Mycobacterium tuberculosis - microbiologia

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 13-10-2020 Revisionato il 13-10-2020
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Morfologia - Azione patogena - Contagio - Coltivazione - Indagini sierologiche - Test della tubercolina - Trattamento farmacologico - Resistenza agli antibiotici

Mycobacterium tuberculosis o Bacillo di Koch è un batterio che fa parte del genere dei micobatteri. È conosciuto in ambito medico poiché è l'agente eziologico della tubercolosi, una grave malattia che colpisce i polmoni. Se non adeguatamente trattata la tubercolosi è letale.

Morfologia

Il bacillo assume una forma allungata di circa 2-4μm. Il corpo è affusolato e non presenta rigonfiamenti. Questa caratteristica è probabilmente tale poiché M. tuberculosis non è un batterio capace di formare spore (asporigeno). Al pari degli altri micobatteri presenta una spessa parete cellulare che conferisce l'altrettanto caratteristica resistenza alla colorazione di Gram.

Tubercolosi colonia
Immagine computerizzata di una colonia di M. tubercolosis.

Parete cellulare

La parete cellulare di M. tuberculosis è molto spessa ed è formata da una cinque strati: parete cellulare interna, peptidoglicano, strato di arabinogalattani, strato di acido micolico e uno strato formato dal micoside che è, dal punto di vista biochimico, un glicolipide fenolico.

Azione patogena

Il target del batterio è il tessuto polmonare all'interno del quale il batterio riesce a instaurare le proprie colonie. I macrofagi riescono a individuare le cellule batteriche e operano un processo di distruzione tramite fagocitosi. In questa fase, i macrofagi, operano le prime fasi della risposta immunitaria innata. La lisi della cellula batterica porta alla presentazione dell'antigene che è rilevato dai linfociti e inizia successivamente la fase di risposta immunitaria umorale. La reazione immunitaria può essere molto violenta e portare alla formazione del tubercolo. In questa struttura, che è caratteristica dell'infezione da M. tuberculosis, si forma una sacca di tessuto connettivo che stipa un gran numero di macrofagi privi di vita a seguito dell'infezione.

In queste due fasi, la maggior parte dei batteri è neutralizzata in modo efficace. La malattia tubercolare, in alcuni casi, può interessare i linfonodi. In questo caso è definita come infiammazione con formazione del complesso primario. La formazione del complesso primario rappresenta un ponte tra l'esito positivo dell'immunosoppressione e la possibilità di riattivazione.

Quiescenza e riattivazione

In alcuni soggetti i batteri rimangono attivi anche per diverse decine di anni. In questo periodo il metabolismo è rallentato e le colonie rimangono in una stasi quiescente. Il soggetto che, durante gli anni, presenta una normale attività del sistema immunitario può far fronte a eventuali riattivazioni tubercolari; tuttavia, in casi di stress immunitario - ad esempio a causa di cure o altre infezioni - i batteri possono moltiplicarsi e portare alla formazione di granulomi.

L'attività batterica porta alla necrosi caseosa che ha come conseguenza la trasmissione dei batteri nel torrente sanguigno. In questo stato, definito di tubercolosi miliare, la sopravvivenza dell'individuo è fortemente a rischio.

Contagio

Il contagio avviene per inalazione diretta di goccioline (droplet) infette. Le goccioline fanno parte dell'espettorato e possono essere emesse a seguito di tosse o di starnuti. L'infezione da tubercolosi è particolarmente insidiosa poiché i soggetti subclinici, quelli che presentano sintomi non ancora rilevabili, possono potenzialmente infettare altri soggetti sani.

Coltivazione

La coltivazione di M. tubeculosis avviene su un opportuno terreno di coltura, generalmente presente in forma liquida e contenuto in una provetta. Il terreno contiene derivati del tuorlo d'uovo e fornisce un buon supporto metabolico ai batteri. Inoltre, per prevenire la crescita di altri organismi contaminanti si utilizza il verde di malachite che blocca la proliferazione di alcuni funghi e di altri batteri.

Indagini sierologiche

Al momento, la ricerca di anticorpi specifici contro uno o più antigeni della tubercolosi sembra non fornire risultati soddisfacenti.

Test della tubercolina

Il teste della tubercolina è un test rapido che serve a rilevare l'esposizione e l'infezione al batterio in qualsiasi periodo temporale antecedente. La tubercolina a oggi utilizzata è formata da un insieme di proteine batteriche sottoposte a trattamento di purificazione. Nel test convenzionale, la tubercolina è iniettata sottocute in una zona dell'avambraccio. Qualora il soggetto fosse già stato esposto al batterio della tubercolosi si osserverebbe in poche ore la formazione di un tipico alone di arrossamento, con la formazione di bolle caratteristiche. Il test della tubercolina ha valore diagnostico ma non può stabilire se il soggetto sia attualmente in fase infettiva oppure in esso si sia sviluppata una immunocompetenza da pregressa infezione.

Trattamento farmacologico

Il trattamento farmacologico d'elezione prevede due fasi: nella prima sono somministrati - ogni giorno - antibiotici per un periodo di diversi mesi, nella seconda fase si somministrano altri antibiotici in maniera più distanziata dal punto di vista temporale.

Resistenza agli antibiotici

Il batterio ha mostrato una notevole resistenza agli antibiotici. Per questo motivo è utile operare con più principi attivi e seguire pedissequamente il protocollo al fine di non aumentare il vantaggio del microbo nei confronti dei chemioterapici attualmente utilizzati.

 Questa pagina è rilasciata sotto la licenza BiologiaWiki Copyright

Pagine simili

Commenti alla pagine

URL:
No comments for this page
wiki ver.... ©