di un altro individuo questo riconosce come non-self le cellule del tessuto trapiantato e scatena un meccanismo di difesa, conosciuto sotto il nome di rigetto, nel tentativo di distruggerle.

Il trattamento per evitare il rigetto è dato dall'utilizzo di farmaci immunosoppressori che, come il nome stesso suggerisce, sono dei principi attivi capace di abbassare le difese immunitarie che, pertanto, non riescono a mettere in atto il rigetto. Nell'autotrapianto o nell'isotrapianto, essendo il profilo genetico identico, non c'è il rischio di rigetto per cui il paziente non ha necessità di assumere, a vita, immunosoppressori.

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