Salute e benessere: Sindrome falloidea

Scritto da Dott. Crisafulli F..
Pubblicato il 27-12-2017 Revisionato il 01-01-2018
Dott. Crisafulli F.

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Sintomi - Esito della sindrome falloidea - Trattamento

La sindrome falloidea è un tipo di intossicazione da funghi causata dall'ingestione, anche modica, di funghi del genera Amanita che, all'interno del corpo fruttifero, contengono potenti tossine capaci di interferire con la traduzione o sintesi proteica operata al livello dell'epatocita (la cellula funzionale del fegato), di fatto inattivando l'organo nel giro di pochi giorni e portando a gravi menomazioni del paziente o, nei casi più severi, alla morte.

La sindrome falloidea è causata da un gruppo di tossine chiamate amatossine presenti in concentrazioni variabili nei differenti generi e specie.

Sintomi

La sindrome falloidea è, idealmente, divisa in quattro segmenti temporali. Fa parte delle cosiddette sindromi a lunga latenza, con un tempo di sviluppo dei primi sintomi superiori a sei ore e, per questa ragione, l'avanzamento della sintomatologia può progredire anche per diversi giorni.

Amanita falloide
Amanita phalloides, uno tra i principali funghi responsabili della sindrome falloidea

Esito della sindrome falloidea

L'intossicazione da Amanite assume spesso esito sfavorevole, portando alla grave insufficienza epatica, oppure alla morte del paziente.

Trattamento

Al momento, non esiste nessuna cura specifica per il trattamento dell'avvelenamento da Amanite. L'unico atto possibile per salvaguardare la vita del paziente è quello del trapianto di fegato.

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