Salute:Influenza 2017-2018 Australia

Tavola dei contenuti: Sintomi - Trasmissione - Durata - Cura e terapia - Prevenzione - Fonti

L'influenza che colpirà milioni di Italiani a cavallo tra l'inverno 2017 e 2018 prende il nome di "Influenza australiana". La causa che scatena l'influenza stagionale, sia quella annuale, sia le precedenti o le future, è determinata da un virus che appartiene alla famiglia degli Orthomyxoviridae. Il virus ha la particolarità di riuscire a mutare molto rapidamente; per questa ragione è come se ogni anno il sistema immunitario lo incontrasse per la prima volta, e le difese (immunità di memoria) degli anni precedenti non sono totalmente efficaci per debellarlo.

Le influenze stagionali sono eventi autolimitanti poiché il sistema immunitario della maggior parte delle persone è capace di contrastare l'azione virale senza subirne conseguenze. Un discorso diverso, invece, è da affrontare nei casi dei soggetti immunocompromessi sia a causa della persistenza di altre malattie sia per difetti congeniti dell'organismo.

Sintomi

I sintomi influenzali sono tipici e caratteristici e sono, generalmente, presenti in tutti gli individui colpiti da influenza stagionale. Non esiste una vera e propria "sequenza" attraverso la quale i sintomi si manifestano ma, in genere, seguono questo ordine:

  • Mal di gola. Avviene perché il virus attacca la mucosa del cavo orale dove inizia a moltiplicarsi.
  • Mal di testa. L'organismo inizia ad accusare un malessere sistemico che ha maggior risalto nella cefalea.
  • Dolore osseo o dolore muscolare. Alcuni pazienti possono percepire un dolore osseo o dolore muscolare, causato dall'infezione sistemica.
  • Febbre. L'aumento della temperatura corporea è considerato normale durante gli episodi di influenza stagionale. La temperatura massima, tuttavia, non dovrebbe superare i 39.5°C.
  • Nausea o vomito. In alcuni pazienti è possibile la comparsa di nauesa o episodi di vomito.

I sintomi appena elencati sono tipici dei malesseri influenzali ma possono essere presenti anche in altri stati patologici. Tuttavia, la presenza della febbre rappresenta un chiaro parametro sintomatico che descrive l'influenza.

Ragazza malata a letto con la febbre
I sintomi influenzali possono essere molto diversi da soggetto a soggetto. Alcuni individui, ad esempio, rispondono molto bene ai sintomi influenzali mentre in altri, il periodo di incubazione, è molto debilitante e necessitano del riposo assoluto.

Trasmissione

L'influenza è una malattia a trasmissione diretta e, soltanto in rari casi, indiretta. La trasmissione diretta avviene quando il soggetto sano è a contatto diretto con il soggetto malato e da esso riceve secrezioni nasali (ad esempio tramite la saliva o gli elementi che formano la tosse). In linea generale, tutti i virus e i batteri non sono capaci di motilità propria e necessitano di una trasmissione diretta oppore indiretta.

La trasmissione indiretta, sebbene sia molto più difficile, avviene tramite il contatto con i cosiddetti vettori di trasmissione che solitamente sono rappresentati da oggetti di utilizzo comune.

Contagiosità

L'influenza è contagiosa fin dai primi momenti del passaggio del virus da un soggetto infetto all'ospite che, in altre parole, è quasi immediatamente contagioso. Per questa ragione, non è necessario che il soggetto presenti i sintomi febbrili, o comunque influenzali, per essere capace di contagiare altre persone. La fine della contagiosià, sebbene non sia un parametro standard, avviene in genere dopo 4-5 giorni dalla comparsa dei primi sintomi.

Durata

L'influenza è una malattia autolimitante che, una volta contratta, procede con la comparsa dei sintomi persiste per circa 4-8 giorni. La durata dell'influenza può variare da soggetto a soggetto, esattamente come possono variare la comparsa e l'intensità dei sintomi influenzali. In caso di persistenza dello stato influenzale è necessario ricorrere all'intervento del medico o del professionista equivalente.

Cura e terapia

La terapia influenzale si basa essenzialmente sul contenimento dei sintomi da essa provocati. Per tutta la durata influenzale è necessario osservare assoluto riposo e soggiornare in un ambiente sufficientemente caldo, umido e ove posibile con costante ricambio di aria. In alcuni individui, i sintomi influenzali possono presetarsi in modo molto marcato ma non talmente grave da richiedere il ricovo ospedaliero.

Farmaci da assumere durante l'influenza

L'approccio farmacologico non è obbligatorio proprio perché l'influenza è una malattia autolimitante. Tuttavia, i farmaci di comune utilizzo sono i seguenti:

Farmaci antinfluenzali
Principio attivo Nome commerciale Effetto
Ibuprofene Brufen, algofen, nurofen Trattamento analgesico e contenitivo del dolore
Paracetamolo Tachipirina, panadol, sanipirina Regolazione della temperatura con effetto antipiretico
Acido acetilsalicilico Aspirina Effetto analgesico
Integratori vari Nomi commericali vari Non possiedono un effetto diretto e, a volte, hanno solo un effetto placebo, ma in alcuni casi sono utili per reintegrare i sali minerali persi

Prevenzione

La prevenzione dell'influenza, al pari della maggior parte delle altre malattie a trasmissione diretta, si esplica operando una corretta igiene personale, ad esempio lavando spesso le mani e - ove possibile -evitando di permanere per molto tempo in luoghi molto chiusi e frequentati.

L'influenza è molto contagiosa e, per questo motivo, non vi è certezza assoluta nel mancato contagio anche osservando le elementari procedure di prevenzione. Basta un minimo contatto con le secrezioni di una persona infetta per permettere al virus di infettare.

Vaccino antinfluenzale

Un tipo di prevenzione, definita di immunoprofilassi rappresenta l'utilizzo del vaccino antinfluenzale che per l'influenza stagionale 2017-2018 (influenza australiana) è già disponibile. La somministrazione del vaccino è molto sicura ed è certamente consigliata a tutti coloro che possono avere delle complicazioni, anche gravi, dall'influenza.

La disponibilità del vaccino antinfluenzale parte da metà ottobre 2017 fino al termine di dicembre(1). La vaccinazione non è obbligatoria ma è consigliata per le seguenti categorie:

  • Personale a rischio professionale. Medici, infermieri e operatori sanitari sono a stretto contatto con i pazienti e, per questo motivo, rappresentano una categoria a rischio.
  • Persone over 65. La fascia di età che ha superato i 65 anni è maggiormente soggetta a complicazioni influenzali.
  • Persone con patologie pregresse. Alcune patologie possono avanzare di severità in caso di concomitanza con altre patologie, anche influenzali.

Efficacia del vaccino antinfluenzale

Il vaccino antinfluenzale è considerato molto efficace, con una percentuale di successo e protezione elevata. Tuttavia, in alcuni casi sporadici, la vaccinazione non protegge totalmente dall'infezione e il soggetto può matuare, spesso in forma ridotta, l'influenza.

Fonti

  1. Influenza: parte la campagna di vaccinazione. Ministero della Salute.

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