Staphylococcus aureus - Stafilococco aureo - microbiologia

Scritto da Dott. Crisafulli F..
Pubblicato il 02-02-2020 Revisionato il 09-02-2020
Dott. Crisafulli F.

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Struttura e dimensioni - Crescita e riproduzione - Antibioticoresistenza - Infezioni - Prevenzione - Terapia e trattamento

Staphylococcus aureus (Stafilococco aureo) è un batterio gram positivo facente parte del genere degli stafilococchi. La cellula degli stafilococchi ha una forma ovoidale (a cocco) ed in coltura è apprezzabile all'interno di colonie a grappolo. È definito aureus a causa della particolare pigmentazione gialla che si evidenzia nelle colture su terreni specifici.

S. aureus è un batterio normalmente presente in molti animali, uomo compreso. In particolare, negli esseri umani convive mediante un rapporto di commensalismo o amensalismo. In alcuni casi, il batterio diventa di interesse patologico poiché esprime la propria virulenza trasformandosi da cellula commensale/amensale a entità opportunista. In questi casi, specialmente se non è controllato (anche da altre popolazioni batteriche) la propagazione dell'infezione può portare alla comparsa di stati patologici molto importanti.

Staphylococcus aureus su mannitol salt agar
S. aureus su terreno di coltura di tipo mannitol salt agar. Il terreno è normalmente rosso, ma la crescita dello stafilococco lo tinge di giallo a causa di particolari reazioni metaboliche.

Struttura e dimensioni

La cellula di S.aureus, ha una dimensione media di 1μm. Possiede una parete cellulare rigida che conferisce la stabilità della forma ovoidale. Il citoplasma è separato dall'esterno da una serie di strutture tipiche dei batteri Gram positivi. Queste strutture hanno un carattere antigenico e possono portare a reazioni da parte del sistema immunitario.

Struttura di staphylococcus aureus
Pareti e struttura esterna dello Stafilococco aureo.

Crescita e riproduzione

L'optimum vitale dello stafilococco è molto vicino alle condizioni presenti negli animali omeotermi. In particolare, S. aureus cresce in modo ottimale alla temperatura di 37°C ed ha un metabolismo di tipo aerobio ed anaerobio facoltativo. Inoltre, ha una buona capacità di resistere ad ambienti con concentrazione di cloruro di sodio elevata (tra il 7% ed il 14%). Gli animali, per questa ragioni, sono gli ospiti di elezione per lo stafilococco.

Può comunque resistere, sebbene non sia sporigeno, su superfici e su oggetti. Per questo motivo, le colonie batteriche possono rimanere "silenti" in alcuni ambienti e infettare i soggetti che ivi transitano.

Antibioticoresistenza

Il batterio mostra una spiccata resistenza agli antibiotici. L'antibioticoresistenza deriva sia dalla particolare struttura delle pareti e delle membrane sia dalla capacità di inattivare buona parte degli antibiotici utilizzabili. La resistenza determina una ben valutata pericolosità durante l'infezione poiché, anche in ambiente ospedaliero, la proliferazione dell'infezione può determinare stati patologici molto importanti.

In particolare, la setticemia è uno tra i principali problemi da affrontare a seguito di propagazione incontrollata dei ceppi batterici, stafilococco compreso.

In ambito ospedaliero, le infezioni da S. aureus sono molto frequenti. Per questo motivo esistono dei programmi specifici di valutazione costante del rischio infettivo associato alla permanenza nei nosocomi.

Infezioni

Le infezioni da Stafilococco aureo sono trattate con la massima attenzione. Le vie aeree superiori rappresentano il punto di ingresso del batterio. Da qui, è normale lo stazionamento a livello del polmone nel quale può provocare focolai facilmente rilevabili. In alcuni casi, specialmente nei soggetti immunocompromessi, il batterio può utilizzare il sangue per la diffusione sistemica verso gli altri organi. In questo scenario, la setticemia rappresenta un potenziale, nonché letale, pericolo.

Le infezioni a livello del tessuto cardiaco portano alle miocarditi.

Infezioni ospedaliere

Gli stafilococchi, ed in particolare S. aureus, rappresentano i principali agenti infettivi presenti negli ospedali. Le infezioni ospedaliere sono molto pericolose poiché agiscono su pazienti debilitati. Gli stafilococchi possono operare da agenti infettivi primari oppure da agenti infettivi secondari. In quest'ultimo caso, il tipo di sviluppo infettivo è definito sovrainfezione.

Trasmissione e metodi di contagio

La trasmissione di Stafilococco aureo avviene per contatto diretto tra individui, mediante scambio di gocce infette, oppure utilizzando un oggetto a sua volta contaminato. Tosse e starnuti rappresentano, tuttavia, il principale metodo di trasmissione da uomo ad uomo.

Prevenzione

La prevenzione dell'infezione si basa sulla particolare igiene personale. In particolare, è necessario lavarsi spesso le mani. La trasmissione tramite oggetti, sebbene più complicata, è possibile ed il rischio relativo viene abbattuto tramite la pulizia e la sterilizzazione. Gli ambienti chiusi e poco areati sono un facile luogo di scambio di microbi e, per questo motivo, vanno risanati.

Terapia e trattamento

La terapia di elezione prevede l'utilizzo di meticillina. I ceppi resistenti sono trattati con diversi antibiotici, in dosaggi valutabili in base al caso ed alle condizioni del paziente. Esistono numerose molecole che, sembra, possano limitare la proliferazione dei ceppi antibioticoresistenti di S. aureus. Ad esempio, alcuni retinoidi sintetici sembrano interferire con le strutture di membrana del batterio che, di fatto, portano alla morte per lisi.

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