Salute e benessere: Prove emogeniche

Scritto da Dott. Crisafulli F..
Pubblicato il 11-05-2016 Revisionato il 11-05-2016
Dott. Crisafulli F.

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Tipi di prove emogeniche - Valutazione delle prove emogeniche

Le prove emogeniche rappresentano un set di prove sperimentali e ambulatoriali compiuto dal medico per valutare la capacità di coagulazione del sangue di un paziente. Il fine ultimo dell'indagine emogenica è, in altre parole, quello di ricavare uno stato della funzionalità del complesso sistema di coagulazione del sangue al fine di diagnosticare potenziali problemi e di intervenire di conseguenza. Affinché il risultato sia corretto è preferibile che il paziente dichiari al medico eventuali trattamenti con farmaci che alterino la coagulazione, come ad esempio l'eparina o anche la comune aspirina. Queste informazioni sono raccolte durante la fase di anamnesi.

Le prove emogeniche, pur essendo altamente specifiche forniscono un quadro dello stato della coagulazione che deve essere, necessariamente, approfondito attraverso le analisi di routine di biochimica clinica, specialmente se uno o più valori sembrano alterati. Sarà lo specialista stesso a consigliare un opportuno piano per la completa valutazione clinica e diagnostica, definendone i tempi e le modalità di esecuzione.

Tipi di prove emogeniche

Esistono differenti tipi di prove emogeniche, ciascuna operata attraverso diversi sistemi e tecniche.

Misurazione della pressione
Esistono differenti tipi e tecniche per la valutazione della capacità di coagulazione, una tra queste prevede l'utilizzo dello sfigmomanometro

Tempo di emorragia

Questo esame prende il nome di stillicidio. Il paziente è fatto sedere e, dopo aver disinfettato il lobo inferiore dell'orecchio, si provvede ad applicare una piccola pressione con un "pungidito" o con uno strumento in grado di effettuare una piccola perforazione della cute. Si asciuga il sangue ad intervalli regolari 20-30 secondi e si stima il tempo necessario affinché l'emorragia cessi. In genere un tempo di 2 minuti è considerato positivo.

Prova del laccio

Il laccio del misuratore di pressione si applica al braccio, e si rileva la pressione arteriosa massima. Il valore di pressione massima è preso come riferimento e, successivamente, il laccio è sgonfiato di 10mm/Hg e viene tenuto in sede per alcuni minuti. Alcune varianti prevedono l'utilizzo di un semplice laccio emostatico, sempre sul braccio. Un soggetto sano, oltre a un lieve rossore, non dovrebbe presentare lividi o chiazze scure che sono il chiaro segno della rottura dei capillari.

Prova del martello

Un martello è delicatamente veicolato contro le superfici ossee del paziente; a contatto con la pelle, in modo simile alla prova del laccio, si dovrebbero formare semplici arrossamenti e non lividi.

Tempo di coagulazione in provetta

Un campione di sangue è prelevato e posto in provetta, si osserva il tempo necessario alla coagulazione del tessuto sanguigno. Il tempo osservato non dovrebbe superare i 10 minuti.

Valutazione delle prove emogeniche

Qualora una o più prove non risultassero coerenti rispetto agli standard si può, in prima analisi, ipotizzare un difetto - anche temporaneo - del sistema di coagulazione del sangue. Per questo motivo si passa a diversi approcci diagnostici, specialmente relativi alla biochimica clinica, con il prelievo del sangue e opportune analisi.

Analisi diagnostiche

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