Apparato tegumentario - anatomia comparata

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 19-02-2017 Revisionato il 20-02-2017
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Cheratinocita - Funzione della pelle - Colorazione della pelle

L'apparato tegumentario è un complesso insieme di tessuti spesso identificato con il termine di pelle o cute. Dal punto di vista citologico, le cellule che formano l'apparato tegumentario sono morfologicamente e funzionalmente eterogenee tra loro, anche a livello della stessa specie animale.

L'apparato tegumentario è formato da uno strato basale chiamato derma e da uno strato sovrastante chiamato epidermide. Il derma è formato da cellule staminali ed è un tessuto connettivo derivante dal mesoderma; il derma è molto innervato e irrorato. Il derma può “rinforzarsi” mediante un processo di mineralizzazione, mediante l’apposizione di idrossiapatite. In questo processo si forma la dentina, lo smalto e il “guscio” o esoscheletro.

L'epidermide deriva invece dall'epiblasto e, citologicamente, è un epitelio multistratificato formato dai cheratinociti.

Cheratinocita

Il cheratinocita è una cellula che presenta una morfologia e una funzionalità differente in base allo strato di apposizione. Lo strato più esterno si definisce strato corneo, al quale seguono uno strato granuloso, spinoso e uno basale, formato da cellule staminali. Il processo di “maturazione” delle cellule, nei vari strati, si chiama citomorfosi.

Strati dell'apparato tegumentario
Strato Descrizione
Corneo Strato ricco in cheratine.
Granuloso Presenta un abbondante quantitativo dicheratoialina.
Spinoso  Ricche connessioni tra cellule, mediante desmosomi, rendono l’epidermide particolarmente solida e resistente.
Basale Cellule staminali che determinano il ricambio cellulare
 

Funzione della pelle

La presenza della pelle è una caratteristica comune a molte specie, siano esse acquatiche, volatili o terrestri. La pelle ha numerose funzioni tra le quali:

Colorazione della pelle

La pelle può mutare lievemente il proprio colore o, in altri casi, può variare la colorazione in modo molto marcato. A livello del derma esistono delle particolari cellule, chiamate cellule cromofore (portatrici di colore), che possiedono, grazie ad una sintesi biochimica, delle molecole definite pigmenti. Le cellule pigmentate originano, a loro volta, da elementi chiamati cromoblasti, e si distinguono in melanofori, xantofori e iridofori.

L'attivazione della biosintesi delle molecole cromofore - e la conseguente colorazione della pelle - può essere di natura fisiologica e morfologica. Nel primo caso, si assiste alla variazione del colore del tegumento a seguito di stimoli esterni, controllati dal sistema nervoso centrale; ad esempio il camaleonte si mimetizza volontariamente a seguito della ricezione di pericoli ambientali. La variazione cromatica di tipo morfologico avviene a seguito delle tappe di sviluppo dell'animale. La maturità sessuale, con la comparsa dei caratteri sessuali secondari, può essere un periodo esemplificativo della variazione morfologica.

Apparato tegumentario: Cheratinizzazione, cellula mucipara, cellula clavata, cellula sacciforme, cellula a cloruri.

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