Ibuprofene - ibuprofene

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 13-10-2012 Revisionato il 22-08-2018
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Principio attivo - Struttura chimica - Indicazioni - Effetti collaterali - Utilizzo in gravidanza

Principio attivo

ibuprofene
Marchi commerciali Brufen®, Moment®, Nurofen®, Actigrip®, Arfen®, Pedea®
Classe Antinfiammatorio, analgesico e antipiretico
Chi lo può utilizzare? Soggetti non allergici al principio attivo/eccipienti. Soggetti con funzionalità epatica/renale/gastrica completa e non compromessa.
A cosa serve? Trattamento della febbre del dolore e del mal di testa
Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo oppure agli eccipienti.
Interazioni altri FANS, antinfiammatori steroidei (corticosteroidi), farmaci che inibiscono il reuptake della serotonina (SSRI)
Le informazioni riportate sono di carattere illustrativo e non sono da intendersi come sostituto del parere del medico o della visita professionale specialistica

L’ibuprofene è un farmaco che appartiene alla classe dei farmaci antinfiammatori non steroidei, altresì conosciuti come FANS. È utilizzato come analgesico, antinfiammatorio e antipiretico. Normalmente, i farmaci a base di ibuprofene possono essere liberamente somministrati dal farmacista oppure dall’addetto in strutture autorizzate (parafarmacie, box di distribuzione all’interno di centri commerciali oppure altri luoghi). In altre parole, l'ibuprofene - nella maggior parte delle formulazioni - è un farmaco di libera vendita o, per definizione, farmaco da banco.

Il suo potere antidolorifico, assieme alla sua relativamente buona tolleranza da parte dell’organismo, rende l'ibuprofene il farmaco di elezione per il trattamento di infiammazioni allo stato acuto o cronico che portano alla percezione, nel paziente, di dolore.

Ibuprofene, cosa è? È un farmaco utilizzato nel trattamento delle infiammazioni.

È di libera vendita o serve la prescrizione? Entro certi dosaggi (400mg o inferiori) no serve la prescrizione.

Esistono rischi o effetti indesiderati? Al pari di qualsiasi altro farmaco esistono dei rischi che possono variare da persona a persona. In caso di problemi contattare immediatamente il medico.

Struttura chimica

Dal punto di vista chimico, l’ibuprofene è un derivato dell’acido propionico. Nella sua struttura, inoltre, è presente un anello benzenico di-sostituito.

Indicazioni

L’ibuprofene è un farmaco di prima scelta per il trattamento del dolore causato da infiammazioni o da traumi. Le indicazioni terapeutiche, per questa ragione, si applicano molti scenari d’utilizzo.

In particolare, l’utilizzo di ibuprofene (sia mediante somministrazione orale, dunque tramite compresse o pillole, sia attraverso l’applicazione topica attraverso gel o pomate) offre una buona capacità di alleviare il dolore a seguito di traumi osseo-articolari. Il principio attivo, è utilizzato per alleviare il dolore causato da contusioni, strappi, affaticamento post-crampi e, in genere, dolore muscolare da esercizio fisico.

Tuttavia, l’utilizzo di qualsiasi principio attivo a carattere antinfiammatorio a seguito dell’allenamento sportivo, se non strettamente necessario, può compromettere la rigenerazione del muscolo e la conseguente apposizione di nuova massa muscolare.

Effetti collaterali

in linea generale, l’ibuprofene un farmaco molto ben tollerato dall’organismo. Tuttavia, è possibile che in determinati soggetti si manifestino alcuni effetti collaterali tra i quali spiccano le reazioni di ipersensibilità (allergia) nei confronti del principio attivo oppure degli eccipienti.

Utilizzo in gravidanza

L'utilizzo di ibuprofene in gravidanza deve essere un evento sotto stretto controllo del medico. In linea generale, è sconsigliata l'assunzione dell'ibuprofene durante tutto il periodo di gestazione anche nell'allattamento. Il farmaco, infatti, è capace di oltrepassare la barriera placentare e fluire nel sistema cardiocircolatorio fetale. Inoltre, 

Ibuprofene in gravidanza
L'ibuprofene è sconsigliato in gravidanza a causa del rischio, specialmente nel terzo trimestre, di genesi di malformazioni del feto. Durante l'allattamento, inoltre, il principio attivo è capace di passare al neonato attraverso il latte materno.

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