Cellula staminale - biologia cellulare

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 01-11-2013 Revisionato il 04-01-2015
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Differenze tra cellula staminale e cellula differenziata - Classificazione delle cellule staminali - Cellule staminali e tumori - Bibliografia

Una cellula staminale è un tipo di cellula non ancora differenziata che, per questa ragione, può dividersi e formare altri tipi cellulari. Le cellule staminali sono presenti negli organismi eucarioti pluricellulari e, vista la natura stessa, non possono essere individuate nei procarioti o negli eucarioti monocellulari.

La presenza di poche linee di cellule staminali permette la sintesi di numerose altre cellule; un organismo, infatti, possiede diversi tipi cellulari che originano da poche linee staminali per differenziamento. A titolo di esempio, in un qualsiasi organo possono coesistere diverse decine di cellule differenti sia per morfologia sia per funzionalità che originano da una, o comunque poche, cellule staminali.

Lo studio, e la comprensione, dei meccanismi che portano al differenziamento delle cellule staminali è ancora poco chiaro, ma le prospettive, e l'impegno nella ricerca, sembrano offrire buone possibilità per gli sviluppo in questo settore. La comprensione del funzionamento delle cellule staminali può aprire la strada per lo studio e la cura di alcune patologie tra cui, ad esempio, i tumori.

Differenze tra cellula staminale e cellula differenziata

Le differenze tra le cellule della linea staminale e le cellule già differenziate sono molte e possono essere classificate su due piani: morfologico e funzionale. Una cellula staminale possiede una morfologia molto più semplice rispetto a una cellula differenziata che si apprezza, ad esempio, nell'assenza di strutture particolari o nell'aliquota di organuli in essa presenti.

Anche dal punto di vista funzionale, una cellula staminale è solitamente limitata rispetto a una strutturalmente formata e differenziata.

Cellula staminale confronto parietale
Cellula staminale a confronto con una cellula parietale della mucosa gastrica dello stomaco.

Nell'immagine sopra proposta, volutamente semplificata, si mettono a confronto una cellula parietale (che sintetizza acido cloridrico) a livello della mucosa gastrica, e la cellula staminale dalla quale essa ha origine. Appare subito evidente che, nella cellula staminale, l'espressione degli organuli è minima, nella cellula parietale, invece, i mitocondri e l'apparato del Golgi risultano essere molto sviluppati.

Classificazione delle cellule staminali

Le cellule staminali possono essere classificate in base all'origine e alla loro capacità di dividersi in uno o più gruppi cellulari o citotipi.

Classificazione in base all'origine

Le cellule staminali sono presenti tanto nell'embrione quanto nell'individuo adulto. La classificazione, in tal senso, tiene conto della provenienza:

Le staminali embrionali, specialmente quelle prelevate nei primi stadi di divisone, rappresentano delle cellule abbastanza importanti poiché da esse possono originarsi tutti i citotipi presenti nei tessuti adulti. Anche nell'adulto sono presenti alcune linee cellulari di natura staminale; nello strato base dell'epidermide, ad esempio, si trovano delle cellule staminali che si differenziano in tessuto epiteliale. Anche il midollo osseo è ricco di cellule staminali di differente tipo che, ad esempio, serviranno per l'emopoiesi.

Classificazione in base alla capacità di differenziamento

Una cellula staminale può differenziarsi in uno o più tipi cellulari, secondo un concetto noto con il termine di plasticità; in base alla capacità di formare differenti citotipi è possibile classificare le cellule staminali in:

Cellule staminali e tumori

Uno studio, presentato sulla rivista "Science" ha concluso che la formazione di almeno i 2/3 di tutti i tumori sia del tutto casuale poiché è indipendente da qualsiasi fattore di rischio oppure condizione. Le cellule staminali - secondo lo studio - sono le principali responsabili delle formazioni tumorali poiché dalle loro ripetute divisioni si può generare una rottura del DNA o, comunque, un danno genetico che porta alla formazione di cellule cancerose.

Bibliografia

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