Tumore del testicolo

Il tumore del testicolo è uno tra i tumori più rari che colpiscono il maschio, generalmente in età fertile. L'incidenza del tumore al testicolo è estremamente bassa con circa 5 casi ogni 100.000 persone. È un tumore estremamente maligno che, nonostante la conclamata aggressività, è guaribile anche quando scoperto in fase avanzata, cioè anche quando ha generato metastasi.

Nella maggior parte dei casi il cancro al testicolo interessa soltanto uno dei due testicoli.

Le cause che portano alla formazione di un tumore testicolare non sono del tutto chiare e, altrettanto sconosciuti rimangono la maggior parte dei fattori di rischio. Al momento, ciò che è certo per quanto concerne i fattor di rischio tumorali, è rappresentato dalla presenza del criptorchidismo e della sindrome di Klinefelter. Il criptorchidismo è una patologia infantile, di eziologia sconosciuta, determinata dalla mancata discesa del testicolo all'interno del sacco scrotale. La sindrome di Klinefleter, invece, è una malattia genetica che deriva dalla presenza di un cromosoma sessuale aggiuntivo.

Tumore al testicolo: fattori di rischio
Il criptorchidismo e la Sindrome di Knilefelter rappresentano due evidenti fattori di rischio per lo sviluppo del cancro al testicolo.

Classificazione

La classificazione dei tumori al testicolo si basa sul tipo, o sui tipi, di cellule che risultano essere trasformate. In linea generale si classificano due tipi di tumori: tumori delle cellule proliferanti e tumori stromali.

Tumore al testicolo: classificazione
La principale classificazione dei tumori testicolari si basa sull'osservazione delle cellule coinvolte. Se le cellule rappresentano il "pool" di sostegno alle cellule proliferative si definiscono tumori stromali, altrimenti se il tumore coinvolge le cellule che producono gli spermatozoi si classificano come tumori delle cellule proliferanti.

I tumori delle cellule proliferanti o tumori delle cellule germinali (TCG) coinvolgono le cellule che producono attivamente gli spermatozoi attraverso la spermatogenesi. I tumori che coinvolgono le parti del testicolo adibite a sostegno trofico o strutturale delle cellule germinali, in altre parole i tessuti stromatici, prendono il nome di tessuti dello stroma.

Seminioma

Il seminioma rappresenta il tipo di tumore più frequente, poiché possiede una incidenza pari al 45% ed è maggiormente frequente tra gli individui con una età tra i 15 ed i 40 anni. Il seminioma è un tipo di tumore delle cellule germinative, dunque può inficiare i processi di spermatogenesi del testicolo.

Sintomi del tumore al testicolo

I sintomi del tumore al testicolo possono essere vari anche se in alcuni casi la lesione può manifestarsi senza alcun sintomi. In linea generale, i primi campanelli d'allarme sono rappresentati dalle variazioni nella morfologia del testicolo, ad esempio nell'ingrossamento o nel deperimento dell'organo, o dalla formazione di piccoli noduli sensibili al tatto. A questo riguardo è importante ricordare che la formazione di piccoli cisti può essere del tutto normale e per questo motivo, qualora si riscontrasse una massa simile ad una lenticchia di consistenza più dura rispetto al testicolo, con una probabilità elevata si sta individuando non un tumore ma una cisti. Inoltre, il testicolo è "avvolto" da una struttura chiamata epididimo, che può essere erroneamente identificata come una massa sospetta. All'interno dell'epididimo, inoltre, si possono formare delle cisti di natura del tutto innocua.

Posizione dei testicoli, della prostata e dell'epididmo
Corretta posizione dei testicoli. Il criptorchidismo è uno tra i potenziali fattori di rischio per lo sviluppo di un tumore testicolare.

Un tumore al testicolo di solito non determina uno stato di dolore anche se, in alcuni casi, può essere avvertito, casualmente, un dolore acuto al livello dello scroto.

L'emospermia, determinata dalla presenza di sangue nello sperma non è un sintomo del tumore al testicolo, anche se apparentemente le due cose potrebbero essere collegate.

Cisti o tumore al testicolo?

Non è semplice, specialmente per un paziente inesperto, riconoscere al tatto un tumore da una semplice ciste. Tuttavia, attraverso l'autopalpazione testicolare risulta molto agevole evidenziare la maggior parte delle formazioni sia benigne che maligne che possono essere, con l'ausilio del medico, valutate singolarmente.

Indagini diagnostiche

Il primo passo per confermare un tumore al testicolo è quello di fare una ecografia testicolare, che può rilevare masse più o meno piccole. L'ecografia è di prima scelta anche rispetto ai marcatori tumorali poiché, questi ultimi, possono dare delle false segnalazioni. La presenza di una formazione può essere valutata dallo specialista, anche in base al profilo ipoecogeno oppure iperecogeno.

Non è possibile effettuare una biopsia del tessuto, per ulteriori conferme, a causa dell'elevato pericolo di diffondere il tumore. Per questo motivo si esegue la cosiddetta orchifunicolectomia, che determina l'asportazione del testicolo con il funicolo spermatico. In alcuni casi, può essere effettuata una operazione di osservazione del testicolo "in sede" con eventuale tipizzazione del tumore già in sala operatoria.

Autopalpazione dei testicoli

L'autopalpazione dei testicoli è un sistema molto importante per rilevare presenze anomale a livello dei testicoli che, tuttavia, non devono essere confuse con le normali strutture anatomiche del testicolo, ad esempio l'epididimo o eventuali cisti del testicolo. L'autopalpazione dovrebbe essere effettuata almeno una volta al mese, fin dall'adolescenza ed è semplicemente condotta in posizione eretta, tenendo il testicolo tra il pollice e l'indice e sfiorando la superfice.

Terapia

La terapia varia in base al tipo di tumore ed alla sua estensione. In genere si effettuano alcuni cicli di chemioterapia subito dopo aver asportato il testicolo. La terapia è modulata in base alle esigenze del paziente, anche tenendo conto della severità del cancro al testicolo e della eventuale dispersioni di lesioni secondarie o metastasi. La radioterapia e la chemioterapia possono compromettere la fertilità poiché danneggiano in modo grave le cellule adibite alla spermatogenesi ed alla formazione degli spermatozoi maturi. Per questa ragione, prima dell'approccio chemioterapico, è solitamente consigliato di operare la cosiddetta crioconservazione spermatica, attraverso la quale è possibile conservare in azoto liquido il tessuto seminale per garantire future inseminazioni artificiali in caso di danno irreversibile agli spermatogoni testicolari.

Follow up

Il follow up a seguito di qualsiasi trattamento del cancro al testicolo deve essere rigorosamente programmato e osservato. Nella maggior parte dei casi, a seguito di un tumore al testicolo monolaterale, che interessa soltanto un testicolo, anche a distanza di molti anni è possibile che si sviluppi un tumore anche all'altro testicolo. Il controllo post-operatorio è, generalmente, condotto attraverso la diagnostica per immagini, ad esempio mediante la risonanza magnetica. Rimane, tuttavia, molto importante il controllo peridico attraverso l'autopalpazione dei testicoli.

Sopravvivenza

Il tumore al testicolo è uno tra i tumori con il più alto tasso di guarigione. In media il 95% dei casi è trattato con successo. Le metastasi sono, inoltre, sensibili alla chemioterapia e per questo motivo anche in caso di scoperta tardiva del tumore, le possibilità di guarigione sono molto buone.

Domande e risposte

Tumore al testicolo: si muore? La mortalità relativa al tumore al testicolo è molto bassa, il tumore è ben curato se operato in tempo.

Quali sono le conseguenze? In caso di tumore monolaterale, che interessa soltanto un testicolo, lo stile di vita rimane immutato.

Dopo l'operazione al testicolo rimango sterile? Assolutamente no, se il tumore interessa solo uno dei due testicoli. Ovviamente, se sono asportati ambedue i testicoli la sterilità è una diretta conseguenza. Per sicurezza viene, tuttavia, proposta la crioconservazione del liquido seminale.

Il trattamento prevede la somministrazione di testosterone? In genere no, qualora sia interessato solo un testicolo e l'altro risulti essere fisiologicamente funzionante. In caso di asportazione doppia dei testicoli, invece, sono programmate iniezioni di testosterone.

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