Raffreddore

Contenuto verificato scientificamente Revisione a cura del Dott. Fabrizio Crisafulli

Il raffreddore è un disturbo temporaneo che colpisce le vie aeree superiori, caratterizzato da una elevata trasmissibilità e una tendenza alla autoguarigione. È una tra le condizioni più diffuse al mondo e colpisce gli individui in modo eterogeneo. La durata media di ogni episodio di raffreddore è di circa 4-10 giorni.

La causa del raffreddore è l'infezione da parte di alcune famiglie di virus, tra cui spiccano i microbi appartenenti alla famiglia dei PicoRNAViridae. È un'infezione autolimitante che tende a guarire da sola entro due o tre giorni.

Causa

La causa primaria del raffreddore è l'infezione da parte di una o più famiglie di virus.

Principali virus responsabili del raffreddore
Virus (famiglia)frequenza
Rhinovirus
Frequente
Adenovirus
Frequente
Mediamente frequente

Sintomi

I sintomi del raffreddore sono molto vari e tipici per ogni soggetto. Spaziano dal senso di malessere generale, alla forte secrezione di muco dal naso. Tosse, lacrimazione e mal di testa sono eventi relativamente comuni. Il raffreddore regredisce spontaneamente dopo circa 4 giorni dalla comparsa dei sintomi. In alcuni casi, alcuni individui possono manifestare i sintomi del raffreddore per più tempo.

Sintomi principali del raffreddore

Primi sintomi

I primi sintomi sono normalmente associati all'infiammazione delle vie nasali: dolore e secrezione rappresentano l'avviso di ogni raffreddore.

Sintomi comuni

  • Starnuti. Negli episodi di raffreddore gli starnuti derivano da una reazione del sistema immunitario alle particelle irritanti e ai virus che infiammano le vie respiratorie superiori, causando la liberazione di istamina e un aumento della produzione del secreto nasale.
  • Congestione. La congestione nasale è un altro sintomo comune del raffreddore e si manifesta con sensazione di naso chiuso, difficoltà a respirare attraverso le narici e sensazione di pressione intorno al naso e agli occhi. È dovuta all'infiammazione delle mucose nasali e all'aumento della produzione di secreto, che possono essere causati da virus, allergie o irritanti ambientali; solitamente peggiora nelle prime 48 ore e tende a migliorare spontaneamente in pochi giorni, ma può persistere più a lungo in alcuni casi.
  • Mal di gola. L'infiammazione delle mucose e del cavo orale può portare al mal di gola, una sensazione di bruciore e di secchezza che rende difficile la respirazione.
  • Sinusite. La sinusite è una infiammazione dei seni paranasali, anch'essa derivante dall'infezione virale.
  • Naso che cola. Tra i sintomi più comuni del raffreddore, la perdita di liquidi dal naso rappresenta l'evento prevalente: si manifesta con una congestione nasale iniziale che spesso evolve in una fuoriuscita chiara e acquosa, per poi diventare più densa e viscosa nel corso dei giorni. Questo fenomeno è causato dall'infiammazione delle mucose nasali e dall'aumento della produzione di muco, una risposta naturale del sistema immunitario per intrappolare virus e agenti irritanti. Di solito il naso che cola è accompagnato da starnuti, mal di gola lieve, possibile lieve febbre e senso di spossatezza; la durata tipica è di pochi giorni, anche se il fastidio può persistere fino a due settimane. Per alleviare i sintomi si possono usare lavaggi nasali con soluzione fisiologica, umidificare l'ambiente, bere molti liquidi e riposare; in caso di peggioramento, febbre alta prolungata o sintomi che non passano dopo 10-14 giorni è opportuno rivolgersi al medico per escludere complicazioni o infezioni batteriche.
  • Dolori muscolari. I dolori tendinei e muscolari si manifestano a seguito dell'infiammazione. Nei processi infiammatori, infatti, vengono rilasciati numerose molecole che, tramite il flusso del sangue, si distribuiscono lungo tutto l'organismo.

Sintomi rari

  • Febbre. L'aumento della temperatura corporea deriva dal prolungato stato di infiammazione e dall'inevitabile attivazione del sistema immunitario. In caso di febbre alta, che persiste per più giorni, è necessario contattare il medico per stabilire un trattamento opportuno.
  • Bronchite. In rare occasioni, l'infezione batterica può evolvere in bronchite che rappresenta l'infezione dei bronchi. In questo caso, l'espettorato diventa più viscoso e si manifesta una lieve o moderata difficoltà nella respirazione.
  • Otite. La migrazione dell'infezione verso l'orecchio, specialmente nella sua cavità più interna, è un fenomeno molto raro. Tuttavia, quando essa si presenta determina la comparsa dell'otite, una infiammazione interna dell'orecchio che causa senso di stordimento, vertigini, ipoacusia e acufene.

Trasmissione

La principale via di trasmissione del raffreddore è quella tipica dell'inalazione di gocce di saliva contenenti carica virale: quando una persona infetta starnutisce, tossisce o parla, rilascia nell'aria piccole particelle che possono essere respirate da chi le circonda. Il contagio può avvenire sia per contatto diretto, ad esempio se si è vicini a chi è malato durante uno starnuto o una forte tosse, sia per contatto indiretto quando le mani toccano superfici contaminate (maniglie, telefoni, giocattoli) e poi vengono portate a bocca, naso od occhi; in questi casi il virus penetra nelle mucose e inizia la replicazione. Fattori ambientali come spazi chiusi e affollati, bassa ventilazione e stagioni fredde aumentano la probabilità di diffusione, mentre una buona igiene delle mani, l'uso di fazzoletti monouso, la copertura della bocca e del naso quando si tossisce o starnutisce e la pulizia delle superfici riducono il rischio di trasmissione del raffreddore, che ha generalmente un periodo di incubazione breve e sintomi lievi ma molto contagiosi nelle prime fasi.

Vie di trasmissione e di contagio: dirette e indirette.

Cura

Il raffreddore può essere curato modificando, temporaneamente, lo stile di vita. Assicurandosi, ad esempio, di mantenere l'ambiente sensibilmente umido e, al bisogno, assumendo dei decongestionanti nasali, oppure degli antinfiammatori. L'utilizzo dei decongestionanti, tuttavia, deve essere effettuato per brevi periodi, mai superiori ai due giorni.

Non esiste una cura specifica per il raffreddore se non un approccio atto ad alleggerire i sintomi.

Trattamento del raffreddore

Il trattamento specifico del raffreddore consiste in tre fasi: riposo, controllo dei sintomi e ripresa graduale.

Durante la fase di riposo, è opportuno bere molta acqua. L'idratazione, infatti, aiuta il sistema immunitario aspecifico attraverso la migliore produzione di muco. Anche la temperatura va tenuta in considerazione: l'ambiente deve essere accogliente, non troppo freddo né caldo e sensibilmente umido.

Il controllo dei sintomi si basa sull'utilizzo di farmaci generici, tra cui gli antinfiammatori (FANS) e, in caso di febbre, le tachipirine. I farmaci vanno assunti con moderazione: un eccesso potrebbe rallentare la guarigione.

Aerazione dei locali

La permanenza in locali aerati permette una migliore guarigione e impedisce drasticamente la diffusione del virus.

Antibiotici e raffreddore

Nonostante sia una pratica relativamente utilizzata, è sconsigliato utilizzare gli antibiotici per la cura dei raffreddori. Innanzitutto, il raffreddore è un malessere causato da virus, quindi gli antibiotici - efficaci esclusivamente sui batteri - non hanno alcun effetto. In secondo luogo, gli effetti collaterali degli antibiotici possono peggiorare lo stato di salute del paziente.

Domande e risposte

Non necessariamente, perché piccole variazioni di temperatura, specialmente per pochissimo tempo, sono normalmente assorbite dall'organismo alle quali si adatta

Bisogna sempre consultare il medico o un equivalente professionista quando i sintomi si aggravano (comparsa e persistenza di febbre, o altro)

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Info Pagina

Autore: Fabrizio Crisafulli

Creata: 2013-12-17

Ultima Modifica: 2026-02-05