Nutrizione:l'acol è un nutriente?

L'etanolo, o alcol etilico, è l'alcol principale presente nei preparati e nelle bevande alcoliche e conferisce le particolari doti di palatabilità e di sapore. Il livello alcolico di una bevanda rappresenta la concentrazione di alcol per unità di volume. Consumare una bevanda alcolica, in altre parole, vuol dire introdurre una molecola che ha un percorso metabolico e di smaltimento molto complesso.

Il destino metabolico dell'alcol è molto articolato poiché la molecola è metabolizzata da quasi tutte le cellule anche se si assiste a un marcato aumento del rate metabolico dell'alcol al livello dell'epatocita, che rappresenta la cellula fondamentale del fegato. L'alcol affronta un percorso di tipo catabolico con la formazione di diversi intermedi metabolici che rientrano in altrettanto diversi percorsi metabolici, tra i quali il ciclo di Krebs e la decarbossilazione ossidativa del piruvato.

La domanda che può sorgere spontanea dalla lettura del metabolismo dell'etanolo è semplice: l'alcol è una molecola con valenza energetica?

Per rispondere a questa domanda è opportuno analizzare i dati:

L'ossidazione di un grammo di alcol, dal punto di vista calorico, fornisce circa 7kCal. In altre parole, un grammo di alcol possiede un contenuto calorico superiore a quello delle proteine e dei carboidrati, pari a circa 4kCal/g, e leggermente inferiore a quello dei grassi che si attestano a 9 kCal/g. Consumare alcol, secondo quest'ottica, potrebbe contribuire al raggiungimento del fabbisogno energetico giornaliero.

Il percorso metabolico dell'alcol può essere, indicativamente, fatto partire dal catabolismo operato dalla alcol deidrogenasi. L'enzima, conosciuto anche come ADH,  è molto attivo nell'epatocita. L'operazione di demolizione dell'alcol fornisce equivalenti di riduzione sotto forma di NAD ridotto (NADH + H+). Anche da questo punto di vista, l'alcol etilico dovrebbe rappresentare un ottimo substrato energetico ma, l'analisi dei semplici dati calorici non può fornire un valido riscontro e, per rispondere alla domanda, è necessario osservare con attenzione il metabolismo cellulare in alcuni punti chiave e valutare gli effetti sistemici dell'alcol.

Tossicità dell'alcol

L'alcol è un potente tossico. La sua tossicità è favorita dalla facilità di assorbimento da parte dello stomaco e dell'intestino tenue. L'alcol assorbito entra direttamente nel circolo sanguigno da dove si disperde nei tessuti sistemici. Il danno provocato dal consumo di alcol dipende in larga misura dalla quantità assunta riferita al periodo di tempo, e dalla predisposizione del soggetto che può essere più o meno sensibile allo shock alcolico, ad esempio a causa di patologie pregresse.

Contenuto alcolico medio di alcune bevande:

Birra: 5%
Vino: 12%
Spumante: 15%
Whiskey: 40%
Grappa: 40%
Cocktail (Black russian): 40%

Le alterazioni dovute dall'abuso di sostanze alcoliche sono diverse e coinvolgono un eterogeneo numero di tessuti ed organi. Le variazioni fisiologiche più importanti, potenzialmente patologiche, sono a carico del sistema cardiocircolatorio (aumento della pressione sanguigna, vasodilatazione, aumento del tempo di QT), del sistema nervoso (dipendenza, alterazione del funzionamento dei recettori specifici), dell'apparato urinario (aumento della diuresi attraverso l'inibizione della vasopressina). Inoltre, l'abuso di alcol ha un chiaro nesso con la comparsa di alcuni tipi di tumore.

È riconosciuto che l'abuso di alcol in gravidanza ha effetti teratogeni e porta a malformazioni del feto, a volte molto gravi e, per questo motivo, va consumato in modo razionale se non, per principio di precauzione, abolito.

L'alcol, di conseguenza, non può essere considerato un nutriente. Le ragioni appena esposte basterebbero per escluderlo dalla categoria dei nutrienti, poiché i rischi che derivano dall'assunzione prolungata non giustificano in alcun modo un potenziale beneficio calorico o nutrizionale da esso derivante.

Alterazione del metabolismo

L'assunzione di alcol ha un effetto diretto anche sul metabolismo di differenti tipi cellulari. Nell'epatocita, ad esempio, provoca un danno indiretto, dovuto al metabolismo dell'etanolo che porta alla formazione di acetaldeide, un potente mutageno. L'accumulo di acetaldeide danneggia il DNA e porta alla formazione di lesioni primarie a carico del fegato.

Reazione del metabilismo dell'alcol: alcol deidrogenasi
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Nell'epatocita, inoltre, l'assunzione di etanolo porta a uno squilibrio metabolico. L'eccesso di NADH e di acetil-Coenzima-A rallenta il ciclo di Krebs, la beta-ossidazione degli acidi grassi e la gluconeogenesi. Il "virtuale" surplus energetico, inoltre, porta all'attivazione del sistema di sintesi del colesterolo e degli acidi grassi. In particolare, la maggiore presenza di grassi, determina l'aumento di incidenza di malattie del fegato, quali la steatosi epatica e la cirrosi epatica che possono, alla lunga, essere dei determinanti positivi del tumore del fegato.

Alterazione comportamentale

L'alcol altera notevolmente il comportamento, in ragione della quantità assunta. È quasi universalmente riconosciuto un valore "sociale" all'alcol poiché è capace di, entro moderate quantità, eliminare l'effetto dei cosiddetti freni inibitori. Tuttavia, il consumo eccessivo di alcol può portare a seri problemi di dipendenza con gli episodi di astinenza e ricerca compulsiva potenzialmente adiacenti al tentativo di smettere oppure all'impossibilità oggettiva di procurarsi una bevanda alcolica.

Brindisi con birra
Il consumo di alcol rappresenta un evento ad alto valore sociale in molte regioni del mondo.

Consumo di alcol

Le ragioni sopra esposte allontanano di netto la classificazione dell'alcol come nutriente. L'alcol è una molecola da assumere in moderata quantità, e sebbene non esista una dose tollerabile di etanolo, è opportuno limitarne il contenuto specialmente nei soggetti a rischio, o predisposti alla sofferenza epatica poiché possiedono altre patologie. Nonostante possa avere un ruolo calorico non indifferente, la capacità dell'alcol di fornire un supporto all'organismo e alla bioenergetica è limitata soltanto a una mera capacità calorica, senza alcun tangibile beneficio dalla continua assunzione.

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