Salute e benessere: Peste

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 15-04-2019 Revisionato il 04-03-2020
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Emergenza ed evoluzione - Trasmissione - Diffusione - Sintomi - Mortalità - Profilassi - Trattamento e cura

La peste è una malattia infettiva il cui agente eziologico è un batterio (Yersinia pestis). L'uomo contrae la peste attraverso il contatto diretto con la pulce dei ratti che, a sua volta, preleva il batterio da diverse specie di roditori. A causa del tipo di trasmissione da animale ad uomo, la peste, è classificata come zoonosi.

In alcune zone, specialmente nei paesi in via di sviluppo, la peste risulta essere endemica poiché la sua trasmissione è direttamente correlata a carenze igieniche e possibilità di contatto diretto con gli animali vettori della malattia.

Emergenza ed evoluzione

L'evoluzione di Y. pestis sembra direttamente correlata all'acquisizione di alcuni geni di virulenza operata dal batterio Yersinia pseudotuberculosis. La divergenza di Y. pseudotuberculosis sembra essere avvenuta circa 6000 anni fa, data ricavata. Questa osservazione è stata formulata a seguito di  studi genetici operati su campioni fossili.(1)

Trasmissione

Il vettore principale del batterio è individuato nella pulce che, attraverso la cosiddetta trasmissione verticale veicola il patogeno.

Peste: trasmissione uomo, ratto e pulci
Trasmissione orizzontale (roditore-roditore oppure uomo-uomo) della peste e trasmissione verticale (roditore-uomo). Il vettore del batterio è una pulce oppure una escrezione polmonare.

Diffusione

La diffusione della peste è un evento definibile come veloce, giacché la capacità di trasmissione orizzontale o verticale permette una rapidissima propagazione dell'infezione. Se, da un lato, la profilassi prevede una limitata interazione tra uomo ed uomo, al fine di prevenire la trasmissione orizzontale, dall'altro è difficile contenere il passaggio verticale tramite il vettore animale. La diffusione, per queste ragioni, è ancora più veloce nelle zone con scarsa capacità igienica.

Sintomi

I sintomi della peste si dividono in tre insiemi. Ciascun insieme è definito dall'organo o dal tessuto bersaglio del batterio. La comparsa dei primi sintomi avviene, solitamente, dopo una incubazione che dura dai 3 ai 7 giorni.

Peste bubbonica

La peste bubbonica deriva dall'accumulo del patogeno nel sistema linfatico, specialmente nei linfonodi. Si manifesta in modo caratteristico, attraverso la formazione di bubboni a carattere necrotico, con estrema e dolente sensibilità al tatto. Normalmente, il primo linfonodo ad essere interessato è quello più vicino al luogo di primo passaggio del patogeno.

L'attivazione massiva della risposta immunitaria determina una sintomatologia tipica:

L'evoluzione della peste bubbonica è la peste setticemica e la peste polmonare.

Peste setticemica

La peste setticemica rappresenta il tipo di peste che, a seguito della propagazione da linfonodo, ha determinato una setticemia, potenzialmente letale. L'interessamento dell'azione virulenta, nella peste setticemica, non è più limitato al linfonodo prossimale, ma riguarda - globalmente - tutto l'organismo.

L'azione e la proliferazione del batterio, e delle tossine prodotte, è devastante per l'organismo. Le funzioni vitali sono compromesse in poche ore e, altrettanto velocemente, può sopraggiungere la morte.

Peste polmonare

La peste polmonare è determinata dall'espansione del batterio del sistema respiratorio, in particolare a livello del polmone. Sebbene possa derivare dallo sconfino linfonodale del patogeno può anche derivare, direttamente, dal contagio per via aerea, ad esempio da individuo ad individuo.

Al pari della peste setticemica, la variante polmonare è altrettanto grave. Se non trattata immediatamente, con l'utilizzo mirato di antibiotici, determina una progressiva degradazione della funzionalità polmonare e della capacità respiratoria. Possono sopraggiungere edemi e collassi respiratori con conseguente sofferenza cerebrale/cardiaca a morte dell'individuo.

Mortalità

La malattia, se non trattata, ha un altissima percentuale di mortalità. Gli individui con una storia clinica e patologica già consolidata hanno una elevatissima probabilità di morire che sfiora la certezza assoluta. La remissione spontanea è poco frequente. In base ai dati elaborati dall'organizzazione mondiale della sanità, la mortalità varia dal 30% al 70%.(2)

Profilassi

La profilassi è di tipo comportamentale. Le linee guida consigliano di fare molta attenzione all'abbigliamento ed alla pulizia personale qualora si permanesse nei luoghi con chiara endemicità della peste.

Trattamento e cura

Il trattamento della peste avviene utilizzando una terapia a base di antibiotici. I principi attivi utilizzati sono i seguenti: streptomicina, cloramfenicolo e gentamicina. La terapia antibiotica ha effetto sul singolo individuo che, per impedire la trasmissione orizzontale, deve essere isolato dagli altri individui sani. In questo modo è possibile contenere ed isolare il batterio, per l'opportuno trattamento.

Vaccino

Al momento non esiste un vaccino contro la peste. Il trattamento è, per questo motivo, esclusivamente di tipo farmacologico.

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Bibliografia

1) Yersinia pestis and plague: an updated view on evolution, virulence determinants, immune subversion, vaccination, and diagnostics - Christian E. Demeure, Olivier Dussurget, Guillem Mas Fiol, Anne-Sophie Le Guern, Cyril Savin, Javier Pizarro-Cerdá . Genes & immunologyhttps://www.nature.com/articles/s41435-019-0065-0.pdf
2) Plague - World health organization. https://www.who.int/health-topics/plague
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