Influenza aviaria - immunologia

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 07-10-2017 Revisionato il 10-10-2017
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Classificazione dei virus influenzali - Caratteristiche del virus dell'influenza aviaria - Trasmissione e infezione - Pandemia - Profilassi - Vaccino e immunoprofilassi - Terapia farmacologica - Fonti

L'influenza aviaria o, semplicemente, aviaria è un tipo di influenza che ha come ospite di elezione le specie avicole, dunque gli uccelli. L'agente eziologico dell'aviaria è un virus che fa parte della famiglia degli Orthomyxoviridae (Ortomixovirus). L'aviaria ha un profilo di patogenicità molto eterogeneo, ad esempio in alcuni casi può essere endemico ma poco patogenico mentre in altri casi può essere endemico ma altamente patogenico. La capaciità di generare una infezione sistemica e un danno all'organismo dell'ospite, più o meno grave o letale, definisce la patogenicità dell'influenza.

virus aviari o virus avicoli rappresentano un insieme di virus che possiedono un corredo genetico molto variabile a causa del fenomeno dell'antigenic shift; l'antigenic shift ha la capacità di rendere pressoché uniche le generazioni, poiché permette la ricombinazione dei frammenti genetici.

Classificazione dei virus influenzali

Esistono tre grandi classi di influenza che possiedono diversi spettri di ospite:

L'influenza aviaria fa parte del tipo A, anche se la trasmissione tra animale-uomo è molto rara giacché necessita di una serie di specifiche condizioni che spaziano dalla qualità dell'igiene personale al contatto diretto tra uomo e animale infetto e, per finire, alla ricombinazione tra diversi tipi di virus che coinfettano la medesima cellula. L'assortimento dei geni durante la coinfezione di una medesima cellula operata da diversi tipi virali può determinare lo scambio dei geni e la formazione di una progenie con una diversa variabilità genica.

Caratteristiche del virus dell'influenza aviaria

Al pari degli altri orthomixovirus, anche il virus dell'influenza aviaria possiede un genoma a singolo filamento costituito da RNA a polarità negativa (ssRNA- o single strand RNA-). Il genoma è suddiviso in otto frammenti di eguale lunghezza. Il virus possiede una morfologia sferica ed è dotato di envelope. Il capside riporta delle nucleoproteine caratteristiche.

Trasmissione e infezione

Il virus dell'influenza aviaria si trasmette esattamente come il virus dell'influenza stagionale, attraverso secrezioni buccali veicolate all'esterno da tosse e starnuti. L'aerosol è dunque disperso in aria dove non rimane attivo molto tempo, anche per effetto della forza di gravità. Gli oggetti contaminati dalle secrezioni cessano, normalmente, di essere infettivi in poco tempo.

L'infezione, a causa della via di trasmissione è definita a contagio diretto.

Pandemia

La pandemia di influenza aviaria è rappresentativa di un incremento dell'incidenza e della mortalità non tanto nella popolazione avicola, dove il virus circola liberamente, ma nella percezione comune è determinata nella trasmissione interspecifica tra animale ed uomo. Il virus dell'influenza aviaria non ha particolare affinità per l'uomo ed è sia statisticamente sia biologicamente improbabile che un essere umano possa essere contagiato da un animale a sua volta infetto. Aumentando il numero di potenziali contatti con gli uccelli, tuttavia, aumenta anche la probabilità di un contagio.

Antigenic shift nell'influenza aviaria
Dal punto di vista biologico, la possibilità che l'influenza aviaria possa oltrepassare la barriera di trasmissione animale-uomo e diventare un patologia con trasmissione animale-uomo-uomo, in altre parole anche attraverso il contatto tra persone infette e persone non infette, è possibile grazie al fenomeno di ricombinazione genica chiamato antigenic shift. Gli orthomyxovirus hanno la capacità di coinfettare una stessa cellula e scambiare frammenti di informazione genetica. Una coinfezione tra cellule che hanno ricevuto un virus capace di infettare l'uomo può portare alla formazione di una progenie virale che ha acquisito la capacità di infezione e di trasmissione da uomo ad uomo e - allo stesso tempo - possedere una virulenza tale da determinare l'alta patogenicità nei confronti sia degli animali che dell'uomo.

La preoccupazione riguardante la genesi di una pandemia globale deriva da una capacità unica che è posseduta dagli orthomyxovirus: l'antigenic shift. L'antigenic shift è un fenomeno di ricombinazione genetica, operata su uno o più frammenti di informazione genetica attraverso il quale i virus mutanti acquisiscono nuove possibilità, anche di infezione. Ad esempio, la variante che colpisce gli uccelli può ricombinarsi con dei virus che infettano i maiali che, a loro volta, hanno una buona capacità di attaccare le cellule umane. Qualora ciò avvenisse si creerebbe una nuova variante genetica capace di attaccare l'uomo con maggiore facilità.

La formazione di una variante con affinità per l'uomo, automaticamente, rappresenterebbe un serio rischio per la salute poiché lo stesso virus potrebbe trasferirsi verticalmente da uomo ad uomo in un evento che, nel modello di trasmissione animale-uomo, al momento è molto difficile.

Morti umane causate dall'influenza aviaria

Il numero di decessi causati dall'infezione dal virus responsabile dell'influenza aviara è molto contenuto, nonostante parte dell'opinione pubblica avesse percepito, specialmente tra il 2005 e il 2007 che il numero di morti fosse molto alto. In particolare, tra il 2003 e il 2009 l'organizzazione mondiale della sanità ha registrato 468 casi con 282 morti tra la popolazione umana in un vasto comprensorio territoriale globale.(1)

La maggior parte delle volte a seguito di infezione da influenza aviaria è avvenuta nelle zone già endemiche e, in base alle registrazioni, le persone maggiormente colpite sono rappresentative della fascia di individui che lavora o vive a stretto contatto con i volatili. 

Fattori di rischio nella trasmissione verso l'uomo

La trasmissione tra animale ed uomo è favorita dal contatto diretto con le specie infette oppure con gli escrementi prodotti. In linea generale, la copresenza di uomini e pollame infetto è un fattore di rischio per quanto riguarda la potenziale trasmissione interspecie. Anche il contatto con parti macellate, o genericamente con i fluidi, è un fattore di rischio e, per questo motivo, si raccomanda sempre la cottura delle carni affinché il potenziale infettivo del virus possa progressivamente decrescere o annullarsi.

Profilassi

La profilassi, in prima linea, riguarda l'osservazione di norme basilari di igiene e deve essere scrupolosamente adattata da coloro che, per lavoro o per altre esigenze, sono a stretto contatto con volatili o con altri animali potenzialmente soggetti all'infezione. Gli accorgimenti di prima igiene, quali quelli di lavarsi le mani, di cambiare e igienizzare i vestiti o gli strumenti di lavoro, devono essere osservati specialmente da coloro che operano in zone dove l'influenza aviaria è endemica.

L'utilizzo di mascherine comuni, quelle formate da un semplice filtro sostenuto da un telaio di plastica elastica, e la maggior parte dei dispositivi di protezione personale offrono una protezione nei confronti del patogeno pressoché nulla.

Vaccino e immunoprofilassi

Al momento, la strada del vaccino e dell'immunoprofilassi è percorsa da molti istituti di ricerca. A causa dell'estrema variabilità del virus, tuttavia, la sintesi di un vaccino stabile ed efficace su tutte le varianti genetiche è resa molto difficile. Durante la cosiddetta "pandemia del 2006" fu proposto di utilizzare, in caso di insorgenza massiva delle infezioni, la scorta di vaccino antinfluenzale anche se l'efficacia biologica dello stesso nei confronti dell'aviaria pareva essere molto limitata.

Terapia farmacologica

In linea generale, a seguito dell'accertamento dell'infezione da influenza aviaria, la terapia farmacologica si basa sulla somministrazione di farmaci ad azione antivirale. Il principio attivo di elezione è l'oseltamivir, un antivirale che ha un buon effetto sia sull'influenza di tipo A che di tipo B.

Fonti

1) Cumulative number of confirmed cases for avian influenza. World Health Organization (WHO).

Domande e risposte

L'influenza aviaria è un serio pericolo per l'uomo? Al momento no, sebbene possa potenzialmente diventare una epidemia globale se non correttamente contrastata.

Quanti sono i morti causati dall'influenza aviaria? Da un punto di vista statistico, i casi tra individui umani e le relative morti, non sono elevati. La percezione di una pericolosa pandemia, specialmente nel 2006, è il frutto di una cattiva interpretazione dei risultati e delle raccomandazioni scientifiche forniti dalla comunità scientifica.

Esiste un vaccino per l'influenza aviaria? No, alm momento non esiste un vaccino universale per l'influenza aviaria.

Quali sono i sintomi dell'influenza aviaria? I sintomi dell'aviaria sono i classici sintomi influenzali, almeno nel primo periodo.

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Percorso di immunologia

Introduzione all'immunologia: Sistema immunitario.
Cellule del sistema immunitario: Linfociti, macrofagi.
Risposta immunitaria: Antigene, anticorpo ed epitopo dell'antigene, aptene.
Introduzione alla vaccinazione: Vaccino, richiamo del vaccino, sicurezza dei vaccini.

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