Ranitidina

La ranitidina è un principio attivo utilizzato nella cura dell'acidità di stomaco e della relativa ipersecrezione acida gastrica. Dal punto di vista farmacologico è un H2 antagonista giacché inattiva il recettore dell'istamina a livello delle cellule ossintiche dello stomaco.

Tra tutti gli H2 antagonisti, la ranitidina, pur essendo un farmaco scoperto nella seconda metà del XX secolo, è il più utilizzato poiché presenta meno effetti collaterali e, allo stesso tempo, una maggiore efficacia.

Formula di struttura della ranitidina

Struttura della ranitidina

Meccanismo di funzionamento

La ranitidina blocca selettivamente i recettori H2 dell'istamina presenti a livello delle cellule dello stomaco. In questo modo, la secrezione gastrica di acido cloridrico è rallentata. La selettività della ranitidina determina una quasi assente interazione con altri tipi di recettore per l'istamina, ad esempio non ha effetti nei recettori H1 dell'istamina.

Campi di utilizzo

La presenza di acidità di stomaco, anche nei pazienti con uno stile di vita equilibrato e con una dieta adeguata, è il principale campo di utilizzo della ranitidina. In passato, questo farmaco era utilizzato per debellare il batterio Helicobacter pylori; attualmente, per il raggiungimento di questo scopo, si preferiscono terapie a base di inibitori della pompa protonica.

Modalità d'uso

Le vie di somministrazione della ranitidina sono due: assunzione in compressa oppure iniezione intramuscolare. La ranitidina è, generalmente, utilizzata sotto forma di compressa. In questo modo è assorbita e si concentra nel plasma in circa un-ora. Raramente è somministrata per via intramuscolare; in quest'ultima via la concentrazione massima plasmatica si apprezza dopo circa 20 minuti.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali possono essere vari. I pazienti sensibili al principio attivo possono manifestare uno shock anafilattico, anche di severa intensità. Altre reazioni allergiche minori riguardano la comparsa di dermatite o alterazioni della cute.

La ranitidina non supera la barriera emato-encefalica, tuttavia in alcuni casi è possibile la presenza di disturbi neurologici tra cui la confusione mentale, la stanchezza cronica e la mancanza di attenzione.

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