Emorragia

L'emorragia è la perdita di sangue dall'organismo. In base alla localizzazione si possono individuare due tipi di emorragia: interna od esterna. Le emorragie possono essere fatali poiché portano ad un mancato afflusso di sangue verso i tessuti periferici e, specialmente, verso il sistema nervoso centrale.

In base all'entità dell'emorragia è anche possibile un brusco calo della pressione arteriosa, con un conseguente shock sistemico.

Il trattamento delle emorragie, per questa ragione, deve sempre essere tempestivo.

Diagnosi

Le emorragie esterne sono facilmente rilevabili a seguito della copiosa fuoriuscita di sangue. L'emorragia interna, invece, può essere molto più ostica da percepire poiché il sangue può accumularsi all'interno dei tessuti senza dare visibilità esterna. In alcuni casi, a livello della cute, è possibile apprezzare una colorazione violacea, simile a quella proposta dall'ematoma, che può far intuire un evento emorragico. In altri casi, il sospetto di emorragia è indiretto e si basa sulla valutazione clinica di alcuni parametri. L'emoglobina bassa e la presenza anormale di sintomi tipici dell'anemia possono condurre ad un sospetto di emorragia interna più o meno severa.

L'emorragia interna

Il sangue circolante

Un individuo adulto possiede circa 5-6 litri di sangue circolante, distribuito nel sistema cardiocircolatorio. La rottura di una piccola porzione delle condutture (arteriose o venose), di norma non comporta particolari problemi poiché viene immediatamente riparata grazie all'azione delle piastrine e, in genere, dai meccanismi di coagulazione. La perdita di sangue è definita seria quando si attesta a livelli pari o superiori al litro. In questi casi la capacità del tessuto di trasportare sufficiente ossigeno è fortemente compromessa.
Quando la perdita di sangue è a carico di un organo interno, ad esempio il fegato, o a seguito della rottura di un vaso si parla di emorragia interna. I sintomi dell'emorragia interna non sono spesso apprezzabili dall'esterno se non dopo la perdita di un ingente quantitativo di sangue. In alcuni casi è possibile vedere una macchia sulla pelle, più o meno estesa, a livello del punto di emorragia.

Piccole emorragie interne vengono riparate da diversi sistemi adibiti proprio a questa funzione. Se la perdita di sangue deriva dalla rottura di un vaso le piastrine, in pochi minuti, si aggregano fino a occludere il foro di uscita del sangue.

Le conseguenze di una emorragia interna estesa possono essere fatali. Se l'individuo ha perso molto sangue in poco tempo perde dapprima conoscenza, successivamente alcuni sistemi organici iniziano a mal funzionare e se non si interviene sopraggiunge la morte.

Emorragia esterna

Quando il sangue viene perso dall'esterno, ovvero dalla pelle, si parla di emorragia esterna. Se l'entità della ferita è trascurabile la ferita si rimargina in poco tempo.

Può accadere, tuttavia, che il sangue fuoriesca a seguito di un taglio profondo che ha interessato un vaso sanguigno. In questo caso, per salvaguardare la salute dell'individuo, si rende necessario impedire una eccessiva perdita di sangue, ad esempio stringendo un laccio in prossimità della ferita.

Ruolo dell'ADH

L'ADH o ormone antidiuretico ha un ruolo fondamentale nel trattamento delle emorragie poiché, ad elevate concentrazioni, possiede un valido ruolo di vasocostrittore.

ADH / Vasopressina, inibizione e promozione del rilascio
Ruolo dell'ADH nell'emorragie.

Alcuni recettori, presenti nell'ipotalamo, rilevano il volume di sangue e - qualora questo fosse troppo basso - opera un marcato aumento della secrezione di ADH.

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