Nutrizione:Cibo spazzatura nella nutrizione dei bambini

Snack, prodotti da forno, caramelle, dolciumi, cibi precotti e tanti altri alimenti rappresentano una piccola fetta dei prodotti industriali disponibili sul mercato, destinati ad essere consumati dalla fascia di età pediatrica. I bambini, già dai primi mesi di vita, possono consumare questi cibi in modo costante poiché, vista la capillare distribuzione, la reperibilità risulta essere sempre garantita. La produzione in massa, inoltre, porta all'abbattimento dei costi: il prezzo di questa categoria di cibi è relativamente basso e, di fatto, aumenta l'interesse nell'acquisto.

La diffusione di questi alimenti non è soltanto una questione di prezzo e di disponibilità: gli snack - ed in genere tutto il cibo - dei bambini devono sembrare gustosi. Le formulazioni alimentari tengono conto della cosiddetta palatabilità. Tanto più un cibo è gustoso tanto più è facile che venga accettato, specialmente dai bambini e altrettanto facilmente è possibile che sia capace di generare una fiducia nel suo consumo.

Sembrerebbe il cibo perfetto, economico e sempre disponibile. In più anche gustoso. In realtà, il consumo eccessivo di questi snack è, secondo molte ricerche, molto pericoloso per lo sviluppo e per lo stato di salute del bambino.

Il "successo" del cibo spazzatura

Il cibo spazzatura ha un enorme successo poiché si basa su alcune solide, e ben conosciute, strategie di marketing. Il costo contenuto permette di reperire gli alimenti in modo facile. La distribuzione massiva permette di avere e di consumare il prodotto molto vicino all'abitazione oppure al luogo di lavoro. La formulazione, infine, genera un effetto di "autoappagamento" immediatamente successivo al consumo del cibo, poiché è il risultato di un mix di grassi, zuccheri e sale capace di appagare, in modo inconsapevole e veloce, il cervello.
Durante lo sviluppo, infatti, il bambino tenderà a "fidarsi" di uno specifico prodotto, se non di una specifica marca, poiché già dalla masticazione è in grado di percepire e memorizzare un mix di sapori che generano "piacere". L'industria alimentare spende molte risorse nella ricerca della perfetta palatabilità ed è capace di prevedere, in larga scala, il gradimento di un prodotto variandone la composizione e la presenza di grassi, zuccheri e sale.

Cibi spazzatura

Dal punto di vista pratico, è corretto classificare questi cibi all'interno di una categoria ben specifica: quella del cibo spazzatura o junk food. Il termine è così forte poiché è come se si introducesse un cibo potenzialmente pericoloso e lo si utilizzasse per un bisogno primario: la nutrizione. Uno "scarto" (spazzatura) è proposto come un invitante e sano cibo. In realtà, i cibi spazzatura non sono affatto sani poiché, il loro consumo, può portare all'insorgenza di stati patologici anche molto gravi.

Effetti dei cibi spazzatura nei bambini
Gli effetti della somministrazione di alimenti spazzatura nei bambini sono molto articolati ed eterogenei. Alcune alterazioni riguardano lo sviluppo anatomico del bambino, altre il metabolismo mentre altre ancora intaccano la capacità di sviluppo delle attività intellettive.

Sostituzione affettiva e cibo spazzatura

Madre e figlio che giocano
Il cibo può sostituire, in modo errato, il normale flusso affettivo da e verso la bambina o il bambino.

I cibi spazzatura, per via della loro elevata capacità di alterare l'appetito generando desiderio ed aspettativa, sono spesso utilizzati come arma per "dialogare" con i piccoli. La promessa di un passaggio al fast-food è, per questa ragione, proposta come un vero e proprio premio. In questo modo, si sostituisce il normale rapporto affettivo tra genitori e figli. Si instaura un potenzialmente pericoloso bias nel percorso di maturazione della consapevolezza alimentare del bambino che crederà che il cibo spazzatura possa essere una ambizione costante, da ricercare in ogni momento.

Alterazioni dello sviluppo della capacità intellettiva

Diversi studi confermano che l'alimentazione, già in età pediatrica, ha un ruolo fondamentale nel corretto sviluppo delle capacità intellettive, agendo probabilmente nei fenomeni della neurogenesi(1). I bambini che sono sottoposti ad alimentazione scorretta, priva di nutrienti essenziali ma ricca in grassi, sali e zuccheri hanno maggiori difficoltà a compiere un corretto percorso di maturazione psicologica e sociale, oltre ad avere difficoltà perfino nella capacità di svolgere brevi e semplici operazioni. L'assunzione di cibo spazzatura favorisce, in altre parole, la regressione della capacità cognitiva.

Sbilanciamento nutrizionale

La composizione alimentare dei cibi spazzatura è fortemente sbilanciata per favorire la palatabilità e, dunque, il desiderio di consumo. È praticamente una regola trovare elevati quantitativi di grassi, spesso saturi, di zuccheri e di esaltatatori del gusto, sale compreso.

Di certo, è vero che una saltuaria assunzione di cibo spazzatura, idealmente quantificabile in un episodio per mese, non rappresenta (al netto di eventuali e pre-esistenti patologie) un problema per la salute del bambino. Tuttavia, la costante assunzione di cibi nutrizionalmente sbilanciati porta a conseguenze a breve e lungo termine molto importanti. Le più importanti sono le seguenti:

  • Obesità.
  • Diabete.
  • Anomalie della neurogenesi e conseguenti disfunzioni cognitive e dell'apprendimento.
  • Disordini dell'alimentazione, anoressia o bulimia.
  • Disagi sociali.

Le alternative: il cibo fresco

Quali sono, dunque, le alternative, al cibo spazzatura? Soprendentemente sono numericamente elevate, di facile reperibilità ed anche economiche. In linea generale, è sempre preferibile il consumo di alimenti freschi, preparati sul momento. Frutta, carne appena macellata, bevande non zuccherate possono non soltanto essere consumate dai bambini, ma anche preparate da essi - con la supervisione dei genitori - generando dei momenti sociali e di interazione tra genitori e figli.

Parte introduttiva: A cosa serve una corretta alimentazione?

Bibliografia

1) Dietary patterns at 6, 15 and 24 months of age are associated with IQ at 8 years of age - Lisa G. Smithers, Rebecca K. Golley, Murthy N. Mittinty, Laima Brazionis, Kate Northstone, Pauline Emmett, John W. Lynch. European Journal of Epidemiologyhttps://link.springer.com/article/10.1007%2Fs10654-012-9715-5

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