Salute e benessere: Attacchi di panico

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 13-10-2012 Revisionato il 31-10-2012
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Eziogenesi dell'attacco di panico - Sintomi degli attacchi di panico - Trattamento degli attacchi di panico

Un attacco di panico è uno stato, temporaneo, di ansia, di paura o di preoccupazione immotivato che può generale da piccoli episodi, di natura reale, o da eventi immaginari.

Eziogenesi dell'attacco di panico

Secondo la psicologia moderna è difficile poter stabilire, in tempi brevi, l'eziologia dell'ansia. Il più delle volte questa è temporanea in quanto derivata da un periodo della vita particolare durante il quale, l'individuo, affronta momenti o eventi difficili. Il supporto psicologico, o anche il semplice rapporto familiare, coadiuva la normale ripresa della vita.

In altre situazioni l'evento può essere scaturito da un'esperienza passata di tipo traumatico quale, ad esempio una violenza. L'approccio psicologico, se non psichiatrico è consigliabile.

Sintomi degli attacchi di panico

Gli attacchi di panico, per quanto differenti tra loro, presentano quasi tutti la stessa sintomatologia.

Trattamento degli attacchi di panico

Gli attacchi di panico possono essere curati su base singola, giacché ogni singolo caso può essere peculiare. Il primo approccio è di tipo psicologico e, soltanto in determinati casi, si utilizza una terapia di natura farmacologica, ad esempio con la somministrazioni di ansiolitici.

La terapia comportamentale, come riportato nel paragrafo precedente, rappresenta il primo passo per la soluzione del problema. Lo specialista inizia una analisi soggettiva, nella quale cerca di stabilire la ragione degli attacchi di panico e pone il paziente nelle condizioni giuste per affrontarlo. Un paziente claustrofobico, ad esempio, viene gradualmente "esposto" alle sue paure, con un pieno supporto psicologico per affrontarle e vincerle.

Gli esiti del trattamento comportamentale sono, generalmente, favorevoli. La terapia farmacologica può essere evitata, anche se sembra assodato che tanto più radicato del tempo è il disturbo tanto meno agevole è la sua rimozione.

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