Glicemia

La glicemia la concentrazione di glucosio presente nel sangue, espressa in ragione di milligrammi di glucosio per decilitro di sangue (mg/dL o mg•dl-1). La corretta concentrazione di glucosio nel sangue può assumere una importanza clinica giacché lo zucchero rappresenta la principale fonte energetica per numerosi organi, tra cui il cervello e il muscolo.

I valori corretti di glicemia si attestano tra i 90-100mg/dl che, in un soggetto sano, dovrebbero essere stabili, mediante un prelievo del sangue a digiuno. L'assunzione di cibo, infatti, determina un fisiologico e temporaneo aumento del livello glicemico. Raramente la glicemia è espressa sotto la forma di mmol/L.

Mantenimento dell'assetto glicemico: insulina e glucagone

La glicemia è un parametro fisiologico sotto stretto controllo ormonale. Il ruolo dell'insulina e del glucagone è ampliamente studiato. L'insulina è un ormone peptidico, prodotto dal pancreas che ha un ruolo fortemente ipoglicemizzante. Il glucagone, invece ha un ruolo iperglicemizzante ed è prodotto, anch'esso, dal pancreas.

A seguito di un pasto ricco di carboidrati, le cellule beta degli isolotti di Langerhans, iniziano a secernere insulina che agisce, in prima analisi, sulle cellule sistemiche sensibili all'insulina. Questi tipi cellulari possiedono recettori specifici per l'insulina e rispondono all'aumento dell'ormone attivando una cascata enzimatica che stimola il passaggio del glucosio dal plasma al citoplasma cellulare, inibisce la gluconeogenesi e aumenta la glicogenosintesi. L'insulina, inoltre, modula la risposta del sistema nervoso aumentando la sensazione di appetito e di sazietà.

Durante il digiuno o, in altre parole, tra un pasto e un altro, il glucagone è sintetizzato dalle cellula alfa degli isolotti di Langerhans. Il fegato è il principale organo bersaglio del glucagone; a livello dell'epatocita la captazione di glucagone attiva la glicogenolisi e disattiva la gluconeogenesi.

Squilibri della glicemia

Le variazioni di glicemia che avvengono occasionalmente, oppure quelle che seguono il pasto o il digiuno sono considerate fisiologiche. In alcuni casi, livelli anormali di glicemia possono avere un significato patologico.

Iperglicemia e ipoglicemia

L'iperglicemia è la condizione patologica nella quale l'organismo non riesce a equilibrare l'eccesso di concentrazione di glucosio nel plasma. Può avvenire per differenti motivi tra cui scarsa produzione di insulina, l'insensibilità dei recettori nei confronti dell'ormone o, più genericamente, eventi patologici a carico del pancreas. L'iperglicemia può avere effetti dannosi sul rene, giacché determina un aumento del glucosio che, una volta filtrato, non può essere riassorbito. Il glucosio richiama acqua e, pertanto, l'individuo è potenzialmente a rischio di disidratazione.

L'ipoglicemia, invece, può avere un significato clinico quando risulta da gravi malnutrizioni o da insensibilità varie al glucagone. La carenza di glucosio nel sangue è fonte di sofferenza di molti tipi cellulari, ad esempio le cellule del cervello, che hanno bisogno di un costante rifornimento di glucosio per sopravvivere.

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