Suolo - terreno - botanica

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 21-02-2022 Revisionato il 27-02-2022
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Composizione del suolo - Formazione del terreno - Classificazione dei terreni - Biodiversità e suolo - Decomposizione organica

Il suolo o terreno rappresenta lo strato più superficiale della crosta terrestre. È formato da due componenti molto complessi: una parte abiogena e una parte biogena. La parte abiogena è composta dai detriti che, a loro volta, derivano dai processi di frammentazione delle rocce. La parte biogena è formata da tutti gli organismi, di diversa complessità, che lo popolano. Gli organismi sono, a loro volta, molto eterogenei sia per quanto riguarda la complessità sia per quanto riguarda la loro capacità di alterare il suolo stesso. I batteri, le piante e gli animali sono i grandi sistemi biologici che trovano dimora e nutrimento nel suolo e, attraverso complessi meccanismi, ne formano un intricato ecosistema.

Tutto ciò che è presente all'interno del suolo è definito materiale ipogeo a differenza di quanto è presente all'esterno che è definito epigeo. Questa distinzione è particolarmente importante per l'analisi delle piante poiché i loro organi possono trovarsi in superficie oppure all'interno del terreno.

Terreno asciutto e argilloso
Terreno asciutto di tipo argilloso. La carenza d'acqua porta alla formazione delle tipiche fessurazioni sul suolo.

Composizione del suolo

Il suolo è composto da tre differenti parti:

Composizione del suolo: solida, liquida e gassosa
Composizione del suolo in termini qualitativi.

Composizione chimica

La composizione chimica di un terreno è, generalmente, molto stabile ed è determinata da alcuni parametri.

Formazione del terreno

Il processo che porta alla formazione del terreno può seguire due strade: quella naturale e quella artificiale. La pedogenesi rappresenta il complesso sistema che porta alla formazione del suolo a partire dalla roccia madre che viene demolita dall'azione fisica del vento o delle acque oppure tramite l'intervento animale. Un secondo tipo di formazione del terreno converge con l'attività umana a scopro agricolo. In questo caso è l'uomo a formare artificialmente il terreno, ad esempio provvedendo meccanicamente alla variazione della consistenza dello stesso e all'aggiunta di materiale organico. I terreni agricoli, sotto questa luce, rappresentano tutti i tipi di suolo artificiali preparati dall'uomo per procedere alla coltura.

Meccanismi di formazione del terreno agricolo

Gli interventi che alterano il suolo naturale portano sono normalmente compiuti per la produzione di zone agricole. Le azioni intraprese dall'uomo sono focalizzate su specifici obiettivi:

Classificazione dei terreni

Il suolo è convenzionalmente classificato in base a tre parametri: tessitura, inclinazione e chimica.

La tessitura rappresenta una proprietà fisica che deriva dalla presenza di materiale fine a sua volta facente parte di tre classi: argilla, limo e sabbia. La proprietà è del tutto indipendente dai ciottoli e, in genere, da tutto il materiale che presenta un diametro superiore ai 2mm. Il parametro di tessitura è molto importante poiché fornisce un valido indice di capacità di assorbimento e di ritenzione dell'acqua.

L'inclinazione deriva direttamente dalle disomogeneità del terreno rispetto a un piano ideale. La presenza di irregolarità, di solchi o di avvallamenti determina una diversa proprietà d'inclinazione del terreno.

La chimica o reazione del terreno è, solitamente, riferita alla sua caratteristica acida o basica.

Biodiversità e suolo

La biodiversità varia in base al tipo di suolo. I terreni naturali offrono maggiore biodiversità, indipendentemente dal bioma, rispetto ai terreni artificiali. Questa considerazione è supportata dalla presenza di un numero maggiore di nicchie ecologiche all'interno dei suoli naturali. I terreni artificiali, invece, sono costituiti in base a esigenze specifiche molto ristrette poiché hanno il compito di massimizzare la resa biologica impedendo la crescita e lo sviluppo di specie economicamente non interessanti.

Decomposizione organica

Nel suolo trovano dimora molti resti organici che provengono dagli scarti animali, ad esempio dalle feci, uniti a carcasse e piante morte. Il suolo è capace di decomporre in archi temporali diversi la maggior parte dei residui organici in esso presenti. Le piante, ad esempio, sono totalmente decomposte in circa due settimane a opera dei batteri decompositori e dei funghi.

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