Antropocene - ecologia

Scritto da Dott. Crisafulli F..
Pubblicato il 05-10-2019 Revisionato il 28-12-2019
Dott. Crisafulli F.

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Origini temporali dell'antropocene - Origini antropiche dell'antropocene - Risvolti ecologici dell'antropocene

L'antropocene rappresenta un periodo storico, non ancora definito dal punto di vista della collocazione temporale, nel quale l'attività dell'uomo (Homo sapiens) ha influito in modo netto e persistente sull'ecologia della terra e dei suoi sistemi biologici. Lo sviluppo della capacità tecnologica, l'aumento dell'aspettativa di vita e l'aumento, nell'ultimo secolo, della popolazione mondiale ha contribuito alla variazione degli equilibri biologici del pianeta terra.

Il significato di antropocene deriva direttamente della sua etimologia: antropo- indica l'uomo e -cene che deriva dal latino "nuovo".

L'inizio dell'antropocene fu teorizzato negli anni '80 dal biologo Eugene Stoermer e successivamente fu teoricamente avvalorato dal chimico Paul Crutzen, vincitore del premio Nobel per la chimica nel 2000. La progressiva sensibilizzazione sui temi del riscaldamento globale, dell'effetto serra, dello sviluppo sostenibile e - in generale - di bio-ecologia ha messo in primo piano la necessità di valutare i cambiamenti della biosfera sotto la luce dell'attività dell'uomo.

Industria ed inquinamento
L'aumento della capacità industriale ha prodotto, come diretta conseguenza, scarti solidi, liquidi e gassosi. L'immissione nella biosfera degli scarti altera il normale equilibrio ecologico, con conseguenze dirette per l'ecosistema.

Origini temporali dell'antropocene

Non vi è un periodo certo ed universalmente condiviso nel quale l'antropocene possa essere inserito. Tuttavia, è di comune accordo che la nascita dell'antropocene debba essere fissata nel momento in cui il livello dell'attività umana fu tale tale da poter essere rilevato nel corso dei millenni futuri. Secondo alcune correnti, questa data può essere orientativamente correlata all'inizio delle attività nucleari, belliche ed industriali, che hanno lasciato delle tracce stratificate nel suolo. Secondo altre teorie, l'inizio andrebbe retrodatato durante l'avvio della rivoluzione industriale, periodo nel quale l'attività umana ha iniziato ad inferferire con i |cicli biogeochimici, alterando di fatto il flusso chimico e di energia della biosfera.

Quaternario, pleistocene olocene ed antropocene
Classificazione temporale dei vari periodi geologici.

Origini antropiche dell'antropocene

L'uomo è, senza dubbio, tra i principali responsabili del cambiamento climatico(1) e, di riflesso, del passaggio dall'olocene all'antropocene. L'emissione costante e massiva dei gas serra, il depauperamento delle risorse idriche, lo spostamento di biomassa tramite la deforestazione rappresentano soltanto poche tra le attività condotte dall'uomo che hanno determinato una radicale modifica climatica e biogeologica. Sebbene possano esistere altri fattori ad influenzare i cambiamenti climatici, è chiaro che, specialmente negli ultimi decenni, l'attività umana ha giocato un ruolo fondamentale nei processi di alterazione degli equilibri della biosfera.

La maggiore industrializzazione, l'aumento della produzione di molti beni (sia lavorati, quali ad esempio i cibi, sia sintetizzati, quali le plastiche) unita all'aumento capillare della rete di distribuzione e di trasporto ha lasciato traccia sugli ecosistemi e sull'ambiente in generale.

Risvolti ecologici dell'antropocene

La nascita dell'antropocene è, senza dubbio, la diretta conseguenza della ricerca del benessere della specie umana. Il benessere, in particolare, deriva dalla necessità di avere risorse trofiche (cibo ed acqua) in forma e quantità sufficiente per il relativo fabbisogno minimo. L'aumento della richiesta tecnologica, e della relativa disponibilità, ha determinato un conseguente aumento della produzione industriale primaria, secondaria e terziaria.

L'antropocene, tuttavia, è un periodo di transizione molto pericoloso perché l'aumento delle necessità di H. sapiens si traduce in un maggiore sfruttamento delle risorse della terra. In linea generale, si richiede al complesso ecosistema terrestre maggiore energia di quanto ne possa essere fornita. Per questo motivo, lo sbilanciamento ecologico tra produzione e consumo umano sta progressivamente modificando la stabilità del pianeta.

I risultati che derivano dall'inizio dell'era antropocenica sono evidenti: cambiamenti climatici, importanti variazioni degli equilibri degli ecosistemi, desertificazione, migrazioni di massa ed estinzione di specie animali e vegetali.

Alterazioni dei cicli biogeochimici

Un aspetto che determina la fase di transizione tra olocene ed antropocene riguarda l'alterazione dei cicli biogeochimici sia gassosi sia sedimentari. In particolare, all'attività umana sono direttamente collegabili le variazioni biogeochimiche di molte molecole: anidride carbonica (CO2), zolfo ed acqua rappresentano solo parte degli equilibri biologici modificati dall'attività umana.

Qualsiasi alterazione dei cicli biogeochimici ha, come diretta conseguenza, una sofferenza della parte biotica della biosfera. Gli animali e le piante, infatti, hanno una bassa tolleranza alle variazioni ambientali in termini di presenza di elementi o di molecole ed anche di fattori fisici. L'aumento della temperatura terrestre, ad esempio, è mal tollerato da molte specie che rallentano le attività metaboliche e, in casi gravi, possono perfino andare incontro all'estinzione.

Perdita di habitat

La perdita di habitat, ad esempio a seguito della conversione di intere zone oppure a seguito della deforestazione ha come diretta consueguenza lo sbilanciamento ecologico. La deforestazione, ad esempio, porta alla perdita di ingenti quantitativi di biomassa contenente carbonio, azoto, zolfo ed altri elementi preziosi per la salute dell'ecosistema. Allo stesso tempo, oltre alle risorse trofiche appena elencate, viene meno la capacità dell'ecosistema di sostenere molte specie che, per questa ragione, si estinguono.

La perdita di habitat è la principale causa della perdita di biodiversità.

Introduzione: Ecologia, ecosistema, biosfera, nicchia ecologica. Foresta pluviale, savana tropicale.
Flusso dell'energia: Produttore primario, consumatore
Cicli biogeochimici: Ciclo del carbonio, ciclo dell'azoto, ciclo del fosforo, ciclo dello zolfo.
Popolazione: Crescita della popolazione, fattore limitante, stress ecologico.
Rapporti tra specie: Neutralismo, commensalismo, competizione, mutalismo, amensalismo.
Dinamica delle popolazioni: Competizione intraspecifica, competizione interspecifica, coevoluzione. Equazioni di Lotka-Volterra.
Dinamica degli ecosistemi: Successione ecologica.

Bibliografia

1) AR5 Synthesis Report: Climate Change 2014 - IPCC group. IPCChttps://www.ipcc.ch/report/ar5/syr/
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