Salute e benessere: Diarrea nei bambini

Scritto da Dott. Crisafulli F..
Pubblicato il 31-07-2018 Revisionato il 05-08-2018
Dott. Crisafulli F.

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Disidratazione - Cause - Trasmissione - Trattamento - Alimentazione

La diarrea infantile o la diarrea nel neonato rappresenta uno stato di sofferenza dell'apparato escretore che si manifesta con l'escrezione, attraverso scariche, di feci di consistenza liquida. La diarrea è, generalmente, un sintomo di una infezione virale. A differenza di quanto avviene nell'individuo adulto, la disidratazione nel neonato è molto più marcata e, potenzialmente, difficile da seguire a causa della difficile interpretazione dei sintomi. Inoltre, vista la delicata fase di sviluppo, la perdita percentuale di acqua può portare a importanti alterazioni del metabolismo

Normalmente, la diarrea nell'infante appare a causa di infezioni di natura virale o batterica, oppure per reazioni di ipersensibilità ad alcuni alimenti. Durante l'allattamento, ad esempio, l'infante può mostrare una intolleranza al latte materno, specialmente al lattosio, che determina uno stato di ipersensibilità costante con esito diarroico. Anche durante lo svezzamento, con l'introduzione di nuovi cibi, aumenta la possibilità di riscontrare intolleranze più o meno marcate che determinano gli stati diarroici.

Disidratazione

Come valutare la disidratazione

Doctor bearLa disidratazione infantile non va in alcun modo sottovalutata. Il primo criterio per valutare un potenziale stato di sofferenza è quello di analizzare la variazione percentuale di peso. Sotto questa luce, anche variazioni del 10% del peso sono considerate meritevoli di approfondimento pediatrico. Inoltre, l'impossibilità di trattenere l'acqua bevuta poiché viene espulsa tramite il vomito costituisce un fattore di genesi di un potenziale shock. Rivolgersi sempre al pediatra per le considerazioni del caso.
La disidratazione infantile non deve mai essere sottovalutata. A differenza dell'individuo adulto, tanto il neonato quanto il bambino, sono più sensibili alla carenza di acqua. Per questo motivo, è opportuno osservare lo stato di idratazione del neonato, valutando attentamente alcuni elementi e, in caso di sospetto, chiedere al pediatra per una migliore valutazione.

  1. Secchezza delle labbra.
  2. Sete intensa.
  3. Disturbi del comportamento vari.
  4. Sonnolenza o torpore.

Qualora si manifestasse solo uno di questi sintomi, accompagnato da diverse scariche di diarrea, è opportuno provvedere all'idratazione mediante la somministrazione della soluzione zuccherosalina. Nei casi più severi è sempre di buon senso far visitare l'infante al pediatra.

Cause

Le cause della diarrea infantile possono essere varie. Tuttavia, nella maggior parte dei casi la presenza di una infezione virale rappresenta la principale ragione della sofferenza intestinale.

  1. Diarrea da infezione virale (gastroenterite infettiva virale). La diarrea più comune nel neonato, normalmente autolimitante può - in alcuni casi - persistere per diversi giorni. Qualora la frequenza delle scariche, e la disidratazione del bambino, aumentino è necessaria la visita dal pediatra. La gastroenterite virale è del tutto inadatta al trattamento con antibiotici che, se assunti, possono invece favorire la crescita batterica giacché operano una selettiva eliminazione del pool batterico che con essa compete.
  2. Diarrea da farmaco. L'assunzione di antibiotici, in determinati casi, può determinare uno squilibrio temporaneo delle specie che colonizzano l'intestino. Questa irregolarità porta ad alterazioni della normale digestione, che può sfociare in eventi diarroici.
  3. Diarrea da infezione batterica (gastroenterite infettiva batterica). Sebbene sia meno frequente, e normalmente meno infettiva, rispetto alle gastroenteriti virali, le infezioni batteriche sono determinate dalla crescita di determinati ceppi.
  4. Intolleranza alimentare. L'intolleranza o l'allergia alimentare, specialmente nei confronti del latte materno, possono portare a irritazione della mucosa intestinale e diarrea.

Trasmissione

La diarrea rappresenta un sintomo di altre condizioni transitorie o persistenti, per questo motivo è improprio definire la diarrea in termini di trasmissibilità. Tuttavia, gli agenti eziologici determinano le scariche diarroiche sono, nella maggior parte delle volte, agenti a trasmissibilità intra- e interumana. Questo tipo di propagazione è definita trasmissione oro-fecale. In questo pattern di trasmissione l'agente patogeno, sia batterico sia virale, si trasmette attraverso le feci. Per questo motivo, l'igiene sia dell'infante, sia dei genitori e - in genere - di tutti coloro che sono a contatto professionale con gli infanti deve essere meticolosamente curata.

Alcuni suggerimenti operativi sono quelli di lavare accuratamente le mani, specialmente durante il cambio del pannolino e la relativa pulizia e di lavare costantemente le lenzuola e gli indumenti del bambino.

Trattamento

Il trattamento della diarrea nei neonati è operato, principalmente, per preservare la corretta idratazione nell'infante. Per questo motivo, nei casi lievi, si provvede alla somministrazione di una soluzione contenente [zucchero e sali minerali facilmente reperibile nei presidi ospedalieri, oppure in farmacia. È importante valutare, attraverso la misurazione della perdita di peso, l'entità della disidratazione.

In linea generale, uno o due episodi di diarrea per settimana non costituiscono un pericolo in un infante sano. Con l'aumentare delle scariche, specialmente se raggiungono o superano i due eventi al giorno, è necessario consultare il proprio pediatra per l'opportuna valutazione della strategia e della cura del piccolo paziente.

Trattamento antibiotico

La somministrazione di antibiotici per il trattamento della diarrea infantile è un evento sottoposto ad attenta valutazione del medico di base. L'azione antibiotica ha effetto soltanto con le diarree causate da iperproliferazione batterica, poiché gli antibiotici non hanno alcun effetto nei confronti dei virus e delle infezioni da funghi. L'azione degli antibiotici, nei bambini che manifestano episodi di diarrea, può destabilizzare ulteriormente il quadro dei sintomi e, in generale, lo stato di salute dell'infante. L'eliminazione selettiva del pool batterico, normalmente in competizione con gli elementi virali, può favorire la persistenza dell'infezione da virus e determinare un copioso aumento della diarrea e della disidratazione.

Fermenti lattici

La somministrazione dei fermenti lattici può aiutare a riequilibrare il microbiota intestinale anche se l'effetto globale è, normalmente molto blando.

Alimentazione

L'alimentazione, durante gli episodi di diarrea, dovrebbe proseguire normalmente, facendo tuttavia attenzione a cercare di aumentare l'idratazione dell'infante. Per questo motivo, anche sotto aiuto del pediatra o degli operatori professionali, è necessario provvedere all'idratazione del piccolo paziente attraverso la somministrazione orale di una soluzione di acqua, zuccheri e sali minerali. Quando la disidratazione è severa, oppure quando il neonato o il bambino manifesta anche un copioso vomito, è necessaria la reidratazione parentale, attraverso l'infusione della soluzione per via endovenosa, solitamente mediante flebo.

Alimenti sconsigliati

Alcuni alimenti possono aumentare la frequenza e la quantità delle scariche e, per questo motivo, sono sconsigliati. L'infante che ha già seguito lo svezzamento oppure il bambino che si nutre in modo del tutto completo, durante la diarrea dovrebbe evitare questi alimenti:

Alimenti consigliati

Alcuni alimenti possono sensibilmente migliorare lo stato di salute durante gli episodi diarroici.

Apparato digerente

Organi: Bocca, faringe, esofago, stomaco, intestino tenue (duodeno, digiuno, ileo), intestino crasso (colon ascendente, colon trasverso, colon discendente, colon sigmoideo, retto), ano.
Patologie infiammatorie: Enterite, celiachia, morbo di Chron.
Intolleranze e allergie alimentari: Intolleranze alimentari (intolleranza al lattosio, intolleranza alla cioccolata), allergie alimentari.

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