Salute:Dentista in ospedale

Il dentista ospedaliero è la figura che fa capo al reparto di odontoiatria oppure di otorinolaringoiatria. Rappresenta la figura professionale che è capace di prevenire e curare la maggior parte delle malattie che si generano nella cavità buccale, comprese le comune carie dei denti e di operare attraverso le otturazioni, devitalizzazioni oppure ricostruzioni. La prestazione ospedaliera è, per ovvie ragioni, rispetto ai servizi e alle garanzie fornite al pari rispetto alla equivalente prestazione operata dal privato. I servizi dentali ospedalieri, per questo motivo, devono essere di ottima qualità sia per quanto concerne le tecniche, sia per i materiali utilizzati sia per il profilo di sicurezza. I pro e i contro del dentista all'ospedale, sotto quest'ottica, sono più a favore dei primi, rispetto ai secondi.

In Italia, il ricorso alla cure per i denti è spesso veicolato al dentista privato, precludendo dunque una buona strada per il risparmio anche in virtù dei forti costi di "parcella", a volte applicati dai dentisti. Inoltre, vista la capillarità delle strutture ospedaliere, non dovrebbe essere difficile raggiungere una struttura che, tra i propri servizi, offra prestazioni odontoiatriche.

Come si accede alla prestazione ospedaliera?

Il medico di base può valutare la situazione e, in base a numerosi parametri, produrra una impegnativa. Il paziente dovrà, successivamente, prenotare attraverso il cosiddetto "numero verde" la prestazione presso il più vicino ospedale. In genere, i tempi di attesa per ricevere la prestazione ospedaliera sono molto buoni.

Quanto costa il dentista in ospedale?

A meno di particolari esenzioni, al paziente è richiesto il pagamento del piccolo contributo versato mediante il "ticket". Ragionando in termini economici, specialmente per gli interventi molto complessi, il risparmio è netto e garantito.

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