Listeriosi - microbiologia

Scritto da Fabrizio Crisafulli.
Pubblicato il 11-07-2020 Revisionato il 11-07-2020
Fabrizio Crisafulli

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Tipi e classificazione delle listeriosi - Sintomi - Profilassi e prevenzione - Cura e trattamento

La listeriosi o infezione da listeria è una infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes, una specie molto comune giacché presente nel suolo e nell'acqua. Per via della peculiarità del batterio fa parte della grande categoria delle tossinfezioni. Il batterio, pur essendo asporigeno (non forma spore batteriche) è capace di colonizzare l'intestino umano e - in genere - animale e provocare una sintomatologia tipica.

Il batterio responsabile della listeriosi fa parte della classe dei batteri gram negativi e non ha attività sporigena. Altre specie di Listeria, ad esempio la Listeria innocua, sono considerate non patogene. Colonie di L. monocytogenes sono presenti nei vegetali, specialmente se marcescenti, nel suolo, nelle acque e in altri composti organici. Le feci animali, in particolare, possono essere contaminate dal batterio e servire da vettore per la contaminazione di altri animali o di vegetali.

Listeriosi, trasmissione uomo-ambiente-animale.
Schema di trasmissione della listeriosi tra uomo, ambiente, vegetali e animali.

Tipi e classificazione delle listeriosi

Esistono due tipi di classificazione delle listeriosi che differiscono tra loro per sintomatologia, area di compromissione e gravità.

Tipi di listeriosi
Tipo Distretti colpiti Sintomi Gravità Trattamento
Tipica Intestino Nausea, diarrea Poco grave nei soggetti sani, grave per i soggetti immunodepressi, potenzialmente grave per le donne in gravidanza Antibiotico
Sistemica Disseminazione sistemica tramite flusso sanguigno Nausea, diarrea, complicazioni respiratorie, complicazioni neurologiche Potenzialmente letale Terapia intensiva nei soggetti a rischio coadiuvata da terapia antibiotica

Sintomi

La listeriosi comune ha una sintomatologia specifica tipica dei disturbi del tratto gastrointestinale. La diarrea è un elemento comune nella maggior parte dei casi d'infezione da L. monocytogenes. L'infezione sistemica, derivante da una disseminazione del batterio tramite il sangue, può portare a un quadro sintomatologico diverso. In base ai distretti colpiti possono emergere sintomi diversi. In linea generale, al vomito e alla nausea possono accompagnarsi episodi di difficoltà respiratoria e alterazioni della funzionalità neurologica.

Listeriosi in gravidanza

La listeriosi in gravidanza può essere particolarmente grave poiché è associata all'aumento del rischio di aborto spontaneo. In altri casi, la proliferazione del batterio può causare la morta intrauterina del feto o infezione fetale. Il batterio non attacca direttamente il feto ma segue un percorso che parte dalla colonizzazione intestinale e, tramite dispersione ematica, arriva dapprima alla placenta e poi al feto. Il batterio può essere anche trasmesso durante il parto, sebbene questa possibilità sia remota. In questo caso l'infezione si manifesta con febbre alta e sintomi sovrapponibili alla meninginte.

Profilassi e prevenzione

La profilassi utile al contenimento della possibilità di trasmissione della listeriosi si basa su prescrizioni tecniche e sull'osservazione di regole di sterilizzazione. La pastorizzazione è utile per eliminare la carica patogena dal latte e dai derivati liquidi delle uova, ad esempio tuorli o albumi. Il lavaggio dei vegetali e delle carcasse animali prima della macellazione contribuisce ad eliminare eventuale materiale fecale presente in superficie.

Cura e trattamento

Il trattamento per la listeriosi è su base antibiotica. Eventuali altri sintomi, normalmente secondari, possono essere curati al bisogno.

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