Somatostatina

La somatostatina è un ormone peptidico prodotto dal pancreas e dallo stomaco e, in misura minore, dall'ipotalamo. Il suo ruolo biologico è vario giacché agisce su differenti, e importanti, aspetti fisiologici dell'organismo. La concentrazione di somatostatina aumenta con l'aumentare dell'età e - per questa ragione - si presuppone sia una molecola direttamente coinvolta nei processi di fisiologico invecchiamento.

Ruolo della somatostatina

Il principale ruolo della somatostatina è di modulazione dell'asse ipotalamico-ipofisiario giacché agisce da modulatore negativo per la biosintesi di importanti ormoni. Ad esempio, la somatostatina inibisce la produzione di GH e della corticotropina, con importanti risultati per la biosintesi dei corticosteroidi e per la crescita dell'organismo. La somatostatina, inoltre, inibisce la biosintesi di TSH (ormone tireostimolante) e della prolattina.

Nello stomaco, la somatostatina, ha un effetto sistemico poiché blocca la biosintesi di gastrina e nel duodeno blocca la liberazione di secretina. In questi due organi, rispettivamente, la somatostatina inibisce la biosintesi di acido cloridrico e di bile, agendo da regolatore dei processi di digestione.

La somatostatina partecipa indirettamente alla regolazione del glucosio ematico, poiché inibisce la sintesi del glucagone, un ormone ipoglicemizzante.

Recettore

Il recettore della somatostatina è accoppiato a una proteina G e produce una rapida risposta a seguito del legame con l'ormone.

Biosintesi

La somatostatina è sintetizzata sotto forma di pre-pro-ormone, una molecola chiamata preprosomatostatina che è modificata attraverso l'utilizzo di diversi enzimi per produrre due forme biologicamente attive della molecola.

Ruolo antitumorale

La somatostatina non possiede alcuna capacità di bloccare la proliferazione tumorale. La molecola fu una potenziale candidata per la terapia antineoplastica, giacché si ritenne che la sua capacità di inibire l'ormone della crescita, un fattore importante per la proliferazione tumorale, potesse essere sfruttata per il contenimento del cancro in fase più o meno avanzata. Tale ipotesi fu fortemente promossa dal dott. Di Bella, che spese molte energie per supportare la teoria del cosiddetto "Metodo Di Bella", secondo il quale la somatostatina godeva di una importanza centrale per il trattamento di molte forme tumorali. Tuttavia, in fase di sperimentazione fu abbastanza chiaro che la molecola non aveva nessun effetto positivo e che, potenzialmente, potesse risultare molto pericolosa per la salute del paziente. Per questa ragione, la somatostatina non fu mai approvata come farmaco anti-tumorale.

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