Tensione superficiale - chimica

Scritto da Dott. Crisafulli F..
Pubblicato il 29-01-2017 Revisionato il 11-02-2017
Dott. Crisafulli F.

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

La tensione superficiale di un liquido è la forza opposta dal liquido che si propaga lungo la propria superficie nel punto di contatto tra lo strato aeriforme, ad esempio l'aria, e il liquido stesso.  La tensione superficiale aumenta con la viscosità del liquido e diminuisce con la temperatura. La ragione di questo comportamento è da ricercare nella proprietà delle particelle (ioni, atomi o molecole) e nel legame debole che si instaura portando a una maggiore, o minore, coesione.

Nella zona di separazione, proprio a causa della presenza di una tensione superficiale, è possibile che elementi aventi massa trascurabile possano rimanere "sospesi" sul liquido, senza affondarvi dentro. La tensione superficiale oppone resistenza al corpo presente nella zona di separazione e, per questa ragione, impedisce di essere inglobato dal fluido stesso.

Unità di misura della tensione superficiale

Per misurare la tensione superficiale si utilizza, come unità di misura il N/m. La formula per ottenere la tensione superficiale è la seguente:

$$\gamma = \frac{dW}{dA}$$

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