Endocitosi

L'endocitosi è un processo di assunzione di materiale extacellulare, in fase liquida o solida, mediante una serie di eventi che determinano l'internalizzazione cellullare. Nello specifico, l'entrata di materiale in forma liquida - ad esempio sotto l'aspetto di piccole gocce - prende il nome di pinocitosi, a differenza dei meccanismi di endocitosi mediata da recettore che prevedono l'entrata di materiale in fase solida.

Endocitosi mediata da recettore

Un aspetto caratteristico, che contraddistingue l'endocitosi mediata da recettore, è che questo trasporto è altamente specifico nei confronti della molecola da tradurre all'interno della cellula. Per garantire la specificità esistono, sul versante esterno della membrana cellulare, dei recettori specifici per la molecola da trasportare che si organizzano in "fossette rivestite" agilmente riconoscibili al microscopio elettronico poiché appaiono come una texture finemente simmetrica. La ragione di questa simmetria è spiegata dal fatto che, strutturalmente, la fossetta è costituita da clatrina, una proteine esamerica, di struttura regolare, formata da tre catene pesanti e tre catene leggere.

Endocitosi mediata da recettore clatrina dipendente

Trasporto per endocitosi clarina dipendente

Il meccanismo di trasporto per endocitosi mediata da recettore, o endocitosi clatrina dipendente, prevede l'aggancio della molecola da tradurre all'interno della cellula ad opera di specifici recettori. Il legame con i recettori comporta l'attivazione della clatrina che, a seguito, inizia a operare una piccola depressione a livello della membrana cellulare. La clatrina inizia a formare una vescicola e, quando questa è sufficientemente invaginata, si forma una tipica coda nella quale appare, avvolta a spirale, una proteina particolare: la dinamina. Quest'utima proteina ha il ruolo di mediare il distacco della vescicola appena formata dalla membrana plasmatica; la dinamina è una proteina che si avvolge a spirale alla coda "di membrana" e, mediante un'azione GTP-asica, riesce a rompere la membrana per liberare la vescicola nel citoplasma.

Eventi successivi

La vescicola neoformata, ormai giunta nel citoplasma, viene privata dello strato di clatrina e adattina, diventando "nuda" e si direziona verso un endosoma di smistamento, in altre parole un'apposita vescicola con pH leggermente acido che la ingloba. A livello dell'endosoma, grazie al microambiente lievemente acido, distacca il recettore dalla molecola trasportata che, per queste ragioni è concentrata a livello di questa vescicola temporanea. Dall'endosoma è anche possibile che minuscole porzioni ritornino alla membrana, in una piccola vescicola chiamata endosoma riciclante precoce. Le restanti proteine vengono convogliate verso un endosoma tardivo e, da qui smistate verso l'Apparato del Golgi oppure, in una via litica, in un lisosoma.

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