Blog:Le donne non sincronizzano il ciclo mestruale

Una tra le comuni osservazioni, per ragioni "fisiologiche", limitate a piccoli gruppi di donne è quella secondo la quale il ciclo mestruale tenda a sincronizzarsi nell'arco di pochi mesi. In particolare, la fase mestruale sembra sincronizzarsi nell'intervallo di pochi giorni tra le ragazze a stretto contatto, ad esempio le studentesse che frequentano la stessa classe oppure tra le amiche più strette. Questa osservazione fu analizzata dalla psicologa Martha McClintock che chiese a un gruppo di ragazze fertili di riferire, nell'arco temporale di qualche mese, l'inizio dell'ultima e della penultima mestruazione. La psicologa osservò che vi era un "avvicinamento" delle mestruazioni tra le ragazze che, secondo la loro esperienza, erano fisicamente più vicine. Questo sincronia mestruale prese il nome, di effetto McClintock.

Sincronia o caso?

Prima di analizzare, con il dettaglio scientifico che è fondamentale per avvalorare una teoria, è necessario fare un passo indietro e indagare sulla effettiva percezione, ad esempio tra amiche o colleghe di lavoro, che il ciclo mestruale sia in effetti sincronizzato. È sempre così?

A meno che una ragazza non frequenti una amica soltanto è estremamente difficile che, nell'intero gruppo, possa esistere una sincronizzazione esatta del ciclo mestruale. Probabilmente, in questo caso, è fuorviante l'analisi inconscia secondo la quale il ciclo di una ragazza possa essere sovrapponibile con quello di un'altra, ma non dell'intero gruppo. In altre parole, il cervello umano elabora e ricorda le informazioni che appaiono atipiche ma non quelle che sembrano normali; ad esempio Alice può notare che in tre o quattro mesi abbia avuto una sovrapposizione del ciclo con Vanessa o Adele ma - di certo - non farà caso (magari perché non possiede questa informazione) se il ciclo non corrisponde con quello delle altre amiche. Quindi un evento casuale diventa un evento degno di nota. È proprio la casualità che gioca un ruolo fondamentale nella percezione del sincronismo mestruale; ad esempio Alice può interpretare l'inizio del ciclo con la prima comparsa del flusso, mentre Vanessa lo ritiene iniziato soltanto a flusso abbondante. Vista l'esigua durata media del ciclo mestruale, che si attesta tra i 26 ed i 33 giorni, il margine di "inizio" è molto grande e, di conseguenza, due giorni introducono un errore "valutativo" di circa il 7%. È importante tenere conto dell'irregolarità del ciclo mestruale; si pensi ad esempio a periodi di stress, assunzione di farmaci, patologie varie, che rappresentano dei casi nei quali il ciclo può anticipare o ritardare di qualche giorno. Questa variazione, osservata su un campione, può portare, paradossalmente, ad un "rimescolamento" della durata dei cicli che, in alcuni frammenti, possono sovrapporsi. In questo modo è possibile che, anche per periodi molto lunghi, l'inizio del ciclo mestruale tra più donne fertili possa effettivamente combaciare. Tuttavia, come appena detto, è un effetto che assomiglia alla sovrapposizione (temporanea) da minimo comune multiplo.

L'effetto McClintock

Lo studio della psicologa, nonostante alla fine della pubblicazione riporti chiaramente che è soltanto uno spunto e non un'osservazione universale, soffre di alcuni problemi. Innanzitutto, lo spazio campione (il numero di soggetti coinvolti nel test) è troppo ridotto per essere statisticamente significativo. Le ragazze coinvolte furono 135, in una età di certo fertile. La mancanza di un numero sufficiente di casi di studio, inoltre, amplifica gli errori potenzialmente compiuti durante la raccolta dei dati. Ad esempio, si chiedeva alle ragazze di definire la data dell'ultima e della penultima mestruazione che, magari, poteva non essere stata segnata in modo corretto oppure poteva essere identificata in modo arbitrario, ad esempio tenendo conto del primo flusso oppure, ancor peggio, di episodi di spotting. Inoltre, si chiedeva ad ogni ragazza di indicare le ragazze a stretto contatto fisico, un termine che poteva trarre in inganno oppure essere, anche in questo caso, arbitrariamente interpretato.

Conclusioni

È vero che in natura, nella vita di alcuni animali sociali, esiste una intensa comunicazione feromonale. Tuttavia questa, ad oggi, non è stata scientificamente associata alla presunta sincronia mestruale nelle donne. Per questo motivo, il ciclo mestruale, rimane un evento di mera natura personale, influenzato da numerosi fattori (fisiologici e non), che possono modificare la durata e la qualità del ciclo stesso.

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