Artrite reumatoide

L'artrite reumatoide è una malattia autoimmune la cui eziologia è ancora sconosciuta. Appartiene alla classe delle malattie reumatiche e colpisce le articolazioni. La manifestazione tipica dell'artrite reumatoide è l'infiammazione a livello delle articolazioni di mani e di piedi, con comparsa di dolore e difficoltà generale di movimento.

L'infiammazione, nel quadro dell'artrite reumatoide, si localizza nella membrana che riveste le articolazioni, che prende il nome di membrana sinoviale.

Distribuzione

L'artrite reumatoide si manifesta con una età tipica di insorgenza di 30-40 anni. Le donne sono più predisposte ad ammalarsi anche se recenti studi confermano che superati i 50-55 anni il rapporto tra donne e uomini, relativo alla comparsa dell'artrite reumatoide, sia quasi uguale.

Dal punto di vista della prevalenza, l'artrite reumatoide è diffusa in circa lo 0.5% della popolazione mondiale.

Sintomi ed evoluzione dell'artrite reumatoide

Gli esordi di artrite reumatoide spesso sono confusi con altri stati di minore importanza, come l'affaticamento muscolare, o lievi stati di dolore localizzato su un'articolazione. Successivamente, i pazienti affetti da questa patologia, iniziano a percepire dei dolori - specialmente al risveglio - accompagnati da una temporanea difficoltà nel muovere le piccole articolazioni, ad esempio un dito della mano. Nelle fasi successive è, spesso, verificabile un dolore anche al tatto, ad esempio toccando la zona dolorante si produce uno stimolo doloroso più intenso. Un aspetto che caratterizza l'artrite reumatoide è che la patologia assume una natura simmetrica, per quanto concerne l'infiammazione delle articolazioni. In altre parole, nella maggior parte dei casi, i pazienti affetti da artrite reumatoide accusano il dolore e la difficoltà di movimento in maniera speculare, ad esempio su ambedue le mani o in entrambe le articolazioni della spalla.

Articolazioni colpite

Le principali articolazioni colpite dall'artrite reumatoide sono quelle della mano e del piede, con difficoltà e dolore nel movimento delle dita. Alcuni pazienti, tuttavia, accusano difficoltà e/o dolore, anche a livello di altre zone, tra cui il ginocchio, le spalle e i gomiti.

Articolazioni colpite nell'artrite reumatoide

Principali articolazioni colpite nell'artrite reumatoide.

Esami preventivi

Al momento non esistono esami specifici, ad esempio sierologici, per stabilire una potenziale artrite reumatoide in fase di esordio, se non quelli relativi all'osservazione del paziente e dell'insorgenza dei sintomi "precoci" della malattia. Ad esempio, un parametro utile che può indicare la strada dell'artrite reumatoide, è quello di valutare se il paziente accusa costantemente dei dolori, anche durante il riposo.

Trattamento

Il trattamento dell'artrite reumatoide è di tipo contenitivo, giacché la risoluzione - sia chirurgica sia farmacologica - non è al momento possibile. In particolare, nei casi di lievi alterazioni della funzionalità delle piccole articolazioni è possibile ricorrere alle infiltrazioni di cortisone che apportano un sollievo quasi immediato al dolore che prosegue per tempi più o meno lunghi.

Attività fisica

Per quanto concerne l'attività fisica, appare chiaro che sollecitare un'articolazione già provata dalla malattia può essere deleterio per il decorso della malattia stessa. Per questo motivo, l'attività fisica deve essere ridotta ma non del tutto abolita per mantenere il tono muscolare e per impedire l'insorgere dell'atrofia muscolare.

Fisioterapia

Nella maggior parte dei casi, l'apporto della fisioterapia può servire per mitigare gli effetti dell'artrite reumatoide, mediante la formulazione di un piano di esercizi attraverso i quali è possibile mantenere il tono muscolare.

Trattamento farmacologico

Il trattamento farmacologico è di tipo contenitivo e serve a rallentare il decorso negativo della patologia. I farmaci che sono adibiti a questo scopo prendono il nome di antireumatici e vengono spesso associati tra loro. Il metotrexato, un farmaco che appartiene alla classe degli antagonisti del folato, è il principio attivo utilizzato maggiormente per la terapia antireumatica.

La terapia a base di FANS, rappresentata dall'utilizzo di comuni antinfiammatori, è utilizzata per il trattamento sistemico a breve termine, ad esempio per alleviare i fastidi durante la fase iniziale. Nei casi più complicati, che non rispondono ai FANS, si utilizzano i farmaci steroidei, quale ad esempio il prednisone.

Farmaci biologici

Il trattamento di pazienti non responsivi alla terapia convenzionale, può essere mediato attraverso i cosiddetti farmaci biologici per l'artrite reumatoide. Questi farmaci, interferiscono con il meccanismo di infiammazione e, dal punto di vista dell'azione sono relativamente efficaci e potenti. Tuttavia, oltre all'ingente costo, possono portare a effetti indesiderati, anche gravi. Per questo motivo sono utilizzati sotto stretto controllo, a dosi calibrate ed esclusivamente nei casi più gravi e resistenti della patologia.

In linea generale, il meccanismo d'azione dei farmaci biologici interferisce con l'azione del TNF-alpha o fattore di necrosi tumorale alpha; questa molecola, che appartiene alla classe delle citochine, è responsabile dell'attivazione del sistema immunitario e della relativa infiammazione. Un esempio di farmaco biologico è l'infliximab, che è una miscela di immunoglobuline che interferiscono con TNF-alpha.

Alimentazione

L'alimentazione gioca un ruolo fondamentale sia nel controllo del peso, in un'ottica di contenimento delle sollecitazioni a carico delle articolazioni coinvolte, sia per quanto concerne l'apporto di sostanze dal ruolo antiossidante.

Impatto sociale

Un aspetto, spesso sottovalutato, relativo all'evoluzione dell'artrite reumatoide nella società è quello dell'impatto sociale. L'artrite reumatoide è una patologia altamente invalidante che, nelle sue forme più gravi, può modificare lo stile di vita, sociale e lavorativo, delle persone affette.

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