Ipercalcemia

L'ipercalcemia è una patologia che riguarda il sistema di bilancio e di omeostasi del calcio. I pazienti ipercalcemici presentano elevati livelli di calcio nel plasma.

Sintomi dell'ipercalcemia

Una ipercalcemia non ancora acuta si manifesta con alterazioni della motilità gastrointestinale, stitichezza, e stati di apatia che possono arrivare alla letargia. Già queste condizioni dovrebbero essere valutate dal personale sanitario. I casi più gravi di ipercalcemia possono portare al coma oppure, data l'eliminazione del calcio nel rene, a insufficienza renale.

Cause e eziologia dell'ipercalcemia

L'omeostasi del calcio è finemente regolata dal rene, a livello dell'ansa di Henle e del tubulo distale. Per questa ragione, una infiammazione del nefrone associata ad un aumento dell'introduzione, mediante la dieta, dello ione calcio può essere una causa della sua elevata concentrazione.

Il mantenimento di una normocalcemia, in altre parole della concentrazione ottimale del calcio a livello del plasma, è finemente regolato da due ormoni. Il paratormone o PTH è un polipeptide secreto dalle ghiandole paratoriodi, ha un ruolo ipocalcemizzante a differenza della calcitonina che, invece, è secreta dalla tiroide ed ha un effetto ipercalcemizzante. Infiammazioni alle paratiroidi o alla ghiandola tiroidea possono comportare uno squilibrio ormonale e, come conseguenza, uno sblilancio del calcio plasmatico; per questa ragione è opportuno richiedere un profilo di valutazione della ghiandola tiroidea, ad esempio mediante ecografia, oppure una valutazione degli ormoni in circolo.

Terapia

Nei casi lievi di ipercalcemia la terapia è di tipo alimentare, cercando di limitare i cibi ricchi in calcio quali i formaggi e la carne rossa. Se, invece, la malattia è acuta si ricorre ad un approccio farmacologico o chirurgico.

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