Il raggio atomico è una proprietà intrinseca dell'atomo che misura la distanza tra il nucleo e lo strato più esterno del guscio elettronico. È una delle proprietà periodiche degli elementi chimici.

Non è semplice definire il limite esterno del guscio degli elettroni. Per questo motivo, il raggio atomico è idealmente calcolato come la media della distanza tra il nucleo e gli orbitali più esterni del guscio, oppure come la metà della distanza rilevabile tra un nucleo di un atomo e il nucleo di un altro atomo, legati attraverso un legame covalente.

Proprietà periodiche del raggio atomico

Il raggio atomico aumenta all'aumentare del gruppo della tavola periodica e diminuisce lungo il periodo. L'analisi del gruppo, infatti, permette di stabilire all'aumentare del numero atomico e, di conseguenza, del numero di elettroni presenti negli orbitali il raggio atomico, a sua volta, risulta essere maggiore. Nel gruppo, gli elettroni esterni si trovano molto lontani dal nucleo e, inoltre, risentono meno dell'attrazione dello stesso per via dell'effetto di schermatura operato dagli elettroni dei livelli sottostanti.

Nel periodo, invece, il raggio atomico tende a diminuire. La spiegazione, in questo caso, non riguarda il numero atomico che, tende ugualmente ad aumentare, ma la carica nucleare che esercita una maggiore attrazione poiché gli elettroni esterni occupano il medesimo livello energetico.

Ad esempio, l'alluminio, ha un numero atomico pari a 13 (Z=13) e possiede un raggio atomico superiore rispetto al cloro che ha un numero atomico pari a 17 (Z=17). Gli elettroni dell'alluminio e del cloro, tuttavia, sono presenti nello stesso livello energetico e, per questo motivo, sono maggiormente attratti dalla carica positiva del nucleo del cloro rispetto all'attrazione che esercita il nucleo dell'alluminio verso i propri elettroni. 

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