Adrenalina - fisiologia

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 17-02-2013 Revisionato il 30-08-2022
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Biosintesi dell'adrenalina - Ruolo fisiologico - Ruolo farmacologico

L'adrenalina o epinefrina è una molecola che, nei vertebrati superiori, assolve numerose funzioni sia come ormone sia come neurotrasmettitore. Per la sua caratteristica di aumentare la frequenza cardiaca è considerato il principale ormone sintetizzato nelle reazioni di "attacco e fuga", dove l'organismo si prepara ad affrontare un imminente pericolo. L'aumento della funzionalità cardiaca garantisce all'organismo un maggior afflusso di ossigeno e di glucosio utile per il metabolismo delle cellule muscolari.

Dal punto di vista chimico, l'adrenalina fa parte delle catecolamine giacché presenta un gruppo catecolico (diidrossi-ortobenzene) che un gruppo aminico.

Adrenalina
Struttura chimica dell'adrenalina

L'adrenalina è un neuro-ormone poiché ha un ruolo nella segnalazione neuronale di alcune sinapsi.

Biosintesi dell'adrenalina

La biosintesi dell'adrenalina segue la percezione di alcuni stimoli di natura sensoriale ed emotiva. L'ipotalamo è capace di decodificare queste percezioni e iniziare il processo di biosintesi dell'ormone.

L'adrenalina è sintetizzata a livello delle cellule della midollare del surrene e in alcuni neuroni. Il precursore dell'adrenalina è la tirosina, un aminoacido di tipo aromatico. La tirosina è sottoposta a una serie di reazioni favorite da enzimi dalle quali si ottiene un importante intermedio: la dopamina.

Ruolo fisiologico

L'adrenalina è coinvolta in numerosi processi. L'aumento di concentrazione, nel sangue, determina sia la vasocostrizione sia l'aumento della frequenza cardiaca. In ragione di ciò aumenta la pressione sanguigna. Per questa ragione l'adrenalina è il primo farmaco somministrato in caso di shock anafilattico. Per migliorare la reazione di "attacco e fuga", la biosintesi e la liberazione di adrenalina, o la sua assunzione esogena, determinano un maggiore afflusso di sangue nei muscoli. L'ormone agisce anche nel metabolismo del glucosio e determina un sensibile aumento della glicemia. L'adrenalina, infatti, modula l'azione del pancreas nel suo ruolo di secrezione di insulina. Una concentrazione elevata di adrenalina, difatti, inibisce la secrezione di insulina che, a sua volta, determina un aumento della concentrazione di glucosio nel sangue.

Ruolo nell'attivazione del sistema nervoso simpatico

L'adrenalina ha un ruolo nell'attivazione del sistema nervoso simpatico. Questa parte del sistema nervoso ha il compito di modulare le risposte involontarie dell'organismo. Tra le prerogative del sistema nervoso simpatico v'è quella di prepararsi alle reazioni "attacco-fuga". Il ruolo dell'adrenalina è fisiologicamente fondamentale poiché altera il normale metabolismo aumentando di fatto i processi di tipo catabolico e aumentando la capacità del sistema cardiovascolare e respiratorio.

Adrenalina e inibizione della percezione del dolore

L'adrenalina è capace di inibire, temporaneamente, la percezione cosciente del dolore operando un'azione sulle vie sensoriali, nello specifico nella via anterolaterale. L'adrenalina, liberata nel torrente ematico, stimola a livello dei centri superiori una risposta inibitoria che giunge fino a un interneurone inibitorio che, a sua volta, produce un potente inibitore chiamato encefalina. L'encefalina blocca la trasmissione sinaptica tra neurone di primo ordine e neurone di secondo ordine. Per questa ragione, in situazione di pericolo, il corpo non sembra temporaneamente percepire eventuali stimoli di natura dolorosa.

Ruolo farmacologico

L'adrenalina è utilizzato come farmaco sia in termini clinici sia nella cosiddetta medicina d'emergenza. La molecola è utilizzata per contrastare gli effetti, spesso gravi, delle reazioni allergiche o dello shock anafilattico. La somministrazione del farmaco è immediata poiché basta iniettarlo per via intramuscolare e attendere gli effetti che sono pressoché immediati. 

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