Analfabetismo funzionale - psicologia

Scritto da Dott. Crisafulli F..
Pubblicato il 14-08-2017 Revisionato il 12-09-2020
Dott. Crisafulli F.

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Che cos'è l'analfabetismo funzionale? - Il "pattern comportamentale" dell'analfabeta funzionale - Esempi di analfabetismo funzionale - Cecità, pletora argomentativa - Approfondimenti

L'analfabetismo funzionale è una condizione individuale nella quale un soggetto, pur istruito, non è pienamente capace di comprendere un testo o, in generale, un documento traendo da esso spunti logici e utili per l'inserimento in una discussione tra più persone.

Per questa ragione, l'analfabeta funzionale rappresenta un soggetto che non è capace di orientare una propria opinione utilizzando le informazioni recepite dai testi proposti e, spesso, dimostrandosi non a suo agio perfino nelle operazioni di ricerca degli stessi testi, mancando dunque di capacità di analisi e collezione delle fonti più appropriate per partecipare attivamente ad una discussione tematica.

Negli ultimi decenni, grazie al progressivo aumento alle informazioni fruibili, l'analfabetismo funzionale, paradossalmente, ha aumentato la propria incidenza, da intendersi come il rapporto tra persone istruite (non analfabete) e la manifesta incapacità di assemblare informazioni logiche e produrre, con dette informazioni, una opinione articolata.

Che cos'è l'analfabetismo funzionale?

La definizione di analfabetismo funzionale è la seguente: "L'incapacità di comprendere il significato di un testo, e di discernere tra informazioni veritiere, plausibili e false pur avendo una buona dimenstichezza con il linguaggio scritto e parlato. L'analfabeta funzionale possiede, in altre parole, tutti gli strumenti per leggere un testo ma - di fatto - non riesce a comprenderlo.

Il "pattern comportamentale" dell'analfabeta funzionale

Non esiste una definizione certa e precisa dell'analfabeta funzionale, poiché le dinamiche nelle quali esso si trova coinvolto sono molto eterogenee tra loro. Tuttavia è abbastanza agevole notare dei veri e propri pattern comportamentali adottati dall'analfabeta funzionale, durante il dialogo tra più parti.

Un punto di assoluta convergenza riguarda la perdita di aderenza riguardo ai semplici rapporti numerici tra cose, persone o -genericamente - entità. Ad esempio, il parere di una singola persona può sembrare, all'analfabeta funzionale, ponderalmente superiore rispetto a verità ormai accertate e granitiche. L'analfabeta funzionale, in questo caso, si nutre del singolo parere (che può contenere anche nozioni false, se non fraudolente oppure contrarie alla stessa logica), e lo riporta con la tecnica appena vista della pletora argomentativa. Teorie economiche, scientifiche, politiche che sono il frutto di studi ferrei e rigorose ricerche - in questo modo - sono messe in secondo piano da singole e, talvolta, spregiudicate opinioni o illazioni.

Nella visione distopica, a volte, le opinioni di singole persone, oppure di minuscoli gruppi sembrano avere più peso dei fatti acclamati.

Esempi di analfabetismo funzionale

Prima di analizzare due chiari esempi di analfetismo funzionale è necessario illustrare, seppur brevemente, il contesto dal quale sono stati estrapolati: una discussione riguardante la pericolosa bufala dell'associazione tra vaccino e autismo. Com'è noto, non esista alcuna correlazione tra la vaccinazione e la comparsa di disturbi dello spettro autistico; tuttavia, a seguito di una frode scientifica, nell'opinione comune si continua ad alimentare la teoria secondo la quale il vaccino promuova la comparsa dei disordini comportamentali.

Pletora argomentativa, evasione e cecità.

In un social network, un lettore inizialmente pone dei dubbi sul coadiuvante thimerosal associandolo in modo non preciso e netto all'elemento mercurio, avanzando una questione ampliamente riportata dai cosiddetti "antivaccinisti", si opera dunque una pletora argomentativa: la presenza di mercurio nei vaccini.

Viene immediatamente fornita, dai partecipanti alla discussione, la rassicurazione sull'assenza di mercurio, da diversi decenni, nei vaccini pediatrici (l'oggetto del dibattimento sul social) e, a questo punto, l'utente opera l'evasione asserendo che l'alluminio è comunque un metallo pesante, e lo stesso risulta essere presente nel vaccino.

Divagazione del soggetto analfabeta
La prima divagazione del soggetto.

A questo punto, il soggetto chiede di valutare e visionare tre documenti, come da evidenza sotto riportata.

Seconda divagazione
L'illogica produzione di documenti, del tutto irrilevanti ai fini della discussione. Incidentalmente, sebbene fosse molto chiaro, il soggetto non è stato capace di comprendere il soggetto di un altro commento, attribuendolo a sé e rispondendo, di conseguenza, come se fosse a lui stato diretto.


Il soggetto, propone tra documenti che, secondo la sua sensazione, rafforzano la valenza della sua affermazione poiché prodotti rispettivamente dal Ministero della Salute, dall'Università degli studi di Trento e dall'Istituto superiore della Sanità.

È interessante riportare che i tre documenti appaiono utilizzando Google con le keywords "tossicità alluminio", è dunque plausibile che il soggetto abbia pensato di cercare su Google prove a suo favore.

Qui subentra l'ulteriore aspetto dell'analfabetismo funzionale, la cecitàblindess nei confronti di quanto riportato dal soggetto stesso. Gli articoli sono i seguenti:

Il soggetto, in altre parole, pur con la consapevolezza di dialogare con soggetti qualificati, pur con le dovute rassicurazioni avute in precedenza sul mercurio, ha preferito utilizzare le vie illogiche appena menzionate ricavando, com'è lecito aspettarsi, le pesanti critiche da parte degli altri soggetti.

Cecità, pletora argomentativa

Il tema dei vaccini è, anche in questo caso, oggetto di un comportamento di un soggetto parzialmente cieco rispetto ai dati forniti dall'ISTAT. Per tentare di giustificare un calo totale di mortalità da eziogenesi virale, nel caso specifico da morbillo, il soggetto ricava una tabella proveniente da uno studio ISTAT/Unicef e la riporta nel seguente modo (evidenziazione ad opera dell'Autore della presente pagina).

Discussione su un social inerente al morbillo
Il grafico, riportato più volte in discussioni diverse dal soggetto.

Convinzione del soggetto è quella che le mortalità da morbillo, dal 1943 in poi siano pari a zero, dunque non si rende utile e necessario vaccinare i bambini per il morbillo poiché "naturalmente eradicato". Per inciso, il soggetto riporta che cercò per lungo tempo quel file e non riuscì a trovarlo in nessun modo mentre, nella pratica comune, bastava cercare con google utilizzando "istat unicef" per far apparire il risultato al primo posto!

Gli altri soggetti, partecipanti alla discussione, hanno immediatamente fatto notare che nella tabella 2 erano riportati i dati di distribuzione e non la percentuale di decessi e che la stessa, al fine pratico della discussione non assumeva alcun valore poiché (come peraltro chiaramente riportato) si limitava a riportare i decessi entro i cinque anni di età; inoltre, lo stesso soggetto evadeva le osservazioni di chi sosteneva che il morbillo non ha solo un valore di profilassi per i decessi poiché il morbillo è una malattia dal costo sociale non indifferente, giacché apre la porta a complicazioni importanti.

Una persona capace di valutare i risultati, nell'ottica a più amplio respiro, avrebbe notato che la tabella 2 in realtà era il frutto di un semplice calcolo statistico della sottoriportata tabella 1, fatto tuttavia senza numeri decimali. Quando si parla di decine di migliaia di casi, anche il decimo, se non il centesimo in alcuni casi, assume un valore statisticamente importante. Questo è ancora più valido quando si analizzano episodi letali o potenzialmente tali.

Corretta esposizione dei dati
La corretta esposizione dei dati permette di avere, in modo agevole, una altrettanto corretta interpretazione dei dati.

L'analisi delle due tabella dimostra, in modo inconfutabile, che subito dopo l'entrata in vigore del vaccino anti-morbillo (avvenuta nel 1976) il tasso di morte è diventato pari a zero, dimostrandone in modo chiaro l'efficacia del vaccino stesso.

Approfondimenti

-- Box Box:Società not found --

 Questa pagina è rilasciata sotto la licenza BiologiaWiki Copyright

Pagine simili

Commenti alla pagine

URL:
No comments for this page
wiki ver.... ©