Saccarina - nutrizione

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 13-05-2016 Revisionato il 14-05-2016
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Molecola - Potere dolcificante - Saccarina e tumore

Molecola

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La saccarina è un dolcificante di sintesi ottenuto attraverso la lavorazione industriale. In base al tipo di produzione, il precursore della saccarina può essere diverso ed essere manipolati in altrettanto diversi modi. La saccarina fu il primo dolcificante utilizzato in sostituzione del saccarosio e, agli inizi, aveva il compito di garantire una dolcezza equiparabile a quella fornita dallo zucchero da cucina pur eliminandone i rischi relativi all'assunzione. Il codice identificativo della saccarina è E954.

I primi beneficiari dell'introduzione della saccarina, su questa linea, furono i pazienti affetti da diabete poiché il dolcificante di sintesi non aumentava in alcun modo la glicemia non essendo né una molecola glucidica né una molecola che stimola o favorisce la gluconeogenesi.

Potere dolcificante

La saccarina ha un potere dolcificante 300 volte superiore al saccariso, per questo motivo bastano frazioni in peso, rispetto allo zucchero da cucina, per ottenere lo stesso effetto. Inoltre non ha potere calorico e non favorisce l'insorgenza dei fenomeni legati al diabete, quali ad esempio l'insulinoresistenza.

L'utilizzo di preparati addolciti con saccarina presenta uno svantaggio, giacché la molecola lascia, alla fine, un retrogusto molto particolare, simile a un sapore metallico. Per questa ragione la saccarina è quasi sempre accompagnata da un'altra molecola, l'acesulfame, che ne elimina quasi del tutto i residui negativi di sapore.

Saccarina e tumore

La saccarina fu, nei decenni passati, al centro dell'attenzione poiché si riteneva potesse causare il cancro. In uno studio, si dimostro che in animali da laboratorio, a seguito di ingente esposizione alla saccarina aumentava l'incidenza di un particolare tipo di tumore. Per questo motivo, specialmente negli Stati Uniti D'America fu parzialmente ritirata dal mercato. In realtà, successivi studi dimostrarono che l'eccessiva dose alla quale gli animali furono sottoposti aveva scarsi o nulli riscontri per quanto riguarda la salute umana, per questo motivo fu riabilitata e rimessa in commercio con un profilo di sicurezza più elevato.

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