Ormoni tiroidei - fisiologia

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 19-02-2013 Revisionato il 07-08-2022
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Biosintesi degli ormoni tiroidei - Ruolo degli ormoni tiroidei. - Alterazioni tiroidee: ipertiroidismo e ipotiroidismo

Gli ormoni tiroidei sono molecole, con funzione ormonale, secreti dalla ghiandola tiroide a seguito della stimolazione di un altro ormone, il TRH, prodotto a livello dell'ipofisi anteriore o adenoipofisi. Il TRH stimola la produzione di TSH che, a sua volta, porta alla sintesi dei due ormoni tiroidei: T3 e T4.

La triiodotironina (T3), la tetraiodotironina o tiroxina (T4) e la calcitonina sono le molecole secrete dalla tiroide: le prime due molecole presentano, nella propria struttura, atomi di iodio. Ciascun ormone tiroideo ha un proprio ruolo nel metabolismo: T3 e T4 modulano attivamente il metabolismo degli zuccheri e dei lipidi, mentre la calcitonina promuove l'apposizione del calcio nelle ossa mediante l'attività degli osteoblasti.

Molte delle funzioni metaboliche dell'organismo sono regolate dagli ormoni tiroidei. La termoregolazione, il metabolismo del glucosio (glicolisi e gluconeogenesi) e - in genere - la capacità di operare un metabolismo di natura catabolica (catabolismo) rappresentano alcuni dei processi fisiologici sotto stretto controllo degli ormoni tiroidei.

Biosintesi degli ormoni tiroidei

La ghiandola tiroide necessita di iodio per la biosintesi degli ormoni tiroidei. Questo prezioso micronutriente non è sempre disponibile a causa, ad esempio, di una carente assunzione a livello alimentare. Per questa ragione la tiroide è capace di immagazzinare lo iodio assieme a una proteina specifica capace di "sequestrarlo".

Biosintesi degli ormoni tiroidei.

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Biosintesi degli ormoni tiroidei

La tireoglobulina è una glicoproteina sintetizzata nel reticolo endoplasmatico ruvido delle cellule del follicolo, e glicosilata nell'Apparato del Golgi. La proteina viene estrusa a livello del lume. Lo iodio, invece, è accumulato nella cellula grazie a un meccanismo che pompa attivamente lo ione (I-) all'interno della cellula. Vista la differente concentrazione tra ambiente intracellulare e lume, lo iodio tende a diffondere passivamente verso l'esterno. È nel lume che entra in gioco la tireoglobulina giacché ossida lo iodio e lo accumula nel cosiddetto colloide. Nel colloide sono presenti residui di tirosina leganti uno o due atomi di iodio rispettivamente chiamati monoiodotirosina (MIT) o diiodotirosina (DIT). Il colloide rientra nella cellula del follicolo dove incontra un lisosoma. Gli elementi proteolitici del lisosoma liberano buona parte della tireoglobulina, che probabilmente è riciclata, e idrolizzano anche la rimanente parte sotto forma degli effettivi ormoni tiroidei: tiroxina o T3.

Ruolo degli ormoni tiroidei.

La tiroxina (T4), in termini di quantità, è il principale ormone secreto dalle cellule follicolari della tiroide. Tuttavia, la forma attiva dell'ormone è la variante a tre atomi di iodio (T3); a livello delle cellule bersaglio la tiroxina è convertita enzimaticamente in T3, che espleta la propria azione in differenti modi. In linea generale, bassi livelli di ormone hanno effetto anabolizzante se accoppiati all'insulina, giacché aumentano la glicogenosintesi e il passaggio di glucosio dal plasma alla cellula.

Bifasicità degli ormoni tiroidei

Gli ormoni tiroidei mostrano una caratteristica bifasicità, in altre parole compiono differenti azioni in base alla rispettiva concentrazione. Se sintetizzati in quantità fisiologica, ad esempio, promuovono la lipolisi; in gran quantità, invece, aumentano la liposintesi. L'aspetto bifasico si manifesta, inoltre, sul metabolismo delle proteine: quantitativi normali di T4 e di T3 stimolano la sintesi proteica, mentre quantitativi più abbondanti promuovono l'ossidazione proteica e una associata diminuzione della sintesi di nuove proteine.

Effetto dimagrante

Alcuni principi attivi con effetto dimagrante hanno strutture molto simili agli ormoni tiroidei. Per questa ragione possono influenzare il metabolismo promuovendone le reazioni di catabolizzazione dei lipidi (lipolisi) portando a una diminuzione del peso corporeo. In realtà, l'utilizzo di questi principi attivi può avere effetti collaterali molto gravi e portare a disfunzioni metaboliche, anche croniche e permanenti. Questo avviene poiché, a fronte di un immediato cambiamento dell'assetto ormonale, varia anche la produzione endogena, cioè operata dalla tiroide, e la sensibilità cellulare nei confronti della tiroxina e della triiodotironina.

Alterazioni tiroidee: ipertiroidismo e ipotiroidismo

Le alterazioni della funzionalità tiroidea possono portare all'ipertiroidismo oppure all'ipotiroidismo. L'ipertiroidismo è una condizione di sovrapproduzione degli ormoni tiroidei e determina alterazioni dell'umore, perdita di peso, alterazioni della funzionalità cardiaca e irregolarità del ciclo mestruale. L'ipotiroidismo è il funzionamento parziale della tiroide e determina aumento di peso, sonnolenza, rallentamento generale del metabolismo e altre importanti alterazioni.

Alterazioni tiroide ipotiroidismo ipertiroidismo
Le alterazioni della funzionalità tiroidea si classificano in base alla produzione elevata o ridotta degli ormoni tiroidei.

Le cure per le alterazioni della tiroide sono di tipo farmacologico, ad esempio tramite la somministrazione degli ormoni tiroidei nell'ipotiroidismo, oppure di tipo chirurgico.

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