Lombosciatalgia

Tavola dei contenuti: Cause - Diagnosi - Trattamento - Prevenzione

La lombosciatalgia è una patologia a carico del nervo sciatico che deriva da una infiammazione del nervo stesso in almeno uno dei suoi punti di estensione. Rappresenta una tra le più comuni patologie, specialmente in età avanzata, a carico del sistema muscolo-scheletrico. Il nervo sciatico, per via della sua lunghezza e per la vicinanza con alcune strutture della colonna vertebrale, può subire dei traumi diretti ed indiretti e, nel tempo, infiammarsi. La lombosciatalgia e, in genere, qualsiasi infiammazione dei nervi, può generare un dolore persistente, acuto e fastidioso.

Il trattamento della lombosciatalgia può essere sia di tipo farmacologico, ad esempio sfruttando l'azione dei farmaci analgesici oppure antinfiammatori, sia di tipo chirurgico qualora la condizione di "supporto" dell'ossatura e della muscolatura, specialmente a carico della colonna vertebrale, non sia sufficiente da garantire una guarigione pronta ed immediata. Gli interventi chirurgici per trattare l'infiammazione del nervo sciatico sono, tuttavia, operati in ultima scelta poiché possono essere molto delicati ed invasivi.

Cause

Le cause della lombosciatalgia sono da ricercare nell'infiammazione del nervo sciatico, un nervo misto che origina dalla zone lombari e sacrali. Il nevo sciatico è un nervo misto poiché porta l'informazione nervosa dal sistema nervoso centrale verso la periferia e viceversa. Le cause dell'infiammazione sono, generalmente, di natura muscolare o scheletrica.

  • Ernia del disco. L'ernia del disco rappresenta la principale causa di infiammazione del nervo sciatico. La compressione dell'ernia sul tessuto nervoso altera sia la conduzione dell'impulso bioelettrico, sia la funzionalità fisiologica.
  • Discopatia. La presenza di alterazioni a carico del disco intervertebrale, nel quale alloggiano i forami, o comunque di porzioni della colonna a diretto contatto con il nervo sciatico rappresentano dei potenziali motivi di infiammazione del nervo.
  • Sindrome del piriforme. La compressione del muscolo definito piriforme sul nervo sciatico è la premessa per l'infiammazione sciatalgica a livello dell'arto. In questo caso, il paziente accusa un dolore generico all'arto coinvolto.
  • Tumore del midollo osseo. Il tumore del midollo osseo, generalmente definito come tumore del sangue può essere una tra le cause scatenanti una sindrome parainfiammatoria del nervo. In alcuni casi, la presenza di lesioni a carattere espansivo, anche benigne, possono comprimere uno o più segmenti del nervo sciatico generando i fastidi tipici della lombosciatalgia.

Diagnosi

La diagnosi di lombosciatalgia va compiuta attraverso un preciso iter. In questo percorso, il medico di base, può valutare lo stato immediato del paziente, anche aiutandosi attraverso l'anamnesi, e sospettare un caso di lombosciatalgia. In particolare, il tipo di dolore, la frequenza delle scariche e l'intensità possono direzionare il medico verso la diagnosi.

In alcuni casi particolari, ad esempio quando il dolore è intenso e non responsivo ai comuni farmaci antidolorifici, il medico di base può operare, anche mediante un consulto specialistico, sul versante della diagnostica per immagini, chiedendo al paziente di sottoporsi ad una serie di esami ed accertamenti.

  • Risonanza magnetico-nucleare. Attraverso la RMN è possibile visualizzare lo stato dei tessuti molli che accompagnano il nervo sciatico e determinare se vi siano lesioni o formazioni che lo possano comprimere.
  • Raggi X. Anche le cosiddette "lastre" servono ad avere un quadro più dettagliato della struttura ossea e possono servire per valutare eventuali cedimenti della colonna vertebrale, a livello lombare o sacrale, oppure occlusioni dei forami (i punti di uscita e di entrata dei nervi spinali).
  • Tomografia assiale computerizzata. La TAC è, generalmente, di ultima scelta qualora si volesse indagare circa la presenza di strutture aberranti a carico della colonna vertebrale. Tuttavia, a differenza della RMN e dei raggi X, offre informazioni più dettagliate e permette di valutare la presenza di neoplasie sia benigne che maligne in sede.
  • Elettromiografia. La valutazione della capacità della conduzione dell'impulso nervoso serve a comprendere lo stato di salute, e la funzionalità fisiologica del nervo sciatico. Le alterazioni della conduzione elettrica dell'impulso nervoso si possono tradurre in fastidi localizzati e caratteristici, come il formicolio oppure il senso di intorpidimento dell'arto.

Dolore

Il dolore derivante dalla lombosciatalgia è molto eterogeneo e varia sia in base alla percezione del paziente sia in base all'entità dell'infiammazione. La maggior parte dei pazienti percepisce un dolore che si irradia dalla base del gluteo fino all'estremità del piede. Altri pazienti, invece, lamentano sensazioni di scossa o di scarica elettrica ogni volta che il busto oppure l'arto compie una rotazione. Non sono rare altre manifestazioni, ad esempio sotto forma di bruciore più o meno intenso oppure formicolio.

Uomo e mal di schiena
Il mal di schiena è uno dei tipici sintomi della lombosciatalagia, sebbene possa essere uno stato molto generico e presente anche in altre circostanze. Si presenta, specialmente, nella parte bassa del busto, a livello dell'inizio del gluteo, e si irradia verso la gamba. Normalmente, la lombosciatalgia si definisce monolaterale poiché colpisce soltanto uno dei due arti.

Qualsiasi manifestazione del dolore avviene poiché il nervo infiammato recepisce uno stimolo esterno e propaga l'informazione sotto forma di potenziale d'azione ai centri del dolore sovrassiali, presenti nel cervello.

Trattamento

La lombosciatalgia può essere trattata sia farmacologicamente che chirurgicamente. In linea generale, specialmente agli esordi, il comportamento di prassi è quello di attendere l'evoluzione. Normalmente, anche i primi casi dolorosi di lombosciatalgia, possono evolvere in esito favorevole autolimitante. La lombosciatalgia acuta, in altre parole, può essere semplicemente transitoria. Quando, invece, il dolore evolve in una cronicizzazione il medico opera attraverso la prescrizione di una terapia farmacologica di controllo del dolore che può durare dai pochi giorni fino alle diverse settimane. L'associazione di un antinfiammatorio con un farmaco ad effetto miorilassante (muscoril, ad esempio) genera immediati benefici. Questo poiché la massa muscolare che avvolge il nervo tende a perdere la propria contrazione e, rilassandosi, "libera" il nervo posto in sede.

Il trattamento chirurgico della lombosciatalgia prevede la ricostruzione oppure il rimodellamento delle struttura a sostegno del nervo. In caso di ernia del disco, ad esempio, la procedura di ripristino della normale sede del nervo può essere un intervento molto lungo e delicato e deve essere programmato ed eseguito con assoluta metodologia.

Il trattamento mediante operazione chirurgica dei problemi spinali rappresenta un evento nel quale devono convergere professionalità e assoluta certezza scientifica. Per questo motivo, qualsiasi trattamento non ufficiale, ad esempio la cosiddetta "magnetoterapia", non sembra portare un tangibile beneficio nella risoluzione del problema.

Fisioterapia

La fisioterapia, nelle manifestazioni dolorose di natura sciatalgica, può essere di grande aiuto sia per aiutare la decontrattura dei muscoli, ad esempio a seguito della permanenza in una posizione anormale per evitare di stimolare il dolore, sia per operare un effetto benefico sulla natura del dolore stesso. È assolutamente importante affidarsi a professionisti abilitati che possono garantire sia la sicurezza degli esercizi che la competenza nel trattamento.

Prevenzione

Non è semplice definire un piano opppure un quadro di prevenzione per quanto riguarda le infiammazioni del nervo sciatico. In linea generale, l'esercizio fisico costante, il controllo del peso corporeo e le sani abitudini atte a prevenire l'obesità e la sedentarietà possono operare all'interno di un quadro di promozione del benessere umano. In particolare, l'attività fisica sembra essere una buona strategia per mantenere efficiente il sistema muscolare e il sistema scheletrico.

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