Legionellosi - microbiologia

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 17-07-2020 Revisionato il 18-07-2020
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Trasmissione - Sintomi - Fattori di rischio - Prevenzione - Cura

La legionellosi o malattia del Legionario è una malattia a carico delle vie respiratorie che fa seguito all'infezione di un batterio che fa parte del genere Legionella. Normalmente il responsabile della legionellosi è la Legionella pneumophila. Il batterio è capace di rimanere attivo all'interno di volumi acquosi dove può moltiplicarsi. È probabile che le colonie batteriche siano presenti nei fiumi, negli stagni e - generalmente - in ogni serbatoio d'acqua. Da questi spot possono migrare, per contaminazione oppure per sversamento verso gli impianti idrici a uso civile.

I cosiddetti punti di ristagno sono dei punti di criticità nei quali le colonie di Legionella possono moltiplicarsi. In genere, in queste zone la temperatura può raggiungere l'optimum ecologico della comunità e, di conseguenza, coadiuvare la crescita batterica.

L'assunzione di acqua contaminata permette al batterio, tramite la cavità orale di penetrare all'interno delle cellule del polmone dove inizia a moltiplicarsi attivamente. La patologia immediatamente seguente è la polmonite da legionella.

Trasmissione

Le riserve maggiori di Legionella sono rappresentate dai bacini idrici e dai relativi canali. All'interno delle strutture di stoccaggio d'acqua e del sistema di distribuzione esistono degli spot che offrono le caratteristiche di temperatura adatte alla proliferazione. L'acqua può entrare nel circuito di erogazione civile e, specialmente, in ambito ospedaliero può essere consumata direttamente dagli individui.

Volumi di acqua minori, ad esempio le sospensioni e le nebulizzazioni, sembrano favorire l'attacco dei batteri alle cellule del tessuto polmonare. La pericolosità e la possibilità di trasmissione aumenta con il diminuire del raggio della sospensione acquosa.

Trasmissione della legionella
Schematizzazione della trasmissione della legionella.

Sintomi

I sintomi legati all'infezione possono essere confusi con altri stati patologici che, solitamente, sono meno gravi. Esistono due forme di malattia che prendono il nome di febbre di Pontiac e malattia del Legionario.

Sintomi associati alla Legionellosi
Sintomatologia associata alla Legionellosi.

Febbre di Pontiac

La febbre di Pontiac rappresenta la sintomatologia meno grave associata alla legionellosi. Dopo 2 o 3 giorni dall'esposizione l'individuo manifesta una febbre e non vi è alcuna compromissione polmonare. È possibile che l'individuo si senta stanco (astenia) e abbia una perenne senzazione di vomito, anche se questi sintomi non sono sempre presenti. La febbre di Pontiac ha carattere autolimitante, non necessita di cura e scompare dopo circa 5 o 6 giorni.

Malattia del Legionario

La malattia del legionario, rappresenta il decorso più grave dell'infezione. L'incubazione dura circa 5 giorni e si manifesta attraverso una polmonite invalidante la capacità respiratoria. Il soggetto può avere difficoltà a respirare, specialmente qualora presenti altre malattie a carico dei polmoni. La febbre è costantemente presente. In questo tipo di esordio è spesso riscontrata una simil demenza o stati di affaticamento della concentrazione e della capacità di valutazione della realtà.

Fattori di rischio

Qualsiasi complicazione a livello polmonare e respiratorio si comporta da fattore di rischio. Inoltre, la presenza di uno stato d'immunodeficienza non permette al sistema immunitario di rilevare e neutralizzare i batteri che causano la legionellosi. Le persone fumatrici, inoltre, hanno una maggiore possibilità di evolvere in sintomatologia clinica.

Prevenzione

Al momento non esiste una vera e propria strategia di controllo volta alla completa eradicazione dei ceppi di Legionella, specialmente in ambito nosocomiale(1). Il monitoraggio costante attraverso la campionatura delle acque ha un ruolo attivo di prevenzione. Alcuni studi suggeriscono che l'aumento oltre i 55°C dell'acqua calda sanitaria possa abbattere la capacità microbica e, di conseguenza, agire da fattore di profilassi.

In ambito sanitario è di fatto utile installare i cosiddetti dispositivi antistagno capaci di garantire un costante flusso d'acqua. Un sistema del genere è capace di sversare, verso la rete di scarico, importanti volumi d'acqua contaminati.

Cura

La febbre di Pontiac non ha, normalmente, bisogno di cura. La malattia del Legionario, invece, va curata attraverso la somministrazione dosata di antibiotici. I fluorochinoloni rappresentano i principi attivi d'elezione. Al bisogno vanno curate anche le sintomatologie accessorie, ad esempio in caso di diarrea o vomito va somministrata una soluzione reidratante.

Bibliografia

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