Fibrosi cistica

La fibrosi cistica (FC) è una malattia genetica multisistemica, ad esito fatale, altamente invalidante che, progressivamente, porta alla perdita di funzionalità di alcuni organi tra cui i polmoni. Si stima che, nelle popolazioni europee, abbia una incidenza di un individuo su 2000 (fonte: Organizzazione mondiale della sanità). Nonostante la costante ricerca, sia pubblica che privata ed una relativamente completa conoscenza della malattia, è una malattia non curabile direttamente se non con il trattamento dei sintomi. Le persone affette da fibrosi cistica manifestano un persistente squilibrio nella formazione di sostanze mucose, giacché alcune ghiandole manifestano dei meccanismi di trasporto di membrana del cloro non pienamente funzionanti; nei casi più gravi di malattia i trasportatori non sono affatto espressi.

Il mancato, o difettivo, trasporto di cloro determina la formazione di un muco, a livello extracellulare, molto denso e non "fisiologicamente" attivo.

Dal punto di vista strettamente genetico, la fibrosi cistica è una malattia monogenica poiché deriva da un difetto di un singolo gene, con la presenza di due alleli difettosi.

Sintomi

La fibrosi cistica è una patologia multifattoriale che può presentarsi attraverso differenti sintomi, anche molto differenti tra loro. Nel neonato, il primo sintomo deriva dalla difficoltà di esplusione delle feci e, talvolta, dalla presenza di espettorato denso e costante. Nell'adulto, invece, oltre alla presenza dei sintomi appena elencati, è possibile rilevare una progressiva perdita delle funzionalità del polmone e del sistema di assorbimento dei nutrienti.

Incidenza e distribuzione

Secondo i dati dell'organizzazione mondiale della sanità, negli Stati Uniti si stima un nuovo caso ogni 3500 individui nati vivi, in Europa l'incidenza è di circa un nuovo caso per 2000 nati. Per quanto riguarda altre zone, genericamente definite come in via di sviluppo, non ci sono dati certi poiché le percentuali di "mancata rilevazione" sono talmente alte da non permettere una valutazione scientificamente corretta. Ad esempio, in Africa non ci sono dati certi per il rilevamento e - per questi motivi - si tende, erroneamente, a definire queste zone come "colpite in minura minore"; la ragione della mancata rilevazione è di natura socio-economica.

Genetica della mutazione

La fibrosi cistica è una patologia che deriva dalla mutazione del gene CFTR il quale porta alla formazione della proteina CFTR. La proteina CFTR è una trasportatore per il cloro che trova posto a livello della membrana; è, per questa ragione, un trasportatore di membrana. Il cloro è tradotto dal citoplasma allo spazio extracellulare. La mancanza, o il difetto di funzionamento di CFTR, determina una mancata o incompleta traduzione del cloro.

Proteina CFTR e trasporto nel cloro nella fibrosi cistica

Struttura della proteina CFTR che si comporta da trasportatore del cloro.

Esistono differenti tipi di mutazioni del gene CFTR, suddivisi in cinque classi. Le più pericolose rappresentano le classi I e II dove, rispettivamente, il gene CFTR non viene trascritto/tradotto oppure, nel secondo caso, avviene un misfolding della proteina, che porta alla formazione di una proteina non correttamente ripiegata. Gli altri "tipi" di fibrosi cistica riguardano la regolazione del trasporto oppure il livello elevato di turnover della proteina.

Tipo Descrizione
1 Mancata espressione. Il gene CTFR non è trascritto o tradotto.
2 Misfolding. Il gene è trascritto, ma la proteina non compie un regolare ripiegamento e, pertanto, non è funzionale.
3 Mancato funzionamento. La proteina CFTR, a seguito di variazioni nella struttura, non è pienamente funzionale pur essendo correttamente inserita nella membrana plasmatica.
4 Scarsa traduzione di cloro. La proteina CFTR, per un variazione nella stuttura primaria, non è capace di far passare un sufficiente numero di atomi di cloro.
5 Turnover elevato o sintesi ridotta. La proteina è sintetizzata correttamente, ma viene espressa in un quantitativo inferiore oppure demolita troppo velocemente.

Tipi di mutazione del gene CFTR e serverità relative al funzionamento della proteina CFTR.

Trasmissione genetica

La fibrosi cistica è una malattia a trasmissione genetica. I genitori, la maggior parte delle volte, non sanno di essere affetti da questa patologia e, pertanto, sono dei "portatori sani". Quando due portatori sani concepiscono un bambino, questo ha il 25% di possibilità di erdeditare gli alleli non mutati dal padre e dalla madre, e dunque essere non affetto e non portatore, il 50% di ereditare allele da un genitore e diventare un portatore sano, e il 25% di probabilità di ereditare ambedue gli alleli modificati dai genitori e diventare portatore di fibrosi cistica. In altre parole, se il nascituro eredita soltanto un allele mutato (sia dalla madre o dal padre) è portatore sano, se ne eredita due è un portatore e, infine, se eredita due geni sani è un individuo non affetto.

Ereditarietà della fibrosi cistica

Schema di trasmissione della fibrosi cistica e albero genealogico (quadrato = genitore maschio, cerchio = genitore femmina, NA = non affetto, P = portatore, PS = portatore sano)

Terapia

La fibrosi cistica è, al momento, una patologia non curabile in modo diretto. L'approccio medico è rivolto ai sintomi e, comunque, serve a rallentare il progressivo deterioramento della funzionalità degli organi e dei sistemi coinvolti.

Terapia polmonare

La mucosa del polmone, di un paziente affetto da fibrosi cistica, secerne un muco denso e abbondante. I polmoni, nelle fasi sia iniziali sia avanzate, possono essere trattati attraverso farmaci antibiotici, solitamente a largo spettro. Utilizzando gli antibiotici, infatti, è possibile controllare le infezioni ai polmoni. Il medico, generalmente, prescrive più tipi di antibiotico per aumentare lo spettro di efficacia dei singoli principi attivi. Anche gli antinfiammatori, sia steroidei che non steroidei (FANS), possono coadiuvare la ripresa o il mantenimento di una accettabile funzionalità polmonare. In questo quadro, anche la vaccinazione assume un ruolo importante per la profilassi delle potenziali patologie polmonari di natura infettiva.

La presenza di un muco denso, oltre a essere un ambiente adatto per la proliferazione di patogeni, diminuisce l'efficacia di ventilazione. Per questo motivo può essere opportuno prescrivere dei farmaci mucolitici o espettoranti.

Terapia nutrizionale

Le persone colpite da fibrosi cistica presentano un quadro di cattivo assorbimento dei nutrienti. Questo deriva dal fatto che il pancreas non è capace di coadiuvare, attraverso gli enzimi presenti nel succo pancreatico, l'assorbimento a livello che inizia dal duodeno e il fegato non riesce a versare il liquido biliare per l'emulsione dei grassi. Per questo motivo, un apporto nutrizionale, solitamente ipercalorico, è modulato per le necessità del paziente.

Terapia psicologica

Il suppporto psicologico è di fondamentale importanza per il paziente affetto da fibrosi cistica. Attraverso un piano di valutazione del quadro di salute psichica, volto alla comprensione "interiore" della patologia ed alla sua accettazione, la qualità di vita del paziente può migliorare sensibilmente.

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