Succulente - botanica

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 26-10-2012 Revisionato il 15-08-2021
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Caratteristiche morfologiche - Metabolismo - Riproduzione

Le succulente sono un gruppo di piante caratteristiche dall'elevata efficienza di metabolismo idrico. Sono conosciute anche con il nome di piante grasse anche se, dal punto di vista botanico, questa classificazione non è del tutto corretta.

Le succulente conservano l'acqua, assorbita nei periodi con umidità favorevole, e la utilizzano nei periodi di siccità. Le piante succulente, per questa ragione, resistono in modo ottimale allo stress idrico. Questa caratteristica porta alla formazione di tessuti ipertrofici, ricchissimi d'acqua e di altri soluti che giustifica il termine "succulenta".

Un altro fattore peculiare di questo tipo di piante riguarda la modulazione del il risparmio idrico in climi aridi o durante la siccità. Sono in grado di immagazzinare acqua e, in parte, nutrimenti nei loro steli e foglie riducendo al minimo l'evaporazione attraverso vari meccanismi. Per adattarsi a queste condizioni, le succulente possiedono uno strato epidermico più spesso, un rivestimento di cera oppure adottano metodi di riduzione della traspirazione. In quest'ultimo caso si assiste a una trasformazione delle foglie in spine o peli.

La presenza di questi caratteri morfologici particolari deriva dall'adattamento evolutivo a climi aridi.

Caratteristiche morfologiche

Quali sono le caratteristiche delle piante grasse?

Le caratteristiche morfologiche delle succulente sono molto eterogenee. Il fusto di questi vegetali è normalmente tozzo e slargato e le foglie presenti possono essere anatomicamente adatte per le esigenze di risparmio idrico.

Euphorbia obesa
Euphorbia obesa. La classica disposizione del fusto, parzialmente globoso, in strutture colonnari permette di contenere un ingente quantitativo di soluti.

Trichocereus strigosus
Trichocereus strigosus, una cactacea. L'epidermide e il succo contenuto nel tessuto è protetto da spine.

Foglie e traspirazione

In alcune succulente le foglie sono ridotte sia in quantità sia in superficie. La ragione di questo adattamento è dovuta alla necessità di limitare la traspirazione e, di conseguenza, di evitare che ingenti quantitativi d'acqua possano essere dispersi all'esterno. Le cactacee e le euphorbie succulente non possiedono sistemi fogliari di rilevanza. La carenza delle foglie determina la caratterizzazione glabra delle succulente.

La fotosintesi clorofilliana, a causa della carenza di foglie, avviene nel fusto ricchissimo in cloroplasti. Per questo motivo, l'aspetto esterno del fusto appare sempre di color verde acceso.

Radici

Le radici delle succulente  sono, normalmente, di tipo a fittone poiché si estendono in profondità al terreno. La loro dimensione è modesta poiché la parte epigea della pianta, cioè quella che fuoriesce dal suolo, è contenuta in dimensioni.

Metabolismo

Il metabolismo delle piante succulente è ottimizzato per minimizzare la traspirazione fogliare e la conseguente perdita di acqua verso l'esterno. La scarsa presenza di acqua diventa, per le succulente, un fattore limitante che deve essere affrontato tramite diversificazioni metaboliche. Rispetto al metabolismo C3 e C4 delle altre specie vegetali, le succulente, hanno una minore resa fotosintetica che, in parte, è compensata dalla maggiore esposizione solare.

Riproduzione

Come si riproducono le piante grasse?

La riproduzione delle piante succulente avviene in due moti:

  • Riproduzione vegetativa, o asessuata.
  • Riproduzione sessuata, o gamica.

Succulente riproduzione

La riproduzione vegetativa avviene grazie alla normale propagazione di porzioni della pianta o mediante l'utilizzo delle talee. La capacità della cellula vegetale di riformare il meristema, cioè il tessuto indifferenziato, è alla base della riproduzione vegetativa. Attraverso questo sistema è possibile far radicare frammenti della pianta, ad esempio le teste laterali delle cactacee, per la formazione di un nuovo individuo. Dal punto di vista genetico, questa riproduzione porta alla formazione di cloni e, per questa ragione, è definita moltiplicazione per clonazione.

La riproduzione sessuata avviene grazie all'interscambio genetico di materiale di due piante con strutture sessuali diverse. Alcune piante sono dioiche, e presentano sia elementi sessuali maschili sia femminili. Le piante dioiche, succulente comprese, adottano dei meccanismi di blocco dell'autofecondazione per promuovere l'interscambio genetico che avviene soltanto tra individui diversi. La riproduzione sessuale è un evento molto complesso, la cui condizione favorevole avviene a maturità completa della pianta. I sistemi di fecondazione sono diversi e, in genere, si affida agli insetti o al vento il trasporto del polline.

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