Il trasporto passivo è un tipo di trasporto intracellulare che non richiede energia. Le molecole che si muovono passivamente sono spinte dal cosiddetto gradiente di concentrazione che è, idealmente, rappresentato da una serie di zone a concentrazione differente di una molecola.

Una molecola, ad esempio, immersa in una soluzione formata da acqua e da un’altra molecola capace di permeare la membrana cellulare rappresenta un tipico esempio di illustrazione del trasporto passivo. Se la molecola non è presente all’interno della cellula si ha una situazione di maggiore energia potenziale all’esterno rispetto alla minore energia potenziale presente dentro la cellula.

Trasporto tra potenziale basso e potenziale alto

Trasporto di molecole secondo gradiente di concentrazione

Il trasporto passivo non richiede energia ma è soggetto a numerose limitazioni. Tra quelle più evidenti figurano la velocità di trasferimento e la capacità di trasferire molecole soltanto in base al gradiente di concentrazione. Quest’ultimo limite è necessariamente superato dal trasporto attivo; se ciò non avvenisse, non sarebbe possibile spostare ioni, o piccole molecole, contro il loro gradiente di concentrazione. A livello dello stomaco, se il trasporto degli ioni idrogeni fosse esclusivamente passivo, non sarebbe possibile la secrezione di succhi gastrici a pH acidi, vicino a 1-2.

La meccanica del trasporto passivo, ossia l’analisi di come uno ione, o una molecola, si sposti da un versante ad un altro della membrana cellulare porta all’osservazione di tre grandi forze che agiscono su questo movimento. La forza chimica, la forza elettrica, e la forza elettrochimica.

Tipi di forze coinvolte nel trasporto passivo

Tipi di forze coinvolte nel trasporto passivo

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