Effetto induttivo - chimica

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 22-11-2016 Revisionato il 16-02-2017
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

L'effetto induttivo è un fenomeno chimico-fisico attraverso il quale, in una molecola ionizzata, un atomo oppure un intero gruppo funzionale, stabilizza la carica negativa della molecola. Affinché l'effetto induttivo possa manifestarsi è necessario che l'atomo, o il gruppo attrattore abbia una forte elettronegatività rispetto all'atomo ionizzato. La differenza di elettronegatività, infatti, genera un'attrazione verso di sé degli elettroni e, al tempo stesso, permette la presenza di una parziale carica negativa su di sé, ed una parziale carica positiva sull'atomo immediatamente vicino.

La presenza di un effetto induttivo, in genere, rende più o meno forte l'acidità di una molecola. Ad esempio, l'acido trifluoroacetico o l'acido tricloroacetico, rappresentano due molecole organiche dal carattere molto acido. L'acidità, negli acidi organici che mostrano un effetto induttivo, è pari - se non superiore - a quella rilevata in alcuni acidi minerali.

Esempio di effetto induttivo

L'acido trifluoroacetico è un acido organico, nel quale sono presenti un gruppo carbossilico (-COOH), e un carbonio trifluoro-sostituito. L'acido trifluoroacetico è un chiaro esempio di molecola con effetto induttivo poiché la maggiore elettronegatività del fluoro (pari a 3,8), rispetto al carbonio (pari a 2,55) rende possibile l'attrazione elettronica verso gli atomi di fluoro.

Effetto induttivo dell'acido trifluoroacetico
Effetto induttivo nell'acido trifluoroacetico

La presenza del gruppo carbossilico in forma anionica è stabilizzata dall'effetto che i tre atomi di fluoro hanno sul carbonio e, di conseguenza, sulla molecola.

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