Salute e benessere: Ipossia

Scritto da Dott. Crisafulli F..
Pubblicato il 03-07-2016 Revisionato il 12-05-2020
Dott. Crisafulli F.

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Che cos'è l'ipossia? - Quanti tipi di ipossia esistono? - Cosa fare in caso di ipossia? - Cause - Sintomi - Diagnosi dell'ipossia

L'ipossia è uno stato di affluenza parziale di ossigeno verso un tessuto oppure verso l'intero organismo, nel primo caso si definisce ipossia parziale mentre nel secondo ipossia sistemica. Le cellule che operano un metabolismo di tipo aerobico hanno necessità di un continuo afflusso di ossigeno, in misura del loro livello metabolico; in altre parole, alcune cellule richiedono un maggiore quantitativo di ossigeno e, per questa ragione, sono molto sensibili anche a piccole variazioni del gas disciolto nel sangue.

Lo stato di carenza, anche temporaneo, di ossigeno non è mai da sottovalutare, sia perché l'ipossia può essere il primo passo verso, la ben più grave, anossia, sia perché l'organismo può riportare, a seguito di ipossia, dei danni gravi e, a volte, difficilmente riparabili. In alcuni casi, gli stati ipossici sono del tutto accidentali e non prevedibili, in altri casi possono essere valutati preventivamente, ad esempio quando l'individuo programma attività fisiche in condizioni di scarsa presenza di ossigeno.

Classificazione dell'ipossia
Classificazione dell'ipossia.

Che cos'è l'ipossia?

L'ipossia è uno stato temporaneo di mancanza di ossigenazione. Determina sofferenza cellulare e può condurre alla morte della cellula.

Quanti tipi di ipossia esistono?

Due: parziale e sistemica. Si differiscono in base all'estensione a uno o più organi (parziale) oppure a tutto il corpo (sistemica)

Cosa fare in caso di ipossia?

È necessario comprendere le cause che generano la mancata ossigenazione e richiedere, immediatamente, il supporto sanitario. In caso di ostruzioni delle vie aeree, ove possibile, bisognerebbe provvedere alla disostruzione.

Cause

La maggior parte degli episodi ipossici si verifica a seguito di parziale o totale ostruzione delle arterie, ad esempio a seguito di un trauma oppure di una alterazione della struttura dei vasi. La limitazione del flusso sanguigno determina una riduzione dell'apporto di ossigeno con conseguente sofferenza del tessuto. Quando l'interruzione avviene a monte del sistema cardiocircolatorio, ad esempio a seguito dell'ostruzione di importanti arterie oppure il soggetto non può respirare avanza il contesto di ipossia sistemica o generalizzata.

Sintomi

I sintomi dell'ipossia sono diversi e ben caratterizzati, la mancanza di ossigeno inficia le funzioni del sistema nervoso che è il primo sistema a recepire tale variazione; lo stato anossico è spesso associato a uno stato di delirio, simile all'ubriachezza, poiché i neuroni non riescono a funzionare a dovere. L'ipossia produce, dunque, uno stato estremamente poco lucido, a volte con tratti di calma altre volte con euforia spropositata.

I tessuti periferici in deficit di ossigeno, ad esempio uno o più dita di mani o piedi oppure il lobo dell'orecchio, si colorano, progressivamente, una tipica tonalità bluastra; questo sintomo è sempre da tenere in grande considerazione poiché rappresenta un segnale chiaro di sofferenza del tessuto.

Diagnosi dell'ipossia

La diagnosi dell'ipossia è valutata sia attraverso l'analisi del tessuto, ad esempio a seguito di un prelievo autoptico o bioptico, sia - sebbene non sia del tutto affidabile - valutando la saturazione dell'ossigeno mediante l'utilizzo del saturometro.

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