Lectine - biochimica

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 17-04-2014 Revisionato il 29-07-2014
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Lectine e istologia - Metodi a due tempi

Le lectine rappresentano una vasta classe di proteine presenti in molto organismi vegetali e in alcuni virus. Hanno la caratteristica di riconoscere dei profili formati da differenti carboidrati e legarsi ad essi in modo stabile. Questo particolare ruolo suggerisce che, nei virus, le lectine servano da molecole per riconoscere una potenziale cellula ospite e, nelle piante, possano servire come sistema di difesa innata.

Lectine e istologia

La capacità di legare i carboidrati è sfruttata, in citoistochimica, per evidenziare i gruppi gliucidici all'interno dei tessuti. Mediante delle specifiche tecniche di colorazione è, difatti, possibile sfruttare la specificità delle lectine per la ricerca, in un tessuto, di pattern glucidici tipici.

Per quanto concerne l'analisi istologica, le lectine sono utilizzate attraverso differenti protocolli che - generalmente - prendono il nome di metodi a un tempo e metodi a due tempi.

Metodo a un tempo

Nel metodo a un tempo la lectina è legata a un cromoforo, a un particolare atomo, oppure a un enzima. La lectina "modificata" si lega al carboidrato bersaglio e il sistema lectina-target può essere rilevato in base al cromoforo o all'enzima associato. Ad esempio, se la lectina è legata al tioisocianato di fluoresceina è possibile osservare il risultato attraverso il microscopio a fluorescenza.

Un metodo di rilevazione relativamente semplice prevede l'utilizzo di lectina coniugata con un metallo, ad esempio l'oro. In questo modo, il sistema oro-lectina-carboidrato è facilmente rilevabile sfruttando l'analisi di densità.

Un altro tipo di metodo a un tempo è il sistema che sfrutta la perossidasi; secondo questo protocollo il sistema lectina-perossidasi può reagire con il perossido di idrogeno e con la diaminobenzidina. La rottura del legame perossido, ad opera dell'enzima, necessita di protoni forniti dalla diaminobenzidina che, modificata, tende a precipitare formando ammassi di tonalità marrone.

L'utilizzo di marcatori radioattivi, quali ad esempio il trizio o il carbonio radioattivo, permette l'osservazione in radiografia dei tessuti che hanno dei bersagli legati la lectina.

Metodi a due tempi

I metodi a due tempi sono molto più complessi e costosi, ma forniscono risultati migliori rispetto ai metodi a un tempo. La lectina, in questi protocolli, serve da ponte per altre molecole e, di conseguenza, non è direttamente marcata. Il metodo più utilizzato è l'ABC vectastain, che fa uso di lectine con avidina che legano tre biotine marcate.

Un altro metodo a due tempi, prevede l'utilizzo di anticorpi anti-biotina marcati, oppure anticopri primari anti-biotina che sono il target di anticorpi marcati anti-anticorpi primari.

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