Cirrosi epatica

La cirrosi epatica o, semplicemente, cirrosi è una malattia del fegato che deriva dalla sostituzione del tessuto epatico, formato da epatociti che rappresentano le cellule altamente specializzate, con un diverso tipo di tessuto, solitamente di tipo connettivo. La progressione della cirrosi epatica determina una graduale perdita di funzionalità del fegato, specialmente per quanto riguarda l'importante lavoro svolto nel metabolismo e nella detossificazione.

Attualmente, la cirrosi epatica non è una malattia curabile e, per questa ragione, dal momento della diagnosi, per preservare e garantire la salute del paziente, è necessario che il paziente segua uno specifico percorso per stabilire la causa generante la cirrosi epatica e intervenire direttamente su di essa con il fine di rallentare, o eliminare, la progressione della malattia.

Sintomi della cirrosi epatica

Lo spettro dei sintomi associati alla cirrosi epatica è molto vario poiché è altrettanto vario il campo di azione del fegato. In linea generale, la comparsa di un ittero è il primo segnale del mancato funzionamento del fegato. Inoltre, la cirrosi può comportare la comparsa di alcuni sintomi che - solitamente - si associano anche ad altre malattie, tra le quali l'eccessiva stanchezza e la spossatezza.

L'ascite è uno dei sintomi frequenti, correlato alla cirrosi e - in genere - al malfunzionamento del fegato e consiste nell'accumulo di liquido all'interno della cavità addominale.

La difettiva funzionalità del fegato, specialmente se prolungata, può inficiare su altri aspetti del metabolismo e, in genere, sulla salute dell'individuo. La capacità inferiore di detossificare le molecole può portare ad una maggiore possibilità di incorrere a squilibri durante gli stati patologici, ad esempio la mancata coniugazone di un farmaco rende la sua biodisponibilità certamente differente rispetto a quanto necessario per l'organismo.

La circolazione sanguigna a, livello del fegato, nella può non essere fisiologica, portando a una condizione chiamata ipertensione portale. Nei pazienti che soffrono di questa patologia, il sangue torna verso la vena porta con un conseguente shock metabolico.

Ipoalbuminemia

La presenza di una sofferenza epatica, quale la cirrosi, porta alla diminuzione dei livelli di albumina in una condizione conosciuta come ipoalbuminemia. L'albumina  una proteina che descrive, oltre allo stato nutrizionale globale, del soggetto anche la cosiddetta funzionalità epatica.

Progressione della cirrosi

La progressione della malattia epatica è molto lenta, poiché - in genere - i determinanti stessi della malattia non sottopongono l'organo a uno shock immediato. Ad esempio, le epatiti non fulminanti possono persistere per diversi decenni, nei qulai il fegato continua a essere sempre più cirrotico.

Aspettativa di vita

Un parametro molto variabile, collegato alla cirrosi epatica, riguarda l'aspettativa di vita del paziente. Nonostante la cirrosi sia una malattia molto grave, normalmente il controllo delle cause che l'hanno generata permette e garantisce una buona aspettativa di vita che, per ovvie ragioni, diminiusce qualora non via sia una accurata precoce analisi, oppure l'impossibilità di seguire la cura proposta.

Cause della cirrosi epatica

La cirrosi è una malattia multifattoriale che, in altre parole, origina da diverse fonti patologiche. In linea generale, qualsiasi sofferenza del fegato, di qualsiasi natura, può andare incontro a cronicizzazione e successiva cirrosi epatica. Alcune delle cause di cirrosi epatica molto comuni sono l'abuso di farmaci, l'abuso di alcol, le epatiti, il tumore del fegato ed altre malattie.

La presenza di più determinanti di malattia può aumentare la velocità di comparsa della cirrosi, o aumentare la progressione. Per questo motivo, in alcuni casi, è necessario intervenire prontamente con gli interventi correttivi del caso che possono essere sia comportamentali, ad esempio mediante la modulazione di un profilo nutrizionale (dieta) personalizzato e, in altri casi, mediante l'approccio chirurgico, ad esempio per asportare un tumore.

Infiammazione cronica

La presenza di una patologia epatica, generalmente, porta alla formazione di una infiammazione. Normalmente, le infiammazioni hanno un ruolo importante poiché grazie ad esse è possibile attivare il sistema immunitario, attraverso un complesso sistema di attivazione a cascata che si conclude con la vittoria sull'agente eziologico che ha causato la patologia. La presenza di una infiammazione persistente, tuttavia, porta alla distruzione stessa dei tessuti che, progressivamente, sono sostituiti da residui "cicatriziali" formati da tessuto connettivo.

Spugna
La presenza di un fegato con cirrosi avanzata è facilmente distinguibile poiché lo stesso si mostra in modo altamente spugnoso.

Quando l'infiammazione è cronica, il fegato inizia a perdere la propria funzionalità proprio perché viene meno la capacità di rimpiazzare il tessuto cicatriziale che, in altre parole, rimane nell'organo epatico.

Cirrosi da farmaci

La maggior parte dei farmaci è metabolizzata nel fegato indipendentemente dal tipo e dal modi di assorbimento e dall'escrezione. Il compito dell'epatocita è quello di modificare la struttura del principio attivo affinché possa guadagnare in solubilità. I processi alla base della detossificazione, tuttavia, possono inficiare sull'economia vitale della cellula epatica che, per questa ragione incontra uno stato di sofferenza. L'infiammazione cronica è il risultato della continua distruzione delle cellule epatiche e del necesario intervento delle cellule del sistema immunitario.

Cirrosi alcolica

Il costante apporto di alcol necessita di essere smaltito all'interno dell'epatocita, mediante la trasformazione dell'alcol in altre molecole. L'alcol, se assunto in quantitò non moderate, è un potente tossico cellulare che agisce attraverso l'interferenza su importanti funzioni metaboliche, ad esempio nei meccanismi di comunicazione cellulare e nella trasduzione del segnale. L'epatocita trasforma l'alcol in altre molecole, tra i quali i grassi (responsabili, a livello del fegato, della steatosi epatica) e, allo stesso tempo, porta alla formazione di acetaldeide una molecola tossica in quanto cancerogena.

Cirrosi virali

Le cirrosi virali derivano dall'azione distruttiva operata da alcuni virus che come ospite di elezione possiedono gli epatociti. I meccanismi biologici di riproduzione dei virus portano all'inevitabile distruzione della cellula che, per questa ragione, è attaccata dal sistema immunitario con la persistenza dello stato infiammatorio.

Cura

La cura della cirrosi epatica rappresenta un percorso da percorrere su più fronti. In prima analisi, è opportuno - in caso di sospetta cirrosi o a seguito di certa diagnosi - moderare qualsiasi attività che potenzialmente potrebbe arrecare un ulteriore danno al cibo. L'eduzione alimentare, in questo caso, può essere d'aiuto poiché grazie a un professionista medico o nutrizionista è possibile stabilire un profilo nutrizionale da associare al paziente. L'assunzione di alcolici deve essere ridimensionata mentre un beneficio tangibile si ottiene dall'interruzione del fumo.

Spugna
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In caso di epatite virale, normalmente, si utilizza la terapia a base di interferone che, in alcuni casi, fornisce dei risultati molto apprezzati.

L'utilizzo di farmaci antinfiammatori specifici è, normalmente consigliato nei casi di cirrosi agli stadi iniziali.

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