Sucralosio - nutrizione

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 13-05-2016 Revisionato il 14-05-2016
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Sicurezza del sucralosio - Interazioni con il microbiota umano del sucralosio

Il sucralosio è un dolcificante di sintesi, molto simile al saccarosio, con il quale condivide la struttura carboniosa. È molto utilizzato in cucina giacché ha un elevato potere dolcificante, pari a circa 600 volte quello del saccarosio, a parità di peso. Per questa ragione trova impiego come additivo alimentare in molti preparati destinati al commercio.

Dal punto di vista chimico, il sucralosio, è uno zucchero policrolosostituito, giacché alcuni gruppi idrossilici del saccarosio sono sostituiti da atomi di cloro. È conosciuto con la sigla E955.

A seguito della scoperta, il sucralosio, è stato adottato da molte industrie alimentari in un piano di sostituzione, totale o parziale, del saccarosio. Attualmente è utilizzato in migliaia di prodotti e può anche essere acquistato per i preparati casalinghi. Un altro aspetto che ha contribuito al successo del sucralosio deriva dalla resistenza al calore: è capace di resistere ad altissime temperature senza decomporsi e, allo stesso tempo, mantenere il potere dolcificante che lo contraddistingue. Per questa ragione, assieme ad altri dolcificanti, come ad esempio la saccarina, è molto utilizzato nella preparazione di alimenti cotti a forno.

Sicurezza del sucralosio

Il sucralosio è un additivo dolcificante molto sicuro. Nel corso degli anni, nonostante presenti molti atomi di cloro, la sua valutazione in termini di rischio è stata sempre positiva. Nessun test ha dimostrato che il sucralosio sia cancerogeno oppure interferisca con il metabolismo, per questo motivo è utilizzato in modo standardizzato in molte ricette sia nel contesto della distribuzione industriale, sia in modo casalingo.

Interazioni con il microbiota umano del sucralosio

Alcuni, recenti, studi hanno messo alla luce un aspetto interessante e da tenere in considerazione per espandere il concetto di "sicurezza alimentare" del dolcificante. È stato dimostrato che una dieta ricca di sucralosio, dopo molto tempo, può alterare il microbiota umano, quel complesso sistema di batteri che vivono in simbiosi con il nostro intestino. I batteri, infatti, non riescono a metabolizzare il sucralosio, preferendo di gran lunga gli zuccheri semplici, come il glucosio. L'importanza del microbiota, anche per la digestione dei nutrienti è fondamentale, per questa ragione, pur rimanendo un additivo alimentare sicuro, è sconsigliato consumare il sucralosio in quanità elevate.

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