Infiorescenza - botanica

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 30-01-2019 Revisionato il 22-06-2021
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Struttura - Classificazione - Fruttificazione delle infiorescenze

Un’infiorescenza è un insieme di fiori disposti su un ramo principale (detto asse dell’infiorescenza) o su un sistema complesso di rami laterali. Dal punto di vista evolutivo, l'infiorescenza deriva da un germoglio modificato delle piante a seme, quindi primitiva mente consisteva di un semplice asse centrale dal quale si dipartivano brevi ramificazioni laterali. Può essere definita come la struttura riproduttiva della pianta che porta un gruppo di fiori secondo uno schema specifico.

Daucus carota inforescenza
Infiorescenza di Daucus carota.

Struttura

Quale sono le strutture delle infiorescenze?

Lo stelo che contiene l'intera infiorescenza è chiamato peduncolo, l'asse maggiore sul quale si inseriscono i fiori o più rami secondari all'interno dell'infiorescenza è detto rachide mentre il gambo di ogni singolo fiore è chiamato pedicello. Nelle Poaceae (ex Graminacee) il rachide viene chiamato rachilla.

Classificazione

Come si classificano le infiorescenze?

La presenza o meno di foglioline che accompagnano i fiori, dette brattee, è una prima classificazione delle infiorescenze, che possono essere bratteate, fogliose o nude.

Infiorescenze principali illustrazione
Strutture principali delle infiorescenze.

Anche il modo in cui sono disposti i fiori sul rachide (detto fillotassi)  è un sistema di classificazione, per cui si distinguono le infiorescenze a fiori alterni (disposti sui lati opposti dell’asse e in modo alternato); le infiorescenze a fiori opposti (i fiori sono accoppiati, disposti l’uno di fronte all’altro); unilaterali (i fiori si inseriscono solo su un lato dell’asse); bilaterali (i fiori si dispongono su entrambi i lati dell’asse); multilaterali (i fiori si inseriscono su ogni lato a livello tridimensionale); verticillate (i fiori si inseriscono all’ascella delle brattee).

Si distinguono inoltre le ramificazioni monopodiali, se gli assi laterali sono subordinati a quello principale dal quale prendono origine, dalle ramificazioni simpodiali, quando l’asse principale ha un accrescimento definito e lateralmente presenta rami di primo, secondo, terzo ordine ecc.

Le ramificazioni monopodiali sono dette anche indeterminate, indefinite, aperte o racemose e sono caratterizzate  dal tipo di accrescimento dell’infiorescenza stessa.  Il rachide termina con una gemma che si allunga in modo indefinito e che emette lateralmente o rami secondari portanti fiori o fiori. In questo tipo di ramificazione il fiore terminale non è presente e la fioritura è centripeta.

Le ramificazioni simpodiali, note anche come ramificazioni definite, determinate, aperte o cimose, hanno invece un accrescimento centrifugo della fioritura e l’asse principale termina con un fiore che sboccia per primo rispetto agli altri fiori.

Sono conosciute anche infiorescenze semplici e composte, a seconda se sull’asse principale sono inseriti rispettivamente singoli fiori o altre infiorescenze.

Fruttificazione delle infiorescenze

Il processo di fruttificazione delle infiorescenza porta alla formazione dell'infruttescenza che rappresenta un aggregato di più frutti. Un esempio tipico di infruttescenza è quello della comune fragola.

Fragola
La fragola è una infruttescenza che deriva dal processo di fruttificazione dell'infiorescenza. Il frutto vero e proprio è immerso nella superficie e assomiglia a un piccolo semino color verde.

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