Marker del DNA - genetica

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 18-09-2013 Revisionato il 18-09-2013
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Un marker del DNA rappresenta una regione del DNA di un genoma formata da un numero variabile di nucleotidi; questa regione deve essere presente in forma allelica in almeno due copie. Affinché le sequenze possano definirsi marker devono avere almeno un nucleotide differente, ad esempio una sostituzione puntiforme di una adenosina con una guanosina.

Un marker del DNA può essere presente in una regione codificante, ad esempio all'interno di un gene, oppure in una regione non codificante, ad esempio in un introne oppure in una sequenza intergenica.

La presenza dei marker dei DNA, nel cosiddetto ambito dei polimorfismi del DNA può essere utilizzata sperimentalmente per vari fini. La mappatura genetica, ad esempio, fa largo uso di ricerca nel genoma di marker del DNA per stabilire la posizione di un gene, o comunque di una sequenza, nella catena del DNA.

Tipi di marker

I principali tipi di marker sono rappresentati dalla variazione puntiforme in un sito di restrizione (RFLP, restriction fragment lenght polymorphism) e dalle variazioni a singolo nucleotide (SNP, single nucleotide polymorphism). Altre variazioni coinvolgono il cosiddetto DNA satellite, formato da sequenze più o meno ripetute di 20-30 nucleotidi (minisatelliti) oppure di 2-4 nucleotidi (microsatelliti).

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